Cibo spazzatura, stop agli spot prima delle 21 nel Regno Unito: quali prospettive per l’Italia - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

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Dal 5 gennaio 2026, il Regno Unito ha introdotto una delle normative più stringenti al mondo sulla pubblicità alimentare. L’obiettivo è quello di proteggere i minori dall’esposizione costante a messaggi che promuovono cibi poco salutari e contrastare l’obesità infantile.

La nuova legge

La legge vieta la messa in onda in televisione degli spot “junk food” prima delle ore 21 e introduce il divieto totale di promozioni online, comprese quelle sui social network e sulle piattaforme digitali più frequentate dai minori. Le restrizioni riguardano tredici categorie di prodotti, tra cui bevande zuccherate, snack confezionati, dolciumi e alcuni alimenti pronti, individuati attraverso un sistema di punteggio nutrizionale. A vigilare sull’applicazione delle regole sarà la Advertising Standards Authority (ASA), l’autorità britannica per la regolamentazione della pubblicità, con poteri di controllo e sanzione. Secondo gli esperti di sanità pubblica, la pubblicità alimentare incide in modo rilevante sulle scelte dei più piccoli e contribuisce alla diffusione di abitudini scorrette che aumentano il rischio di sovrappeso, obesità e problemi dentali.

E in Italia? Progressi, ma il problema resta

Anche nel nostro Paese si registrano segnali di miglioramento rispetto al passato, ma i livelli di sovrappeso e obesità infantile restano tra i più alti in Europa. Nella fascia tra i 6 e i 9 anni, una quota rilevante di bambini risulta in sovrappeso, con percentuali più elevate tra i maschi. Secondo i dati del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) , il 42% dei bambini maschi risulta in sovrappeso, di cui il 21% obeso; tra le femmine le percentuali sono rispettivamente del 38% e del 14%. Questi dati confermano la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, promuovere una corretta informazione nutrizionale e valutare misure più stringenti anche sul fronte della comunicazione commerciale rivolta ai minori.

Fonte: Greenme

Foto: Pexels

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