Vietnam: 10 giorni tra lanterne, risaie e emozioni che ti cambiano il cuore - Le avventure di Anna Pernice - Travel Fashion Tips

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Ci sono dei viaggi che restano nel cuore più di altri. Uno di questi é il Vietnam. Sognavo di visitarlo da una vita e poi a novembre il sogno si è finalmente avverato!

Sì, è stato un sogno ad occhi aperti, un viaggio al di sopra delle aspettative, e proprio per questo ci ho messo più tempo del dovuto per racchiudere tutte le emozioni che ho provato.

Avevo bisogno di sedimentarie, e capire che non era un sogno, ma la realtà!

Ho pianto. Ho riso. Ho mangiato come non mai. Ho camminato sotto la pioggia battente e ho ballato sotto il sole. Ho conosciuto persone che non dimenticherò e ho visto paesaggi che sembravano usciti da un quadro. Ho capito che viaggiare non è solo vedere posti nuovi, ma permettere a quei posti di cambiarti.

Non so dirti esattamente quando il Vietnam mi ha effettivamente rubato il core: forse quando ho attraversato le risaie di Ninh Binh in barca, remata dai piedi di una donna sorridente, o forse quando ho camminato sotto la pioggia tra le lanterne di Hoi An, con i piedi bagnati e il cuore stranamente leggero o mentre navigavo sulla Baia di Halong al tramonto. O ancora, quando ho assaggiato il mio primo Phở in un ristorantino di strada ad Hanoi, circondata dal caos dei motorini e dalla gentilezza di sconosciuti che mi sorridevano come se fossi di casa. Ma è successo, ed è stato meraviglioso.

Sono partita con volo diretto Vietnam Airlines da Milano Malpensa a Hanoi che collega l’Italia all’Asia tre volte la settimana. E il viaggio è iniziato già in volo!

Il volo dura circa 10 ore e 45 minuti ed è operato con un B787-9. Io ho volato in Business Class ed ha fatto davvero la differenza! Ho iniziato subito con il Check-in prioritario: zero code, zero stress, e un attimo dopo ero già nella lounge, in quella quiete che ti fa entrare nello spirito del viaggio.Appena salita a bordo mi hanno accolta subito con uno champagne come welcome drink e un kit cortesia con mascherina, ciabattine e tutto quello che serve per stare bene.E poi il mio posto finestrino… bellissimo, comodissimo. Un piccolo mondo privato.

Il sedile si reclina a 180° e diventa un vero letto — perfetto per atterrare ad Hanoi già riposata. In business poi puoi scegliere i tuoi pasti dal menù asiatico o internazionale e iniziare a immergerti nella cultura vietnamita ancora prima di arrivare. E poi…L’illuminazione soft, la privacy, il servizio… tutto rende il volo un’esperienza di lusso che passa in un attimo.

Se non hai mai volato in Business Class, questa è un’esperienza che devi assolutamente fare!

Questo non è solo un itinerario di viaggio. È la storia di 10 giorni che mi hanno trasformata, di un paese che mi ha accolta con la pioggia e salutata con il sole, ma sempre con il sorriso e di un’avventura che non avrei mai voluto finisse.

Se stai pianificando un viaggio in Vietnam, ecco il mio itinerario di 10 giorni con le cose che non devi assolutamente perderti! E ricorda, il Vietnam non è solo un posto da visitare. È un’emozione da vivere.

Giorno 1: Arrivo ad Hanoi e volo per Da Nang

L’arrivo è stato intenso: dopo 10 ore di volo da Milano, siamo atterrati all’alba all’aeroporto Noi Bai di Hanoi. Ma non c’è stato tempo per riposare. Giusto il tempo di ammirare l’alba e fare colazione nella Lounge dell’Aeroporto che dopo poche ore eravamo già su un volo interno diretto a Da Nang. Il Vietnam ci aspettava con tutta la sua energia.

Purtroppo il tempo non è stato dalla nostra parte in questi primi giorni. Il cielo grigio e la pioggia battente ci hanno accompagnato dall’arrivo a Da Nang fino a Hue, come se il Vietnam volesse metterci alla prova prima di mostrarci il suo volto più luminoso.

