Che storia! Vanesa Pelizza - Piano C

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“Lasciare il lavoro nell’agenzia di moda come assistente booker è stato sfidante. Avevo un lavoro a tempo indeterminato, una carriera che poteva continuare a crescere in un ambito che conoscevo già. Ma non era il mio, non mi appagava, non mi vedevo li.”

Job title

Vanesa Pelizza: direttrice generale e community manager di Piano C.
Uno di quei casi in cui il job title non riesce a raccontare la complessità di un percorso.

Quello che leggiamo è l’estrema sintesi di una carriera iniziata giovanissima che nel tempo ha permesso a Vanesa di unire i puntini e capire cosa “voleva fare da grande”.

Oggi Vanesa coordina team di lavoro, pianifica strategie ed obiettivi, monitora i risultati, crea connessioni per ampliare i raggi delle collaborazioni, tra organizzazioni, aziende e persone.

È una grande lavoratrice con il desiderio costante di portare a termine le sfide e comprendere a fondo i processi. Ama creare sinergie, inseguire la natura e rifugiarsi in montagna appena può.

“Ogni anno mi riprometto di rallentare un pochino, ma fallisco con dignità in quanto sono curiosa e mi imbarco in nuove avventure.”

L’inizio avventuroso: Candela, Milano e le passerelle di moda

La carriera di Vanesa inizia molto presto. Insieme alla sorella gemella Candela arriva a Milano con una agenzia di moda, inizialmente per un periodo breve, che diventa poi di lungo termine.

“Lavorare come modella non è il mio sogno però. Così quando ci chiedono di non essere insieme nelle stesse città, Londra, New York, Parigi, Milano, decido di tornare a Buenos Aires per concludere gli studi.”

La mancanza della sorella pesa e così, dopo un po’, rientra a Milano. Una scelta difficile, “da grande” come la definisce Vanesa: la lontananza dalla famiglia argentina è tuttora significativa, così come la consapevolezza di rinunciare alla quotidianità condivisa, anche se per fortuna la tecnologia aiuta.

Conclusa l’esperienza come modella, trova lavoro come assistente booker in agenzia.

“Il mio spirito organizzativo ha trovato il suo da fare.”

Dopo due anni decide di cambiare settore e approda nel mondo del banqueting e della ristorazione.

Qui mette a valore le competenze di project manager e ne sviluppa altre soprattutto in ambito commerciale e amministrativo.

É un lavoro che le piace molto. Nell’ambito del catering ogni giorno luoghi diversi, team differenti, un unico obiettivo: far sì che tutto fluisca e il risultato sia quello atteso.

“Preparavi un momento speciale del cliente a volte con mesi in anticipo, poi arrivava il grande giorno e si andava in scena. Nel bistrot invece il contatto con il pubblico era la parte più entusiasmante e mi trovavo molto a mio agio.” 

Il mondo della ristorazione non brilla per conciliazione vita-lavoro e così a 3 anni dalla nascita del suo primo figlio, Vanesa è costretta a fermarsi e scegliere: i momenti trascorsi con il suo piccolo erano diventati troppo pochi.

E poi ecco arrivare Piano C nel 2017. Prima come sostituzione maternità in ambito amministrativo, poi come community manager, responsabile organizzativa e poi come direttrice generale.

In questa nuova realtà Vanesa scopre che la conciliazione vita-lavoro può esistere davvero.

“Lavoro in un luogo che abbraccia la sinergia vita-lavoro, dove si lavora per obiettivi, organizzando e pianificando quanto più possibile per conseguire i risultati senza togliere tempo alla famiglia e al tempo per sé.”

Fondamentale anche il clima del team: collaborazione, ascolto, supporto reciproco nei momenti più complessi.

La vera sfida: ascoltarsi

Una carriera nella moda come assistente booker, un contratto stabile, prospettive di crescita professionale certe: eppure qualcosa non tornava.

“La sfida è stata ascoltarmi veramente e decidere di scommettere sulle mie capacità e la voglia di trovare qualcosa che rappresentasse meglio la mia professionalità, che mi facesse alzare la mattina contenta per la giornata che avevo davanti.”

In quel momento il supporto della sorella è stato decisivo.

“Ho lasciato casa e sono andata un periodo da lei: mi ha permesso di tagliare le spese al minimo, per poter permettermi di scegliere un nuovo lavoro senza dover trovarmi costretta a farlo per una questione economica. Di quel periodo le sono enormemente grata.”

