Immagina di alzare lo sguardo dalle tue giornate frenetiche e ritrovarti su una cresta innevata a 3.200 metri di altitudine, con 650 chilometri di piste che si snodano sotto di te come un’infinita promessa di avventura. Benvenuti a Les Trois Vallées, il comprensorio sciistico più vasto del pianeta, dove il confine tra Francia e cielo sembra dissolversi in un’unica, maestosa distesa di neve.
Orelle e Val Thorens: due Anime, un solo grande Amore per lo sci
Il mio viaggio in questo paradiso alpino è iniziato da Orelle, un piccolo villaggio della Maurienne che custodisce il segreto di accesso a questo regno bianco. Mentre molti sciatori affollano le stazioni più celebri, Orelle rappresenta la porta d’ingresso più autentica e meno battuta verso l’immenso dominio delle Tre Valli.
Da qui, grazie alla cabinovia Orelle-Caron, si può raggiungere Val Thorens – la stazione sciistica più alta d’Europa – e da lì esplorare l’intero comprensorio che collega Courchevel, Méribel e Les Menuires in un’unica, straordinaria rete di impianti e piste.
Un Comprensorio che ridefinisce il Concetto di “Sciata”
Parliamoci chiaro: 650 chilometri di piste non sono un numero da inserire in una brochure turistica. Sono una geografia da esplorare, una mappa del tesoro dove ogni discesa racconta una storia diversa. Qui puoi sciare per settimane senza mai ripetere lo stesso tracciato, passando da dolci pendii adatti alle famiglie a nere mozzafiato che mettono alla prova anche gli sciatori più esperti.
La connessione sci ai piedi tra Orelle e Val Thorens è una di quelle esperienze che ti ricordano perché ami la montagna: lasci il villaggio ai primi bagliori dell’alba, attraversi vallate silenziose dove la neve scricchiola sotto gli sci, e arrivi in quota con il cuore pieno e le gambe che bruciano nel modo giusto.
Caron 3200: Il Wine Bar Più Alto d’Europa (Letteralmente)
Ma il vero gioiello della corona di questa esperienza è Caron 3200, il wine bar più alto d’Europa a 3200 metri di altitudine, inaugurato nel gennaio 2025 e situato sulla vetta della Cime de Caron, all’incrocio tra la valle della Tarentaise e della Maurienne.
Immaginate questo scenario: avete sciato tutta la mattina, le vostre tracce si perdono nella neve fresca, e decidete di salire ancora più in alto. L’ovovia vi porta a 3.200 metri, dove vi aspetta non un rifugio spartano, ma un wine bar d’alta quota con oltre 150 etichette selezionate, dove poter fare una degustazione di 5 o 7 vini, abbinati a un tagliere di salumi e formaggi, mentre osservate le vette innevate con una veduta a 360 gradi sulle Alpi.
Qui, mentre il vento accarezza le vetrate panoramiche, potete degustare vini pregiati con una vista a 360 gradi sulle Alpi. Non è solo un aperitivo, è un’esperienza sensoriale completa: il contrasto tra il freddo cristallino dell’esterno e il calore accogliente dell’interno, tra l’adrenalina dello sci e la raffinatezza di una degustazione curata da sommelier esperti.
L’idea è nata da Eric Bonel, direttore di Caron3200 dopo aver osservato come uno stesso vino, invecchiando a tre altitudini diverse, assume un sapore diverso. Si è pensato così di creare un wine bar in altitudine, come luogo di ritrovo per sciatori e non (lo si può raggiungere anche senza sciare, prendendo le due ovovie Orelle-Tres Valles che partono da Orelle centro).
L’Arte Incontra l’Altitudine
Caron 3200 non è solo enogastronomia. All’interno del complesso è allestita una mostra fotografica in alta quota, dove le immagini delle montagne dialogano con la montagna stessa, visibile attraverso le ampie vetrate. È un modo per fermarsi, respirare, e apprezzare non solo dove sei, ma anche la bellezza che ti circonda.