Giorno 2: Da Nang e Hoi An, la città delle lanterne

Nonostante la pioggia, appena arrivati a Da Nang siamo riusciti a fare una veloce foto al Dragon Bridge, il ponte a forma di drago che la sera si illumina e “sputa” fuoco e acqua. Sotto l’ombrello, bagnati ma sorridenti, abbiamo sentito che questa avventura sarebbe stata speciale.

La stanchezza del viaggio iniziava a farsi sentire, ma l’accoglienza Vietnamita ci ha dato subito il benvenuto. Ci siamo diretti per pranzo al Tra Que Village, dove ci hanno messo subito a nostro agio con un bellissimo e rilassantissimo massaggio ai piedi, prima di farci immergere nella cultura locale con una cooking class di cucina vietnamita.

Tra stanchezza e risate, abbiamo preparato i piatti che poi abbiamo degustato tutti in compagnia, abbinati a un ottimo Mango Juice. Un’esperienza che profumava di terra, spezie e tradizione.

Dopo pranzo, da Da Nang ci siamo diretti verso Hoi An, la città delle lanterne.

Qui abbiamo soggiornato al Koi Resort & Spa Hoi An (Cua Dai Beach, Au Co street, Hoi An), un bellissimo resort immerso nel verde, perfetto per rilassarsi.

Peccato solo per la pioggia battente, che ci ha fatto saltare la tappa successiva.

Saremmo dovuti andare sulla spiaggia di An Bang, per fare un tuffo veloce nell’oceano e bere un soft drink in un caffè sulla sabbia. Ma a causa della pioggia abbiamo saltato questa tappa. Se però voi siete più fortunati con il meteo, non perdetevela!

La sera, finalmente, abbiamo esplorato il centro storico di Hoi An, illuminato da migliaia di lanterne colorate che si riflettevano nelle pozzanghere. Anche sotto la pioggia, Hoi An è magica. Le sue case coloniali, i ponti antichi e le botteghe di seta sembravano uscire da un sogno. Una lanterna dopo l’altra, la città si è trasformata davanti ai miei occhi in un dipinto vivente. Colori che fluttuano nell’aria, profumi che raccontano storie lontane, botteghe antiche che sembrano sorridere al tuo passaggio. Hoi An ti avvolge piano, come una poesia che prende forma tra i vicoli.

E mentre il fiume si illumina di riflessi dorati, capisci perché chi viene qui… se ne innamora per sempre. Questa è la città dove la notte non fa buio… ma fa luce.

È stata la prima tappa del mio viaggio in Vietnam… e un inizio impossibile da superare.

Dove abbiamo cenato:

  • Moon River Restaurant (Hoi An): Cena tradizionale vietnamita in un localino tipico con vista sul fiume. Abbiamo provato il Cao Lau, un piatto tipico di Hoi An fatto con noodles spessi, maiale e verdure croccanti. Davvero delizioso!

Giorno 3: Marble Mountains – Ba Na Hills – Hue

Sveglia presto e check-out: oggi ci aspettava una giornata intensa tra montagne sacre e ponti dorati.

Le Marble Mountains: cinque montagne, mille storie

Prima di dirigerci verso Ba Na Hills, ci siamo fermati alle Marble Mountains (Ngũ Hành Sơn in vietnamita), un complesso di cinque colline calcaree situate a pochi chilometri a sud di Da Nang. Ogni montagna prende il nome da uno dei cinque elementi della filosofia orientale: Metallo, Legno, Acqua, Fuoco e Terra.

La più visitata è Thuy Son (Montagna dell’Acqua), quella che abbiamo esplorato noi. Qui, tra grotte naturali, templi buddisti e pagode, si respira un’atmosfera mistica e spirituale. Abbiamo salito gli scalini intagliati nella roccia (c’è anche un ascensore per chi preferisce!) e siamo entrati nelle grotte più famose:

  • Huyen Khong Cave: la grotta più spettacolare, con una grande apertura nel soffitto da cui filtra la luce naturale, creando un’atmosfera quasi divina. All’interno ci sono altari buddisti e statue illuminate dai raggi di sole che penetrano dall’alto.
  • Tang Chon Cave: più piccola ma altrettanto suggestiva, con stalattiti e stalagmiti che creano forme naturali affascinanti.
  • Van Thong Cave: una grotta più intima, con un tempio buddista nascosto al suo interno.

