La XXII edizione del Premio Alberto Cesa 2026 prosegue il suo tour arricchendo il calendario con nuove date. Il prossimo appuntamento è previsto il 29 gennaio a Roma, presso il Boogie Club in via Gaetano Astolfi 63/65, alle ore 21.30.
Sul palco saliranno Elisa Carta dalla Sardegna, Tango per Cantà da Roma e Federica Fruscella e Iacopo Schiavo, anche loro da Roma ma cittadini del mondo, dal momento che Federica Fruscella vive da anni in Irlanda. Questo Premio è un progetto unico nel suo genere, dedicato a Alberto Cesa, tra le figure più significative del folk revival italiano, e pensato per mettere al centro quelle realtà che si muovono sul confine tra ricerca musicale e identità territoriale.
Il Premio Alberto Cesa si distingue per una formula originale che unisce selezioni territoriali, esibizioni dal vivo e un percorso che coinvolge giurie, operatori del settore e musicisti. Dopo una prima fase di valutazione, sono sei le tappe di semifinale disseminate lungo lo Stivale, da cui emergeranno i gruppi che accederanno alla fase finale. I cinque progetti selezionati approderanno a luglio 2026 sul palco di Folkest a San Daniele, per contendersi il prestigioso riconoscimento.
Come già nella scorsa edizione, anche quest’anno ai finalisti verrà proposto un lavoro creativo e identitario: musicare, cantare e arrangiare un testo in lingua friulana del poeta Federico Tavan, una delle voci più intense della letteratura friulana contemporanea. Un omaggio che diventa parte integrante del Premio e che si svolge in collaborazione con Morganti Editori, curatrice dei diritti delle opere del poeta. Ai primi classificati sarà assegnato il Premio Nuovo Imaie, con la possibilità di esibirsi a Folkest 2027 e a Ethnos 2026, mentre i secondi e terzi classificati parteciperanno a due serate del circuito Folkest 2027.
Il Premio, intitolato a Alberto Cesa (1947-2010) – cantante, chitarrista e ghirondista, fondatore del marchio Cantovivo – porta avanti il suo impegno artistico e civile: dare voce, attraverso il linguaggio della musica popolare, a storie, lotte e comunità, intrecciando repertori e culture, dal nord Italia ai ritmi mediterranei. Un’eredità che continua a ispirare musicisti e ricercatori e che, a distanza di anni, resta un punto di riferimento imprescindibile per il folk italiano.