L’intenzione di estendere le Community Notes al resto del mondo ci sono. Flavio Arzanello, public policy manager di Meta in Italia parla durante l’audizione alle commissioni riunite Trasporti e Cultura della Camera. L’audizione esaminava le proposte di legge recanti norme per la tutela della trasparenza, parità di trattamento e libertà di espressione nella gestione e diffusione di informazioni e contenuti di carattere sociale e politico sulle piattaforme digitali e sulle reti sociali telematiche.
A supporto di questi ambiti, Arzanello porta la visione di Meta. “Il sistema delle Community Notes sta dando risultati positivi negli Stati Uniti” afferma il manager Meta. Per questo “vogliamo lanciarlo anche a livello globale”.
Un’accortezza in più sarà data in Europa, visti i vari regolamenti a tutela degli utenti e dei loro dati. Infatti, conferma Arzanello, “nell’Ue sarà preceduto da un’attenta disamina degli obblighi”.
Tesi e antitesi
Il 18 marzo dello scorso anno sono entrate in vigore le ultime novità firmate Mark Zuckerberg per quanto riguarda le sue piattaforme: la sostituzione dei fact-checkers di terze parti con le Community notes negli Stati Uniti. Ad oggi, la situazione rimane invariata, tranne per quest’ultima parte.
Infatti, agli albori del 2026, Meta annuncia di voler estendere le Community notes, dal momento che “il numero di fact-checkers è esiguo rispetto alla scala dei contenuti sulla piattaforma, l’intervento degli utenti è più compatibile”.
Già l’anno scorso questa decisione aveva sollevato discussioni e lamentele. L’aderenza alla politica di Musk, che aveva già portato questo sistema sul suo X, non da fiducia a utenti ed esperti. Il timore risiede nella possibile poca trasparenza e nella disinformazione.
Tuttavia, Arzanello tranquillizza spiegando che “per far rispettare gli standard della comunità, Meta ha una combinazione di sistemi automatici e di revisori umani, i termini del servizio dicono che non sono consentite attività illegali e c’è una collaborazione con le forze dell’ordine quando si tratta di reati o quando c’è una richiesta specifica delle autorità”.
L’articolo Meta, fact-checking a rischio anche fuori da USA proviene da Notiziario USPI.