L’inclusione a scuola nasce dalla didattica quotidiana. PariPasso è il nuovo progetto di Rizzoli Education dedicato all’inclusione a scuola e alle pratiche di didattica inclusiva, pensate per supportare insegnanti e studenti in percorsi di apprendimento equi e accessibili. Il progetto promuove una scuola inclusiva che valorizza le differenze e sostiene la crescita cognitiva, emotiva e digitale di tutte e tutti.
La scuola nell’ora di punta. Perché qualità e inclusione vanno di PariPasso: la lezione di Tullio De Mauro
C’è un’idea di scuola che ritorna con forza nel pensiero del linguista Tullio De Mauro, profondo studioso dei sistemi di istruzione: la scuola non è una macchina, né una semplice organizzazione amministrativa. È un sistema complesso fatto di persone, relazioni, storie, differenze. E, soprattutto, chi lo abita lo costruisce. De Mauro sulla rivista Internazionale (“Buona la scuola se eccelle chi insegna”, n. 61, 2016), lo spiegava con una metafora efficace: una classe può sembrare affollata e caotica come una vettura della metropolitana all’ora di punta. Ma c’è una differenza decisiva. I passeggeri della metro salgono e scendono senza incidere sul funzionamento del sistema, non fanno cambiare la linea, i binari, le stazioni. “Diversamente dai viaggiatori in metropolitana, le persone che stanno nella scuola con tutte le loro diversità fanno la scuola”. E la trasformano.
De Mauro ricordava spesso che la scuola è un investimento strutturale per un Paese, non una spesa improduttiva. Studi storici ed economici, come quelli di Robert Barro e Jong-Wha Lee, mostrano con chiarezza che ogni risorsa investita nell’istruzione genera crescita economica, sociale e democratica. Ma il punto non è solo quanto si spende: conta quanto una società crede nella scuola, quale priorità le assegna, quale visione educativa la orienta.
L’insegnante come fattore decisivo
Un passaggio del pensiero di De Mauro è oggi più attuale che mai: investire in tecnologie senza investire nelle competenze di base e nella formazione degli insegnanti rischia di essere inutile, se non dannoso. Una convinzione che trova piena conferma anche nelle analisi internazionali più recenti. Come sottolinea Andreas Schleicher, direttore per l’istruzione dell’Ocse, “da nessuna parte la qualità di un sistema scolastico è superiore a quella dei suoi insegnanti” (Una scuola di prima classe, Il Mulino).
Leggere, scrivere, comprendere testi complessi, argomentare: sono queste le fondamenta su cui ogni innovazione, compresa l’intelligenza artificiale, può davvero migliorare la qualità della scuola. È qui che qualità e inclusione si incontrano. Non si tratta di semplificare i contenuti per includere, ma di moltiplicare i modi di accedervi, offrendo a ciascuno strumenti diversi per arrivare in profondità.
Le ricerche internazionali confermano ciò che De Mauro sosteneva da tempo: la qualità dell’insegnamento è il fattore più importante di un buon sistema scolastico. Il bravo insegnante non nasce tale: si forma, si confronta, riflette sugli insuccessi, collabora. Sa che bocciare uno studente significa interrogare prima di tutto il proprio modo di insegnare. E non è un caso che i sistemi scolastici più inclusivi, quelli che accompagnano tutti alla fine dei cicli di istruzione, siano anche quelli con i risultati migliori. Dove non si esclude, la qualità cresce.
Dalla parola al dato: un primo passo di didattica aumentata
È in questa cornice che si inserisce il primo percorso in tre appuntamenti “Didattica aumentata. Dalla parola al dato, dal dato alla conoscenza”: tre webinar progressivi per accompagnare i docenti all’uso consapevole, critico e creativo dell’intelligenza artificiale nella didattica, con un’attenzione costante alla qualità dell’apprendimento e all’inclusione.
