Assegno circolare falso: l’Arbitro Bancario condanna la banca per carenze nei controlli - CONFCONSUMATORI

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Il caso: truffa online e assegno circolare contraffatto

Una grave vicenda di truffa legata alla compravendita online di un orologio di valore si è conclusa con una decisione favorevole per la consumatrice, assistita da Confconsumatori. L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), Collegio di Roma, ha infatti riconosciuto la responsabilità dell’istituto bancario per gravi carenze nei controlli sull’autenticità di un assegno circolare poi risultato falso, disponendo il rimborso integrale di 10.500 euro. I fatti risalgono al 22 dicembre 2024, quando la cliente, dopo aver messo in vendita un orologio di pregio su un portale internet, riceveva un’offerta di acquisto pari a 10.500 euro. Il presunto acquirente consegnava un assegno circolare dello stesso importo, che veniva mostrato al Direttore della filiale bancaria di riferimento per una verifica preliminare.

Le rassicurazioni della banca e l’incasso del titolo

Il Direttore della filiale rassicurava la cliente, dichiarando di aver contattato telefonicamente la banca emittente e confermando la regolarità dell’assegno. Fidandosi di tali rassicurazioni, il 23 dicembre 2024 la cliente si recava in filiale insieme all’acquirente, procedeva all’incasso del titolo e consegnava l’orologio. Solo pochi giorni dopo, il 26 dicembre 2024, la cliente si accorgeva dello storno dell’importo dal conto corrente, con causale “immagine non coerente con i dati CIT”. In un primo momento, l’assegno veniva dichiarato impagato per un presunto errore di digitazione del numero; successivamente, il 30 dicembre 2024, emergeva la verità: l’assegno circolare era falso e contraffatto.

Il ricorso all’ABF e la decisione favorevole

La consumatrice, assistita dall’avvocato Barbara D’Agostino di Confconsumatori, dopo il diniego di rimborso da parte dell’istituto bancario, proponeva ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Il Collegio dell’ABF, esaminando la documentazione e la copia dell’assegno, ha rilevato numerose e macroscopiche anomalie rispetto al modello previsto dalla Circolare ABI, evidenziando come i controlli effettuati dalla banca fossero del tutto inadeguati. Dalla stessa difesa dell’istituto è emerso che le verifiche si erano limitate a controlli marginali e a un riscontro esclusivamente telefonico, senza alcuna verifica scritta o preventiva più approfondita.

Responsabilità della banca e violazione della diligenza professionale

Secondo l’ABF, la condotta dell’istituto bancario è stata gravemente negligente. La banca avrebbe potuto – e dovuto – effettuare controlli più accurati e tempestivi, anche semplicemente ritardando l’incasso del titolo per consentire verifiche tecnicamente adeguate, riducendo così il rischio di frode. Il Collegio ha quindi concluso che l’istituto non può andare esente da responsabilità per aver omesso le cautele necessarie nella verifica dell’autenticità dell’assegno circolare, causando un danno economico diretto alla cliente.

Il commento di Confconsumatori

«Il Collegio – commentano l’avvocato Barbara D’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio, e l’avvocato Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori – ha accertato che la banca è responsabile sia per gli specifici oneri di verifica dell’autenticità dell’assegno circolare, sia per il doveroso riscontro con la banca emittente, che deve essere effettuato secondo i criteri della diligenza professionale ex art. 1176, comma 2, c.c. Si tratta di una vittoria importante per Confconsumatori – proseguono – poiché l’ABF ha riconosciuto il rimborso dell’intero importo dell’assegno circolare falsificato, riaffermando il principio di tutela del consumatore nei confronti di condotte bancarie superficiali».

Per assistenza puoi rivolgerti ai nostri sportelli DOVE SIAMO – CONFCONSUMATORI

Se vuoi consultare l’intera sentenza leggi QUI

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