Dal 2026 cambia l’ISEE per alcune prestazioni INPS

Compatibilité
Sauvegarder(0)
partager

Le modifiche introdotte cambiano il modo in cui vengono valutate le condizioni economiche dei nuclei familiari, con effetti concreti su prestazioni utilizzate anche dalle famiglie con disabilità o malattia rara

La legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo metodo di calcolo dell’ISEE da applicare ad alcune prestazioni familiari e di inclusione. L’INPS, con il Messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026, ne definisce caratteristiche, criteri applicativi e aspetti operativi, chiarendo che il nuovo indicatore non sostituisce l’ISEE ordinario ma si affianca a esso per un insieme circoscritto di misure individuate dal legislatore.

LE PRESTAZIONI INTERESSATE DAL NUOVO ISEE

Il nuovo calcolo riguarda esclusivamente cinque prestazioni: l’Assegno di inclusione, cioè la misura economica destinata ai nuclei in condizione di fragilità economica; il Supporto per la formazione e il lavoro, rivolto ai componenti tenuti a partecipare a percorsi di politica attiva e inserimento lavorativo; l’Assegno unico e universale, contributo riconosciuto a tutti i genitori per i figli a carico con specifiche maggiorazioni in presenza di disabilità; il bonus asilo nido e le forme di supporto domiciliare, che contribuiscono alla copertura dei costi dei servizi educativi e dell’assistenza; e il bonus nuovi nati, sostegno economico per i nuclei con un figlio appena arrivato. L’INPS ha già aggiornato le procedure informatiche, così che le DSU (le Dichiarazioni Sostitutive Uniche utilizzate per il calcolo dell’ISEE) presentate dal 1° gennaio producano automaticamente il nuovo indicatore; le domande che risultavano non ammissibili con l’ISEE ordinario vengono sospese e riesaminate d’ufficio.

LE MODIFICHE AL CALCOLO E IL LORO IMPATTO SUI NUCLEI PIÙ ESPOSTI

L’innalzamento della franchigia sull’abitazione principale – 91.500 euro per la generalità dei nuclei e 120.000 euro nei capoluoghi metropolitani, con un incremento per ogni figlio successivo al primo – riduce il peso della casa sull’indicatore. Per i nuclei familiari che vivono in abitazioni di proprietà, questo intervento può evitare che il valore catastale faccia superare soglie critiche di accesso alle prestazioni.

Il rafforzamento delle maggiorazioni della scala di equivalenza incide soprattutto sui nuclei con più figli, una configurazione non rara nelle famiglie che includono un bambino o un ragazzo con disabilità, dove la presenza di fratelli e sorelle è spesso parte della dinamica assistenziale. Anche questo elemento contribuisce a ridurre l’indicatore, con effetti diretti sulle fasce di accesso.

Resta inoltre confermata l’esclusione dal patrimonio mobiliare di titoli di Stato e prodotti postali fino a 50.000 euro. Per molte famiglie che accantonano risparmi per far fronte a spese sanitarie non coperte, terapie non disponibili sul territorio o periodi di riduzione dell’attività lavorativa, questa esclusione può evitare oscillazioni dell’ISEE dovute a risparmi “di sicurezza” e non a reale capacità economica.

GLI EFFETTI CONCRETI SULLE PRESTAZIONI UTILIZZATE DAI NUCLEI CON DISABILITÀ O MALATTIA RARA

Il nuovo ISEE incide in modo diretto sull’Assegno unico e universale, perché la fascia ISEE determina sia la quota base sia l’accesso alle maggiorazioni riconosciute per i figli con disabilità. Queste maggiorazioni sono riconosciute indipendentemente dall’età del figlio, variano in base al grado di disabilità (minore, media, grave, non autosufficienza) e si sommano alle altre componenti dell’assegno. Un ISEE più basso può quindi modificare in modo significativo l’importo mensile, soprattutto per quei nuclei che si collocavano appena sopra le soglie che determinano il passaggio da una fascia all’altra.

Anche il bonus nido e le forme di supporto domiciliare risentono direttamente dell’ISEE. Per i bambini con disabilità o malattia rara, queste misure sono spesso utilizzate per coprire parte dei costi dei servizi educativi, dell’assistenza domiciliare integrativa o degli interventi di sollievo. Il nuovo calcolo può ampliare la platea delle famiglie che rientrano nelle fasce più alte di contributo, con un impatto immediato sulla sostenibilità delle spese.

Nel caso dell’Assegno di inclusione, la soglia ISEE è un elemento determinante per l’accesso e per il calcolo dell’importo. I nuclei con uno o più membri con disabilità rientrano tra quelli che possono accedere alla misura anche in assenza di componenti attivabili al lavoro. L’innalzamento delle franchigie e l’esclusione dei titoli di Stato riducono il rischio di superare la soglia ISEE prevista, soprattutto nei casi in cui il valore dell’abitazione principale o i risparmi accantonati per le cure incidevano in modo sproporzionato sull’indicatore.

GLI ELEMENTI OPERATIVI DA CONSIDERARE

Il messaggio INPS chiarisce che non sono richiesti adempimenti aggiuntivi per chi ha già presentato la DSU 2026: le domande sospese vengono riesaminate automaticamente. È invece necessario prestare attenzione alla DSU autodichiarata, perché l’esclusione dei titoli di Stato fino a 50.000 euro deve essere indicata manualmente. Per l’Assegno unico, gli importi di gennaio e febbraio 2026 continueranno a essere calcolati sulla base dell’ISEE 2025, mentre il nuovo indicatore entrerà in gioco da marzo.

Per i nuclei con uno o più componenti disabilità o malattia rara, l’effetto complessivo del nuovo ISEE è quello di una maggiore coerenza tra indicatori economici e reale capacità di spesa, soprattutto nei casi in cui la presenza dell’abitazione principale o di risparmi destinati alle cure generava un valore ISEE non rappresentativo.

Coordonnées
info@osservatoriomalattierare.it (Alessandra Babetto)