Un metodo per governare i dati: l’esperienza di PoliS-Lombardia con Cefriel - Cefriel

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“L’approccio che abbiamo adottato – afferma Matteo Massenzio, Piattaforme informatiche per i Dati – Struttura Sistemi Informativi PoliS-Lombardia e referente per il progetto – ci ha permesso di guardare ai tanti dati che avevamo, con l’obiettivo di individuare un metodo di data governance che potesse farci fare un ulteriore salto di qualità. Abbiamo fatto un primo assessment utile a intercettare e censire i dati più rilevanti per riflettere poi sulle prospettive di sviluppo”.

La valutazione di sistemi informativi e delle piattaforme in uso a PoliS-Lombardia ha consentito di pianificare e gestire in modo strategico le evoluzioni future, migliorare la consapevolezza interna sulla gestione e valorizzazione dei dati aziendali e permettere una replicabilità della metodologia in altre aree aziendali.

Dopo un primo lavoro di assessment, come è proseguito il percorso con Cefriel?

“All’avvio del progetto è stata effettuata una prioritizzazione degli ambiti di intervento, valutando le aree di maggiore rilevanza strategica e complessità” – racconta Flavio Giovanelli, referente di progetto di Cefriel. “Si è scelto di concentrare la prima fase del progetto sull’esplorazione dell’ambito Formazione Sanitaria, con particolare attenzione ai percorsi abilitanti per i Medici di Medicina Generale. Questa scelta è stata motivata dalla complessità intrinseca dell’ambito, che lo rende ideale per sperimentare e affinare l’approccio metodologico di analisi e governance dei dati. L’esperienza maturata in questa fase sarà utilizzata come modello di riferimento per l’applicazione della stessa metodologia negli ambiti successivi del progetto”.

Visto che PoliS-Lombardia lavora per conto di Regione Lombardia, non sono mancati allineamenti specifici anche sulla metodologia individuata. “Abbiamo interagito spesso sia con i colleghi dell’area specifica del tema trattato che con i servizi di data governance di Regione perché siamo parte di un ecosistema e abbiamo la necessità di riflettere su come i dati vengono esposti sia all’interno che verso l’esterno attraverso la messa a disposizione del dato in formato Open Data”.

Quali i possibili impatti del progetto?

“Questo progetto, unito al lavoro che stiamo facendo sul catalogo dati – continua Massenzio – ci permetterà di descrivere bene tutti i singoli dataset che andremo a produrre, senza perdere di vista alcuni elementi, primo fra i quali la fruibilità da parte dei cittadini. Se pensiamo all’ecosistema digitale E015, possiamo dire che PoliS-Lombardia produce diverse informazioni messe a disposizione in tempo reale lì e che si trasformano in valore concreto per la collettività. Pensiamo per esempio agli incidenti stradali e alla possibilità, analizzando quei dati, di cambiare la viabilità salvando vite umane. È poi importante per noi lavorare per rendere leggibili e significativi i dati al più largo numero di persone possibili: per questo nell’annuario statistico regionale (pubblicato sul portale Open Data) saranno messe a disposizione una serie di infografiche per garantire una migliore leggibilità dei dati.

Qual è il dato di maggior utilità messo a disposizione in questo momento?

“Il fatto di continuare a restituire una rappresentazione del contesto demografico della Lombardia come dell’Italia – afferma il direttore di PoliS-Lombardia, Fulvio Matone – è centrale: in questo modo, per esempio, possiamo monitorare il calo demografico o capire la numerosità di persone sopra una certa età o il numero di famiglie. Questo consente alla politica di avere uno strumento decisionale attraverso il quale poter indirizzare meglio misure di sostegno, prevedendo risorse adeguate. Fornire dati di qualità in questo ambito, ha restituito ai nostri stakeholders innanzitutto una consapevolezza diversa. Ci piacerebbe che anche altri dati potessero contribuire a rendere un quadro chiaro in base al quale prendere decisioni. Penso, per esempio ai dati della telefonia mobile, visti ancora con una certa preoccupazione. Se si pensa al numero di abitanti di Milano, ci rendiamo conto che il numero di persone che abitano in città non è lo stesso delle persone che ci sono in questo momento, , dato che ci sarebbe fornito dalla telefonia mobile. Eppure, per pianificare l’emergenza-urgenza sono più utili questi dati rispetto ai semplici cittadini residenti.

Quale il contributo di Cefriel?

L’approccio di Cefriel è stato improntato al trasferimento di conoscenze e alla possibilità di rendere autonoma PoliS-Lombardia nella definizione del metodo e, poi, nei futuri processi di governance del dato. “Grazie ad attività di coaching e ai workshop organizzati da Cefriel – afferma Matteo Massenzio – si è creato un gruppo di lavoro molto sinergico, dove le energie vengono messe a fattor comune e dove ciascuno porta il proprio vissuto. Avere avuto la possibilità di confrontarci con le persone di Cefriel su tanti aspetti ci ha permesso di crescere. Stiamo imparando molto su come si applica nella realtà un modello di data governance in maniera strutturata. Nell’ambito del tema scelto, ovvero medici di medicina generale, siamo riusciti a mettere ordine in tutta una serie di cose sulle quali prima probabilmente anche noi avevamo le idee confuse. Essere riusciti a strutturare le informazioni, le data entity, applicando un modello è stato centrale per noi.

Quali gli sviluppi futuri?

“Ci auguriamo – conclude Massenzio – che tutto quello che ci è stato messo a disposizione ci permetta non solo di ottenere il risultato del momento, ma anche di avere un risultato di prospettiva, perché adesso sappiamo come si fa, quindi, siamo convinti che in autonoma potremo applicare il metodo a molti altri tipi di dati che PoliS-Lombardia tratterà”.

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Chiara Attieri