Nonostante la pioggia, l’esperienza è stata magica. Le gocce d’acqua scivolavano sulle rocce di marmo, i profumi di incenso si mescolavano all’aria umida e il silenzio interrotto solo dai canti dei monaci ci ha fatto sentire davvero in un luogo sacro.

Le Marble Mountains sono anche famose per l’artigianato del marmo: ai piedi delle montagne ci sono decine di botteghe dove scultori locali creano statue e oggetti meravigliosi. Abbiamo passato qualche minuto ad ammirare il loro lavoro, veri maestri della pietra.

Ba Na Hills e il Golden Bridge: nel regno delle nuvole

Dopo le Marble Mountains, ci siamo diretti verso Ba Na Hills, una delle attrazioni più spettacolari (e fotogeniche!) del Vietnam.

Abbiamo preso la funivia più lunga del mondo e siamo saliti tra le montagne nebbiose di Da Nang a 1437 metri di altitudine. Man mano che salivamo, purtroppo, la nebbia si faceva sempre più fitta rendendo il paesaggio quasi mistico. Arrivati in cima, haimè, il ponte era completamente ricoperto dalla nebbia. E qui, nonostante la pioggia e la nebbia, abbiamo vissuto uno dei momenti più surreali del viaggio: il Golden Hands Bridge (Cầu Vàng), il ponte dorato sostenuto da due mani giganti di pietra.

Le mani sembravano emergere dalla nebbia come se fossero quelle di un dio. Anche se il panorama era offuscato dalla foschia, l’atmosfera era quasi mistica. Eravamo sospesi tra cielo e terra, immersi nel bianco delle nuvole. Una sensazione indimenticabile.

Ba Na Hills non è solo un punto panoramico: è un vero e proprio parco tematico e resort di montagna. Costruito dai francesi come stazione collinare negli anni ’20 per sfuggire al caldo tropicale, oggi è stato trasformato in un’attrazione che mescola architettura europea, giardini in stile francese, giostre, ristoranti e… un ponte incredibile.

Inaugurato nel 2018, questo ponte lungo 150 metri è diventato immediatamente virale sui social. Le due enormi mani di pietra sembrano emergere dalla montagna come se appartenessero a un gigante addormentato, e reggono delicatamente il ponte dorato che serpeggia tra le nuvole.

Nonostante la pioggia e la nebbia che ci accompagnavano, l’atmosfera era quasi mistica. Le mani sembravano quelle di un dio che ci invitava a camminare tra cielo e terra. Il panorama era offuscato dalla foschia, ma proprio per questo tutto sembrava ancora più magico, quasi irreale. Eravamo sospesi nel bianco delle nuvole, con il vento che ci sferzava il viso e la sensazione di essere in un mondo a parte.

Qualche curiosità sul Golden Bridge:

  • Le mani sono state progettate per sembrare “le mani di Dio” che sollevano un filo dorato dalla terra.
  • Sono realizzate in fibra di vetro e acciaio, ricoperte da una rete metallica per creare l’effetto “pietra antica”.
  • Il ponte è stato progettato dalla TA Landscape Architecture, una società vietnamita.
  • È diventato uno dei luoghi più fotografati del Vietnam (e del mondo!).

Dove abbiamo pranzato:

  • Buffet lunch a Ba Na Hills: Un buffet vario con piatti vietnamiti e internazionali, perfetto per rifocillarsi dopo la passeggiata tra le attrazioni del parco. Non mi è piaciuto particolarmente, ma non c’erano molte alternative.

L’arrivo a Hue

Nel pomeriggio abbiamo lasciato Da Nang e ci siamo diretti verso Hue, l’antica capitale imperiale. Lungo la strada ci siamo fermati alla spiaggia di Lang Co, dove il mare incontrava la montagna in un paesaggio da cartolina (anche se piovoso!).

Prima di arrivare in hotel, abbiamo visitato il Vedana Lagoon Resort & Spa per un’ispezione e un momento di relax con un soft drink davanti alla laguna.

La sera, nonostante la pioggia, abbiamo fatto una crociera in barca sulla Laguna dei Profumi (Perfume River), accompagnati dalla musica tradizionale della corte reale. Le note melanconiche del đàn bầu (monocordo vietnamita) si mescolavano al rumore della pioggia sull’acqua. Un momento magico, sospeso nel tempo. Questa esperienza, un tempo era riservata

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Anna Pernice