Perché al supermercato sembra di spendere sempre di più? - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

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Succede un po’ a tutti: entri al supermercato per comprare poche cose, arrivi alla cassa e lo scontrino è più alto di quanto ti aspettassi. Negli ultimi mesi l’aumento generale dei prezzi si è ridotto. Ma la spesa quotidiana continua a pesare, e non è solo una sensazione. I dati dicono che i prodotti che compriamo più spesso cioè cibo, detersivi, prodotti per la casa, aumentano più della media degli altri beni. Ed è proprio questa differenza che ha spinto l’Antitrust ad avviare un’indagine conoscitiva sulle GDO, cioè sulle grandi catene di supermercati, per capire meglio cosa succede lungo il percorso che porta i prodotti sugli scaffali.

Prezzi del cibo più instabili rispetto ad altri beni

In particolare, sulla base dei dati ISTAT, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari hanno fatto registrare un incremento del 24,9%, superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello registrato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (pari al 17,3%). Una prima spiegazione riguarda il fatto che il cibo risente molto di quello che succede nel mondo. I prezzi dei prodotti alimentari infatti, sono più esposti a oscillazioni dovute a fattori esterni: eventi climatici estremi, crisi geopolitiche, aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.

Negli ultimi anni lo abbiamo visto chiaramente:

  • il prezzo del grano è aumentato con la guerra in Ucraina;
  • il cacao ha subito forti rincari per problemi climatici nei Paesi produttori;
  • caffè, carne e uova hanno registrato aumenti a doppia cifra in alcuni periodi.

Questi rincari si riflettono inevitabilmente sui prezzi al dettaglio. Tuttavia, secondo l’Antitrust, questa spiegazione potrebbe non essere sufficiente a giustificare l’andamento dei prezzi sugli scaffali.

Supermercati sempre più grandi e marchi “private label”

Oggi il mercato è dominato da pochi grandi gruppi della distribuzione, mentre dall’altra parte ci sono tanti piccoli produttori, soprattutto nel settore agricolo. Per questo, i supermercati hanno molto potere contrattuale, i fornitori accettano prezzi bassi pur di non perdere il cliente e i consumatori non vedono scendere i prezzi sugli scaffali. L’Antitrust sta analizzando anche il fenomeno delle private label, cioè i prodotti a marchio del supermercato. Sono spesso più economici rispetto alle grandi marche e molto scelti dai consumatori, soprattutto in periodi di difficoltà economica. Se da un lato le private label aiutano i consumatori a risparmiare, dall’altro potrebbero contribuire a un’ulteriore compressione dei margini dei produttori.

Alla fine, il tema dei prezzi al supermercato non riguarda solo l’andamento dell’inflazione, ma la qualità della vita di tante famiglie. La spesa alimentare pesa molto sui bilanci domestici, soprattutto per chi ha redditi più bassi.

Fonte: Il Post

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