la lezione della Rosa Bianca rivive a Borgo Lab — Assemblea legislativa. Regione Emilia-Romagna

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Esiste un filo sottile che unisce la storia al nostro presente, ed è il coraggio di chi sceglie di non tacere. Su questa consapevolezza si è aperto a Parma il ciclo “Le interviste della legalità: storie di impegno per la giustizia tra passato e presente”, un’iniziativa dell'Osservatorio permanente della legalità dell'Università di Parma in collaborazione con il circolo culturale Il Borgo.

Il primo incontro, inserito nel percorso Concittadini, ha portato i giovani partecipanti nel cuore della resistenza non violenta della Germania nazista, ripercorrendo la luminosa e tragica vicenda di Sophie Scholl e del movimento della Rosa Bianca.

La forza del pensiero contro la paura

Sophie Scholl, nata nel 1921 e cresciuta in una famiglia dai profondi valori cristiani, fu l'anima — insieme al fratello Hans — di un gruppo di studenti che tra il 1942 e il 1943 sfidò il regime hitleriano. Non usarono bombe, ma volantini carichi di citazioni di Goethe, Schiller e testi biblici. La loro arma era la coscienza, convinti che il pensiero potesse incrinare il silenzio assordante della dittatura.

Il 18 febbraio 1943, Sophie e Hans furono sorpresi a distribuire volantini all'Università di Monaco. Arrestata e sottoposta a interrogatori estenuanti, Sophie non tradì mai i compagni. Pochi giorni dopo, prima di affrontare la ghigliottina, pronunciò parole che risuonano ancora oggi: «Che importa la mia morte, se attraverso di noi migliaia di persone sono risvegliate e suscitate all'azione?».

Qual è la nostra "Rosa Bianca" oggi?

L'appuntamento di Borgo Lab non si è limitato alla memoria storica. Attraverso estratti del film dedicato a Sophie Scholl e il dialogo con rappresentanti delle associazioni studentesche, come Annachiara Galli e Sara Faraboli, i ragazzi hanno riflettuto su cosa significhi oggi essere cittadini attivi.

Se allora la sfida era contro una dittatura palese, oggi i nostri giovani Concittadini devono confrontarsi con forme di pressione più sottili: l'omologazione, la paura dell'esclusione sociale o l'indifferenza verso temi come l'ambiente e la giustizia. I post e i commenti sui social sono i "volantini" del presente: la sfida lanciata ai ragazzi è quella di usarli per costruire coscienza critica anziché conformismo.

L'incontro si è concluso con un vero esercizio di democrazia: ogni studente si è trasformato in "attivista", creando un proprio volantino con un messaggio di libertà o speranza da consegnare a un compagno. Perché, come ci insegna Sophie, ogni parola può essere un seme capace di cambiare il mondo.

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