Dalla lettura dei testi all’analisi dei dati, dalla ricerca guidata alla progettazione di attività personalizzate, il percorso propone un’evoluzione graduale delle competenze: non strumenti isolati, ma metodologie, casi di studio e risorse che aiutano a integrare l’IA nella pratica quotidiana mantenendo centrale il ruolo del docente. Ogni incontro dura 60 minuti ed è fruibile singolarmente, ma i tre appuntamenti sono pensati come un itinerario unitario di formazione e sperimentazione, che accompagna i docenti: dall’esplorazione critica dei testi con l’IA, alla costruzione di percorsi di ricerca e apprendimento investigativo, fino alla progettazione di attività didattiche personalizzate, eque e inclusive.
I contenuti e gli strumenti proposti non nascono da una riflessione astratta, ma da esperienze didattiche reali, sperimentate e affinate nel lavoro quotidiano in classe. I webinar sono affidati a docenti esperti e formatori, che usano l’intelligenza artificiale come leva pedagogica all’interno dei percorsi della Fondazione Mondo Digitale, traducendo modelli e programmi in pratiche concrete, replicabili e sostenibili.
In questo approccio, la tecnologia non è un fine né un esercizio teorico, ma uno strumento di qualità proprio perché inclusivo: consente a studenti diversi di accedere agli stessi contenuti da prospettive differenti, di lavorare con linguaggi e modalità plurali, e di sviluppare una comprensione profonda senza rinunciare al rigore. È in questo intreccio tra esperienza, metodo e inclusione che la didattica aumentata trova il suo senso educativo.
Qualità e inclusione, insieme
La lezione di Tullio De Mauro resta attuale: una scuola di qualità è una scuola che include; una scuola inclusiva è una scuola che non rinuncia all’ambizione culturale. Per questo, oggi più che mai, qualità e inclusione vanno di PariPasso. E l’intelligenza artificiale, se guidata da una visione educativa forte, può diventare una delle strade per tenerle insieme.
La scuola come presidio di governance delle tecnologie
La rapidissima diffusione dell’intelligenza artificiale, resa accessibile da interfacce semplici come le chat, rischia di ridurre il dibattito educativo a una questione d’uso, autorizzare o vietare, oscurandone la portata culturale ed etica. In realtà, l’IA è parte di una trasformazione sistemica più ampia, che intreccia robotica, neuroscienze, scienze dei dati e genomica, e che pone interrogativi inediti sul futuro della società.
In questo scenario, la scuola è chiamata a recuperare un ruolo forte nella governance delle tecnologie, in dialogo con le istituzioni e con le grandi aziende che oggi detengono potenza di calcolo e infrastrutture. Non per subire l’innovazione, ma per orientarla in modo eticamente sostenibile e socialmente giusto.
Da anni la Fondazione Mondo Digitale lavora in questa direzione, costruendo alleanze educative con grandi corporation come Google, Microsoft e Amazon, con l’obiettivo di trasformare la tecnologia in leva educativa, sviluppando competenze, pensiero critico e consapevolezza civica. Perché educare nell’era della grande accelerazione significa aiutare le nuove generazioni, e le comunità scolastiche, a essere protagoniste, non spettatrici, delle decisioni che contano.
PER APPROFONDIRE
- Experience AI con Raspberry Pi Foundation
Progetto https://www.mondodigitale.org/progetti/experience-ai
Percorso formativo https://www.mondodigitale.org/formazione/offerta-formativa/experience-ai
- Ital.IA Lab for School con Microsoft
Progetto https://www.mondodigitale.org/progetti/italia-lab-school
Percorso formativo https://www.mondodigitale.org/formazione/offerta-formativa/italia-lab-school
- Vivi Internet, al meglio con Google
Progetto https://www.mondodigitale.org/progetti/vivi-internet-al-meglio
Percorso formativo https://www.mondodigitale.org/formazione/offerta-formativa/vivi-internet-al-meglio-0
Risorse
L’intelligenza artificiale a scuola. Mini guida per i docenti
https://www.mondodigitale.org/formazione/risorse-educative/lintelligenza-artificiale-scuola-mini-guida-i-docenti