Un mercato consolidato ma in evoluzione
L’Internet of Things (IoT) ha ormai superato la fase di sperimentazione per molte aziende e istituzioni. A livello globale il mercato IoT è in forte espansione: si stima che abbia superato 547 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita annua composta (CAGR) di circa 9,6% verso il 2030 e un valore potenziale di oltre 865 miliardi di dollari entro la fine del decennio.
Anche in Italia l’IoT vive una crescita strutturata. Nel 2024 il mercato italiano dell’Internet of Things aveva raggiunto 9,7 miliardi di euro, con una crescita del 9% rispetto al 2023, un livello che conferma la solidità del trend positivo.
Questi numeri ci dicono due cose:
- l’IoT non è più un fenomeno di nicchia;
- la tecnologia connessa si sta integrando sempre di più nei processi aziendali e nella vita quotidiana delle persone.
A testimonianza della diffusione, in Italia sono attivi 155 milioni di dispositivi IoT, equivalenti a circa 2,6 oggetti connessi per abitante.
Una trasformazione che va oltre la connettività
Questa crescita quantitativa è importante, ma non è sufficiente per generare valore economico tangibile. Molte aziende sono oggi in grado di raccogliere dati in tempo reale da macchine, sensori o sistemi logici, ma non sempre sanno tradurli in decisioni operative che generino risparmi, efficienza o nuovi modelli di business.
Le tecnologie IoT sono spesso utilizzate per monitorare oltremodo condizioni o stati, ma solo in una parte dei casi vengono integrate con strumenti di analytics avanzata o AI per creare decisioni predittive o ottimizzazioni operative.
Questo gap è evidente quando un progetto IoT produce grandi quantità di dati, ma non fornisce insight prontamente azionabili dal management o dalla operations.
Perché il valore non è nei dati, ma nella loro interpretazione
Per superare questa fase “data-rich, insight-poor”, è necessario che i dati operativi:
- vengano aggregati e normalizzati da fonti eterogenee;
- siano elaborati con analytics in tempo reale;
- permettano di generare predizioni affidabili per manutenzione, performance e pianificazione;
- siano integrati nei processi decisionali aziendali con KPI precisi.
Questo processo permette di passare dal semplice “monitoraggio” a veri casi d’uso come:
- manutenzione predittiva (riduzione di fermi macchina),
- ottimizzazione delle risorse (energia, personale, materiali),
- gestione avanzata degli asset (durabilità, pianificazione interventi),
- modelli di business basati sulle performance (pay-per-use o performance-based contracts).
In altri termini, il vero valore dell’IoT non è avere dati, ma saperli usare per ridurre inefficienze, prevedere criticità e massimizzare performance operativa.
L’IoT e l’integrazione con l’intelligenza artificiale
Una delle tendenze più rilevanti del 2025–2026 è l’integrazione sempre più stretta tra IoT e intelligenza artificiale (AI).
L’IoT porta i dati; l’AI li interpreta e trasforma in modelli predittivi. Questo matrimonio consente:
- diagnosi proattive invece che reattive;
- riduzioni significative dei costi di manutenzione;
- simulazioni e scenari per decisioni strategiche.
Molti dei report di mercato più recenti evidenziano come l’AI stia diventando un fattore abilitante per l’effettivo sfruttamento dei dati IoT, soprattutto nei contesti industriali e infrastrutturali, dove i benefici economici sono maggiori.
Il valore dell’IoT nei principali settori italiani
Industria e manifattura
Le soluzioni Industrial IoT permettono di ridurre i fermi macchina, ottimizzare linee produttive e migliorare la gestione delle risorse. Secondo i dati italiani, 8 grandi aziende manifatturiere su 10 hanno avviato almeno un progetto Industrial IoT.
Utility e smart building
Il mercato delle soluzioni IoT per le utility ha registrato una crescita significativa, con applicazioni focalizzate su smart metering e asset management. Questi sistemi consentono una gestione più efficiente delle reti e delle risorse energetiche.
Mobilità, logistica e smart city
Sistemi IoT integrati migliorano la gestione delle flotte, la logistica di magazzino e i servizi urbani, rendendo le città più efficienti e i processi più sostenibili.
Sicurezza dei dati e governance: aspetti critici
Un elemento che cresce in importanza è la sicurezza dell’IoT. Secondo un report dedicato, il mercato italiano della IoT security ha superato circa 451 milioni di dollari già nel 2024 e si prevede che crescerà con un tasso medio annuo del 15% fino al 2034. Questo riflette una consapevolezza crescente: più dispositivi connessi significano più superfici di attacco, e solo soluzioni che integrano sicurezza e governance dei dati possono garantire un utilizzo affidabile dell’IoT nei processi aziendali critici.
L’IoT come leva strategica per il business
Nel 2026 l’IoT non è più un semplice strumento tecnologico, ma una leva strategica di business.
Chi saprà integrare i dati operativi, trasformarli in insight affidabili, utilizzarli nei processi decisionali quotidiani, otterrà risparmi misurabili, efficienza superiore, riduzione dei rischi e vantaggio competitivo concreto.
L’IoT non nasce per generare dati, ma per costruire valore: un valore tangibile, misurabile e replicabile.