Il potere dei giovani nella co-costruzione dell'istruzione | Rizzoli Education

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Sebbene in calo, la dispersione scolastica in Italia si attesta ancora oggi intorno all’8,3%. Un dato, questo ultimo, anticipato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e che andrà analizzato soprattutto nelle diverse realtà territoriali del nostro Paese. A livello globale, il quadro è ancora più complesso: secondo l’UNESCO, oltre 250 milioni di bambini e giovani non frequentano la scuola o non hanno accesso a un’istruzione adeguata.

Per sensibilizzare governi, istituzioni educative e cittadini su questi temi, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Internazionale dell’Educazione, che si celebra ogni anno il 24 gennaio.

 Il tema scelto per il 2026 è particolarmente significativo: “Il potere dei giovani nella co-creazione dell’istruzione”. Un invito esplicito a riconoscere bambini e ragazzi non come destinatari passivi, ma come protagonisti attivi dei processi educativi.

Nella scuola primaria, questo messaggio assume un valore centrale.

È proprio nei primi anni di scolarità infatti che si pongono le basi della motivazione allo studio, del senso di appartenenza alla comunità scolastica e della fiducia nelle proprie capacità. Parlare di dispersione non significa soltanto affrontare l’abbandono scolastico in senso stretto, ma interrogarsi su come rendere la scuola un luogo accogliente, significativo e partecipato per tutti. Parlare di dispersione, per noi che ci occupiamo di scuola, vuol dire sostanzialmente fare prevenzione.

La Giornata Internazionale dell’Educazione può diventare quindi un’occasione per riflettere insieme agli alunni su cosa significhi imparare, su chi costruisce l’educazione ogni giorno e su come anche i più piccoli possano contribuire a migliorarla. Attraverso attività semplici e concrete, è possibile tradurre un tema globale in esperienze comprensibili e coinvolgenti.

Di seguito proponiamo dunque quattro attività pratiche, pensate per valorizzare il punto di vista dei bambini e delle bambine e favorire la loro partecipazione attiva.

1. La scuola vista dai bambini – Che cosa funziona?

Obiettivo: dare voce agli alunni e promuovere il senso di partecipazione.

In circle time, l’insegnante invita i bambini a riflettere su alcune domande guida: 

“Cosa ti piace della scuola?”

“Cosa ti aiuta a imparare meglio?”

“Cosa cambieresti per stare ancora meglio?”

Le risposte possono essere orali, scritte o disegnate, in base all’età degli alunni e/o alle loro possibilità o alle loro preferenze espressive. 

Le idee emerse vengono raccolte su un cartellone diviso in tre sezioni. L’attività aiuta i bambini a sentirsi ascoltati e a comprendere che anche il loro punto di vista ha valore nella costruzione dell’esperienza scolastica.

2. Imparare insieme – La classe che coopera

Obiettivo: sperimentare la co-creazione attraverso il lavoro cooperativo.

La classe viene divisa in piccoli gruppi, ciascuno dei quali riceve un compito comune (ad esempio risolvere un problema, creare una breve storia o progettare un cartellone). L’insegnante sottolinea l’importanza di ascoltarsi, dividersi i ruoli e aiutarsi.

In questo tipo di attività, consigliamo di strutturare gruppi di piccoli dimensioni, con ruoli ben chiari e intercambiabili nelle diverse fasi di lavoro.

Al termine, si riflette insieme su come l’attività di gruppo abbia favorito l’apprendimento. I bambini comprendono così che l’istruzione non è solo individuale, ma nasce anche dalla collaborazione.

3. Il diritto di imparare – Tutti, ovunque

Obiettivo: sviluppare consapevolezza sul diritto all’istruzione.

Partendo da un racconto o da immagini che mostrano scuole in diverse parti del mondo, l’insegnante introduce il tema dell’accesso all’istruzione. In modo semplice e adeguato all’età, si spiega che non tutti i bambini hanno le stesse opportunità.

Gli alunni realizzano un disegno o scrivono una frase o un breve testo, sul tema “Per me andare a scuola significa…”.

L’attività può essere accompagnata da una riflessione sul binomio “diritto-dovere”.

Al diritto di andare a scuola si affianca il dovere di…? 

4. Piccoli protagonisti del cambiamento – Le nostre proposte

Obiettivo: incoraggiare il protagonismo attivo.

Ogni bambino pensa a una piccola proposta per migliorare la vita scolastica: un’idea per aiutare chi è in difficoltà, per rendere la classe più accogliente o per imparare in modo più sereno. Le proposte vengono condivise e, se possibile, trasformate in azioni concrete.

Questo passaggio rende tangibile il messaggio della Giornata: anche i più piccoli hanno il potere di contribuire alla costruzione dell’educazione.

Concludere la giornata

La Giornata Internazionale dell’Educazione non è solo una ricorrenza simbolica, ma un’opportunità per rinnovare il senso del nostro lavoro quotidiano. Nella scuola primaria, educare significa prevenire la dispersione fin dalle radici, coltivando motivazione, partecipazione e fiducia. Riconoscere il potere dei bambini nella co-creazione dell’istruzione significa, in fondo, fare ciò che la buona scuola fa ogni giorno: ascoltare, accompagnare, incentivare l’autonomia e lo spirito di iniziativa. 

 I lavori svolti dai bambini possono infine essere esposti in una situazione “pubblica”: durante una festa, un incontro con i genitori, oppure alle altre classi della scuola, in modo da restituire senso ai diversi laboratori, che diventano dei veri e propri compiti di realtà. 

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