Fino al 3 marzo potrete ammirare la mostra “Formes Blanches – suggestions d’eau et de temps” di Gisella Motta, fotografa e sciatrice italiana appassionata di neve e montagna. Circa 20 immagini che raccontano la neve in modo artistico. Non si tratta dei solito paesaggi, ma delle forme strane e artistiche che una nevicata sa creare. Le foto sono state scattata in diverse parti del mondo, ma soprattutto nel territorio in cui la fotografa vive (Verbano-Cusio-Ossola). Gisella Motta ci trasmette un’idea che passa attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Dietro lo scatto, l’idea che l’occhio umano, attraverso l’occhio meccanico, possa disegnare la realtà e modellarla secondo il proprio desiderio. Dettagli che passano inosservati, ma che, racchiusi in un’inquadratura, ci parlano della bellezza che ci circonda.
Questa mostra, fortemente voluta da Atout France Italia e da Eric Bonel, direttore di Caron3200, racconta come montagna e arte possano convivere in un modo creativo e artistico.
L’Esperienza completa: oltre lo sci
First Track con i Pisteur
Una delle esperienze più autentiche che ho vissuto è stata la prima traccia con i pisteurs, i soccorritori delle piste che ogni mattina, prima dell’alba, testano la sicurezza del comprensorio. Sciare sulle piste vergini, accompagnati da chi conosce ogni curva e ogni insidia della montagna, è un privilegio raro che ti fa sentire parte di un rituale antico e rispettoso.
Dopo la discesa, la colazione condivisa con loro – raccontando aneddoti di salvataggi e tempeste – aggiunge un tocco umano indimenticabile all’avventura.
Il garage dell’ovovia
Altra curiosità che ha accompagnato il mio viaggio, è stato osservare come ogni sera, quando le piste da sci chiudono, l’Ovovia di Orelle-Tres Valles viene messa “a riposo” all’interno di un garage. Una alla volta le gondole vengono fatte rientrare all’interno del garage e posizionate in fila ordinata fino alla mattina successiva, per evitare che si ghiaccino durante la notte e mantenerne la sicurezza e la manutenzione.
Gastronomia: dalla fondue al gourmet
Dopo una giornata sugli sci, il corpo chiede conforto, e qui la cucina savoiarda risponde con generosità. A Orelle, ho assaggiato una fondue cremosa e avvolgente, perfetta per riscaldare le ossa dopo ore passate all’aria aperta. Ma la zona offre anche ristoranti gourmet dove la tradizione montana incontra l’innovazione culinaria.
A Val Thorens, invece, ho cenato alla Table du Kashmir a Val Thorens, dove ogni piatto era un equilibrio perfetto tra sapori alpini e tecniche raffinate.
Relax e Benessere
La montagna non è solo fatica e adrenalina. Dopo lo sci, molti hotel della zona offrono spa e centri benessere dove sciogliere i muscoli stanchi in saune panoramiche e vasche idromassaggio con vista sulle cime innevate. È il modo perfetto per chiudere la giornata: passare dal bianco abbagliante delle piste al vapore caldo di una spa, sentendo la stanchezza trasformarsi in piacevole rilassamento. Io mi sono rilassata nella Spa dell’hotel Le Marielle, dove ho pernottato.
Informazioni pratiche per il tuo viaggio
Come arrivare: Da Milano, Orelle dista circa 3 ore e mezza in auto. Il villaggio è facilmente raggiungibile anche da Torino. Per chi preferisce i mezzi pubblici, ci sono collegamenti in treno fino a Modane, seguiti da navette locali.
Quando andare: La stagione sciistica va da dicembre ad aprile. Gennaio e febbraio offrono le migliori condizioni di neve, mentre marzo regala giornate più lunghe e soleggiate.
Skipass: Il comprensorio delle Trois Vallées offre diverse opzioni di skipass. Se vuoi esplorare tutto il dominio, opta per il pass completo che include le 8 stazioni collegate.
Dove dormire:
- A Orelle: L’HOB è un’ottima base familiare e accogliente, perfetta per chi cerca tranquillità lontano dal caos delle grandi stazioni. E’ un mix tra hotel e oberge. Infatti ci sono sia camere di hotel, come quella dove ho pernottato io che camere di ostello da 6 posti letto, che possono essere prenotate anche privatamente per un gruppo.