26 gennaio 2026 – AISLA ha partecipato al Convegno ospitato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dedicato al tema del caregiving e del capitale sociale nelle pratiche di cura, evento conclusivo del progetto di ricerca PRIN 22 “Il capitale sociale nelle pratiche di cura in Italia: caregiving e supporto sociale in tempi di pandemia”. In Italia, circa 8 milioni di persone svolgono attività di cura informale. 2,3 milioni assistono persone non autosufficienti per oltre 10 ore alla settimana e il fenomeno è destinato a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione.
Il convegno ha rappresentato un importante momento di confronto scientifico e istituzionale su un tema centrale anche per l’impegno quotidiano di AISLA: il ruolo delle reti di relazione, formali e informali, che sostengono la cura delle persone in condizioni di fragilità e, in particolare, delle persone con SLA e delle loro famiglie. Una prospettiva che supera la visione del caregiver come singola figura di supporto, per valorizzare il caregiving come processo relazionale, dinamico e condiviso, capace di generare – ma anche di consumare – capitale sociale.
Nel corso dei lavori sono stati presentati i risultati di un progetto di ricerca (PRIN22), che ha combinato indagini qualitative e una survey nazionale, mettendo in luce come il caregiving coinvolga una quota significativa della popolazione italiana e come, troppo spesso, venga svolto in condizioni di isolamento o con reti di sostegno fragili. Su un campione di 1504 persone maggiorenni, circa l’86,8% ha fornito aiuto ad almeno una persona negli ultimi 12 mesi e il 29% una volta a settimana.
Dati e analisi che confermano quanto AISLA rileva quotidianamente attraverso l’ascolto delle persone con SLA e dei loro caregiver: la qualità della rete di supporto incide in modo determinante sulla sostenibilità della cura e sul benessere di tutti i soggetti coinvolti.
“Il caregiver è essenziale per la persona con SLA. Così come è essenziale la rete che si deve fare intorno alla persona con SLA e alla sua famiglia. – ha commentato Stefania Bastianello, Direttore Tecnico di AISLA – AISLA continuerà a sostenere il percorso di riconoscimento di questa figura, strategica per tutelare i diritti della persona, in grado di affiancarla in tutto il percorso di malattia”.
La partecipazione di AISLA al convegno si inserisce in un percorso coerente di advocacy e proposta culturale, che da anni pone al centro il riconoscimento del caregiving come responsabilità collettiva e come ambito strategico di integrazione tra servizi sanitari, sociali, terzo settore e reti di prossimità. Un impegno che guarda anche alle politiche pubbliche, in un contesto in cui il riconoscimento normativo dei caregiver familiari resta ancora incompleto.
Il confronto accademico e interdisciplinare promosso dall’Università Cattolica rafforza la necessità di costruire politiche e interventi fondati sull’osservazione delle reti di cura reali, capaci di valorizzare il capitale sociale esistente e di prevenire il rischio di burnout e solitudine dei caregiver.
Utilizziamo i cookie per garantire le funzioni del sito e per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Leggi la cookie policy maggiori informazioni