Cani guida e da assistenza, a Scandicci la Scuola più antica d'Italia

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Da 96 anni la struttura gestita dalla Regione Toscana addestra cani guida. Oggi forma anche cani d’assistenza per persone con disabilità motorie e d’allerta medica per diabetici

A Villa Martini, in via dei Ciliegi a Scandicci, ad appena mezz’ora di auto da Firenze, ha sede un’istituzione unica al mondo: la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi della Regione Toscana. Fondata nel 1929, è la più antica scuola cani guida ancora in attività insieme all’americana “Seeing Eye” e l’unica struttura di questo genere interamente pubblica. “Tra quattro anni festeggeremo il primo secolo di vita”, spiega il responsabile Massimo Bugianelli. “Dal 1979 la gestione è passata alla Regione Toscana con decreto del Presidente della Repubblica, ma la scuola mantiene ancora il carattere nazionale”.

La struttura, che si sviluppa intorno alla storica Villa Martini con i suoi quattro canili da otto box ciascuno e una serie di percorsi delimitati da siepi per l’addestramento, si occupa principalmente della formazione e dell’affidamento di cani guida: “Consegniamo tra i 20 e i 25 cani all’anno in tutta Italia”, precisa Bugianelli. “Le persone residenti in Toscana hanno la precedenza, ma essendo una scuola nazionale le richieste arrivano da tutte le regioni. Purtroppo i tempi non sono brevi: c’è una lunga lista di attesa che non ci consente di soddisfare tutte le domande in tempi brevi e chi abita fuori regione deve aspettare anche due anni e mezzo dal momento in cui entra in graduatoria”. Le razze utilizzate sono Labrador e Golden Retriever, “le più adatte a questo particolare compito e ormai in uso in tutte le scuole del mondo”, precisa il responsabile. Inoltre, dal 1999 è attivo un programma di riproduzione interno, realizzato insieme alla Facoltà di Veterinaria dell’Università di Pisa, con alcuni riproduttori che garantiscono la nascita di circa di 10-15 cuccioli l’anno. E attualmente in giro per l’Italia ci sono circa 200 cani provenienti dalla Scuola di Scandicci.

Il programma di formazione di un cane guida è lungo e articolato. A due mesi i cuccioli vengono affidati a famiglie volontarie, con cui restano per circa un anno e mezzo. “Ci sono circa 60-70 famiglie affidatarie che collaborano con noi”, sottolinea Bugianelli. “Sono una risorsa indispensabile, senza di loro non potremmo andare avanti. Il cucciolo deve imparare a vivere in tanti contesti diversi: deve andare sui mezzi pubblici, nei centri commerciali, alla stazione, imparando a stare in mezzo alle persone e in ogni tipo di situazione”. Terminata la fase di socializzazione, tra i 16 e i 18 mesi i cani tornano a Scandicci, dove ha inizio il programma di addestramento vero e proprio, che dura in media sei mesi. I metodi utilizzati si basano esclusivamente sul rinforzo positivo, escludendo qualsiasi azione coercitiva. “Alla fine del percorso tecnico, consegniamo i cani alle persone non vedenti che, per acquisire le tecniche necessarie al migliore utilizzo dell’animale, devono frequentare un corso residenziale di due settimane presso la Scuola”, spiega il responsabile. Ma il rapporto con la Scuola non si interrompe con la consegna del cane: “Dopo un anno devono tornare per il controllo veterinario e per verificare che tutto proceda correttamente”.

Negli ultimi anni la Scuola ha ampliato significativamente le proprie attività. Dal 2007 si occupa anche di interventi assistiti con gli animali (la cosiddetta pet therapy) e dell’addestramento dei cani d’assistenza per le persone con deficit motorio. “Le nostre istruttrici e i nostri istruttori portano regolarmente i cani nelle residenze sanitarie e negli ospedali, sia nei reparti pediatrici che per adulti”. Ogni anno, poi, vengono formati cinque o sei cani d’assistenza che, dopo 12-18 mesi di addestramento, possono aiutare i loro compagni umani a compiere piccoli gesti quotidiani come aprire e chiudere una porta, raccogliere oggetti, spegnere e accendere la luce. Anche in questo caso i Labrador e i Golden Retriever restano le razze preferite, ma vanno bene anche altri tipi di cane, perché si tratta di animali di proprietà della persona assistita. “Abbiamo avuto un Cavalier King, un Terranova e un Pastore Australiano. L’importante è che sia un cane dal carattere dolce e dal temperamento equilibrato e idoneo per questo tipo d’impegno”.

L’ultima frontiera, avviata nel 2023, riguarda i cani d’allerta medica per le persone diabetiche. “Grazie al loro olfatto prodigioso, se opportunamente addestrati, possono riconoscere le molecole volatili che precedono una crisi ipoglicemica”, sottolinea Bugianelli. “Quando percepiscono il cambiamento, danno l’allarme. Così la persona interessata può misurare la glicemia ed evitare situazioni di pericolo. Può essere un vero intervento salvavita”. La sperimentazione, nata in collaborazione con l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, ha coinvolto finora cinque famiglie con ragazzi diabetici, ma presto si estenderà agli adulti, con la possibilità di addestrare anche cani di proprietà.

La cornice normativa per i cani guida resta la legge n. 34 del 1974, modificata dalla n. 60 del 2006, che garantisce il diritto di viaggio gratuito agli animali sui mezzi pubblici e l’accesso senza restrizioni agli esercizi commerciali e agli uffici. La manovra finanziaria 2025 estende tali tutele ai cani d’assistenza, che accompagnano persone con altre disabilità: motorie, sensoriali, intellettive o legate a patologie come diabete ed epilessia. Ma a Scandicci il cane non è considerato un semplice ausilio, bensì il miglior amico della persona non vedente. “Per noi il benessere degli animali è una priorità”, conclude Bugianelli. “Quando indossa la pettorina, il cane deve svolgere il suo lavoro senza distrazioni, ma non devono mancare i momenti di gioco e libertà. Nessuno dei nostri cani è sfruttato e tutti vivono una vita serena con un alto livello di benessere. Dopo un po’, tra la persona non vedente e il cane guida si crea un rapporto talmente forte che non possono più fare a meno l’uno dell’altro”.

Coordonnées
info@osservatoriomalattierare.it (Antonella Patete)