Mobilità dolce e sostenibile per lo sviluppo dei borghi e delle aree interne

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Presentato alla Camera dei Deputati il Position Paper con AMODO

I borghi e le aree interne italiane sono una risorsa per il Paese, fino ad oggi poco valorizzata, che conserva un patrimonio di infrastrutture, di viabilità, di beni culturali e un capitale umano e naturale che vanno messi al centro di politiche e investimenti mirati, affinché si possa invertire la tendenza allo spopolamento e alla marginalizzazione dei cittadini che abitano questi territori e contribuire attraverso uno sviluppo basato sulla sostenibilità alla crescita generale dell'economia italiana.

È quanto è emerso il 26 gennaio al Parlamento, durante la presentazione del position paperMobilità dolce e sostenibile per lo sviluppo dei borghi e delle aree interne dell’Alleanza della Mobilità Dolce – AMODO, nell’ncontro voluto dall’On. Angelo Bonelli, Segretario Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, cui hanno partecipato l'On. Andrea Casu, Vicepresidente Commissione Trasporti, l'On. Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione e l'On Roberto Traversi, membro della Commissione Trasporti.

L’Alleanza ha voluto così rilanciare il dibattito nazionale sul futuro delle aree interne italiane, in una fase storica caratterizzata da crisi demografiche, ambientali e sociali profondamente intrecciate. Lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, l’indebolimento dei servizi essenziali e l’acuirsi delle disuguaglianze territoriali pongono interrogativi strutturali sulle politiche finora adottate e sulla capacità del Paese di garantire coesione territoriale e qualità della vita nei territori marginali. In questo quadro, il nuovo Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI) richiede una valutazione critica e approfondita.

I rappresentanti di AMODO, coordinati dalla Portavoce di AMODO, Anna Donati, hanno discusso delle politiche da promuovere insieme a Paola Firmi, Presidente Rete Ferroviaria Italiana; Antonella Galdi, responsabile mobilità sostenibile e TPL ANCI; Andrea Ferrazzi, