Dal 6 al 12 gennaio 2025 i ragazzi del presidio di Marina di Pisa hanno vissuto un’esperienza intensa e indimenticabile: una settimana bianca a Courmayeur che è stata molto più di una semplice vacanza sulla neve. È stata una storia di inclusione vissuta, di relazioni autentiche, di crescita condivisa, dove ogni giornata ha aggiunto un tassello prezioso a un mosaico fatto di sorrisi, fatica, bellezza e umanità.
Giorno 1 – L’inizio di un’avventura condivisa
L’arrivo a Courmayeur è stato già un momento di festa. A pranzo il gruppo era al completo: 38 persone tra ragazzi, operatori, colleghe diventate famiglia, e cinque splendide famiglie con bambini piccoli, veri protagonisti silenziosi di questa esperienza. Bambini “in formazione” per un mondo più umano, perché l’inclusione – come si è visto ogni giorno – si impara fin da piccoli.
Passeggiata nel centro del paese, un’ottima cena, karaoke e poi tutti a riposare: l’avventura era appena iniziata.
Giorno 2 – In vetta e al sole
Il gruppo si divide: i più numerosi salgono in vetta sul Monte Bianco con la Skyway, mentre chi, per motivi di salute, non può superare i 2500 metri, si gode comunque la montagna a 1897 metri, sotto un sole splendido. Pranzo al sacco all’aperto, gommoni, slittini, risate, piccoli acquisti e poi il rientro in hotel per una doccia bollente e il meritato relax. Lo staff dell’Hotel Alpechiara si conferma gentile, disponibile, parte integrante del clima di accoglienza che accompagna tutta la settimana. E intanto una promessa: dalla notte, neve.
Giorno 3 – La magia della neve
La neve arriva davvero e cambia lo scenario: la montagna si veste di meraviglia. Alla stazione di 1874 metri iniziano le lezioni di sci, mentre altri scelgono slittini, pallate, pupazzi di neve o semplicemente il calore di un caffè.
Mani e piedi che si muovono insieme per creare qualcosa di grande: la gioia e la sensazione autentica di libertà.
Dopo pranzo e un breve riposo, il gruppo si sposta al palaghiaccio per provare il brivido dei pattini, poi arrampicate, giochi e una serata che scorre tra biliardino, balli e una cena ottima, rigorosamente tutti insieme. Condividere anche le riflessioni sul lavoro educativo – difficile ma ricchissimo – rafforza il senso profondo di ciò che si sta vivendo: nel mondo, se cerchi, trovi ancora belle persone.
Giorno 4 – Bufera di neve e pizza in quota
Una vera buferissima di neve accompagna una giornata meravigliosa: pallate senza sosta e una pizza ad alta quota che diventa simbolo di convivialità e cura. Gentilezza, empatia, una sala riservata tutta per il gruppo: piccoli grandi gesti che fanno la differenza.
Il pomeriggio scorre tra ricordi da acquistare e momenti semplici ma potentissimi: bambini che giocano a carte e a biliardino con i ragazzi più grandi, o creano lavoretti con pigne e cartone, come se lo facessero da sempre. Se imparassimo davvero dai bambini, il mondo sarebbe un posto migliore.
Giorno 5 – La felicità delle ultime volte
Ancora neve. Ultime sciate, slittini, lunghe passeggiate in paesaggi incantati. Ogni gruppo è pensato in base alle esigenze e alle possibilità dei ragazzi, e il risultato è evidente: felicità, entusiasmo, un’energia contagiosa.
È come se i ragazzi restituissero ogni giorno la parte migliore di sé, quasi a rassicurare chi li accompagna che ciò che viene insegnato con pazienza e dedizione è stato davvero imparato. E ancora una volta sono i bambini a fare la differenza, mostrando quanto sia semplice includere, quando lo si fa con naturalezza.
Last day – Arte, eroi e ritorno a casa
Il viaggio di ritorno diventa parte dell’esperienza: tappa al Forte di Bard, spettacolare e suggestivo, con la mostra dedicata a Fernando Botero. Le sue figure “dilatate”, come le definiva l’artista, sembrano parlare direttamente al gruppo, regalando quei “momenti di felicità” che Botero considerava il compito più alto dell’arte.
Ascensori obliqui, statue degli eroi Marvel lungo il percorso, foto con Capitan America e Hulk, e poi un pranzo delizioso al Ristorante La Polveriera. Puntuali, grazie all’instancabile Fausto, alle 19.30 il gruppo rientra a Marina di Pisa.
Una ricchezza che resta
I giorni sono volati, ma hanno lasciato dentro tutti una nuova ricchezza. Un grazie sentito va a tutti gli operatori e “supereroi” che hanno seguito i ragazzi 24 ore su 24 per sei giorni consecutivi, alle famiglie che hanno condiviso il cammino, alle colleghe che sono diventate parte della vita, e a chi, anche dopo tanto tempo, resta educatore nel profondo.
Un ringraziamento speciale va ai bambini – una ciurma dai 2 ai 10 anni – che, giocando ogni sera con tutti, grandi e piccoli, hanno regalato a tutti una lezione silenziosa e potentissima di inclusione vera.
Si torna a casa stanchi ma felici, con la certezza di aver vissuto qualcosa di importante. E con una promessa, già detta sottovoce da molti: alla prossima.