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Piano C, da beneficiaria a far parte del team

Dopo l’esperienza nel banqueting Vanesa si prende una pausa per ricaricarsi e poi inizia a mandare cv per ruoli in cui potesse valorizzare le proprie competenze ma in ambiti diversi della moda e la ristorazione.

“È stato un flop. Capivo che stavo sbagliando qualcosa, ho provato ad andare alle agenzie di collocamento perché mi rendevo conto che avevo bisogno di supporto nel reinserimento ma non ho avuto molto sostegno. Dopo circa 1 anno di ricerca e invio cv ho visto una call di Piano C per candidarsi ad un percorso di riprogettazione professionale. Sono rimasta molto colpita, sembrava parlasse a me, l’aiuto che da quasi un anno stavo cercando.”

Cosa le ha lasciato l’incontro con Piano C

#1 Un approccio nuovo al lavoro
L’approccio innovativo, la cura, la professionalità, Vanesa conclude il percorso entusiasta e con un nuovo modo dirompente di approcciarsi al mondo del lavoro.

“Un nuovo sguardo del mio percorso professionale, l’abitudine di chiedermi ciclicamente se quanto sto costruendo continua a rappresentarmi, mi fa crescere, riesco ad apportare un valore aggiunto con il mio operato.”

#2 La forza del gruppo
Vanesa continua a sentirsi con le partecipanti del suo gruppo per momenti di confronto, per valutare nuove possibilità di lavoro e di collaborazione, per condividere traguardi e per partecipare insieme a talk e conferenze.

#3 La volontà del give back
Quando può in contesti lavorativi o personali Vanesa dedica del tempo ad altre donne che si trovano in un momento di difficoltà, agevola connessioni, ascolta curiosa nuovi progetti che sono in cerca di feedback e di spunti per migliorare e svilupparsi.

#4 Un nuovo lavoro!

“La serendipità ha fatto si che in quella fase di rientro nel mercato del lavoro Piano C avesse bisogno di una sostituzione maternità e le mie competenze pregresse erano in linea!”

Vanesa entra così nel team, dopo esser stata beneficiaria del percorso.

Talento: la parola chiave

“Dopo tanti anni di collaborazione con Piano C non ricordo cosa significasse per me prima. Oggi per me è un insieme di competenze in ognuna e ognuno di noi, che racconta la nostra unicità, che ci permette di dare il nostro valore aggiunto ad una causa, ad un progetto, nel lavoro.”

Vanesa ha una predisposizione a concentrarsi sui pregi delle persone invece che sui difetti. Riesce ad essere molto obiettiva e valorizza i dettagli da preservar e nutrire senza condannare o giudicare quello che funziona di meno o quello che manca.

“Le fragilità non vanno additate, si lavora sui punti di forza, per dare valore, fiducia. In un gruppo di lavoro, in una famiglia, ogni componente ha il suo “super potere” da donare al resto, per perseguire obiettivi comuni, insieme, senza prevaricazioni o protagonismi.” 

I progetti del cuore

Professionalmente non ha dubbi: crede molto nella missione di Piano C, in cui ogni giorno si lavora insieme per costruire un mondo del lavoro più equo.

Il progetto di vita, invece, è la sua famiglia: quella che ha costruito insieme al marito, quella allargata che l’ha accolta e quella argentina sempre presente nonostante la distanza.

“Ogni progetto va nutrito, curato, ascoltato. Non tutti giorni si riesce a fare quanto vorremmo, ma serve costanza, ascolto e piccoli bilanci lungo il cammino.”

Da grande 

Vanesa non ricorda un sogno preciso su ciò che voleva far da grande.

Sa però che fin da ragazza aveva l’attitudine a voler creare gruppo, facilitare il dialogo, provare a non lasciare nessuna e nessuno indietro.

Crescendo si è avvicinata ai temi sociali, con il desiderio di essere utile e generare impatto positivo.

“Sentivo però che il mio percorso lavorativo era così distante, che avevo perso il treno che poteva portarmi su quella strada. Grazie al percorso con Piano C ho potuto unire i puntini sulle esperienze pregresse e reindirizzarmi, capire quali competenze potevo mettere a servizio.”

Quello è stato il punto di partenza per una nuova consapevolezza: non è mai troppo tardi per costruire il lavoro giusto per sé.


Hai un lavoro, la tua carriera è stabile ma senti che ti manca qualcosa.
L’insoddisfazione lavorativa ha smesso di essere latente, vorresti cambiare ma non sai da che parte iniziare.

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Coordonnées
Fabiola