Certificazione Unica 2026, via libera dall'Agenzia delle Entrate - redigo.info

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Con il provvedimento n. 15707 del 15 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente approvato la Certificazione Unica – CU 2026, relativa ai redditi percepiti nel corso del periodo d’imposta 2025. Insieme al modello sono state pubblicate anche le istruzioni per la compilazione, il frontespizio per la trasmissione telematica e il quadro CT, anch’esso corredato dalle relative istruzioni operative.

Scadenze per l’invio

Per il periodo d’imposta 2025, la trasmissione della Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate deve avvenire esclusivamente in via telematica e secondo termini differenziati in base alla tipologia di reddito certificato:

  • entro il 16 marzo 2026 per le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo non esercitato abitualmente e ai redditi diversi;
  • entro il 30 aprile 2026 per le certificazioni riguardanti i redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio abituale di arti o professioni, nonché per le provvigioni legate a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari;
  • entro il 31 ottobre 2026, termine di presentazione del modello 770, per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite la dichiarazione precompilata.

Le certificazioni, che possono essere sottoscritte anche mediante sistemi di elaborazione automatica, devono essere consegnate ai percipienti entro il 16 marzo 2026.

Principali novità della Certificazione Unica 2026

La Certificazione Unica 2026 recepisce importanti novità fiscali, con un impatto diretto sui lavoratori dipendenti e sulle famiglie. Tra le misure più rilevanti spicca il riconoscimento di una somma fino a 960 euro, esclusa dalla base imponibile, a favore dei lavoratori con redditi complessivi fino a 20.000 euro. Per la fascia di reddito immediatamente successiva, è prevista una nuova detrazione dall’imposta lorda per i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro.

Ulteriori interventi riguardano la rimodulazione delle detrazioni per figli e altri familiari a carico, oltre a un più generale riordino delle detrazioni d’imposta, finalizzato a rendere il sistema più coerente e mirato al sostegno dei redditi medio-bassi.

Redazione redigo.info

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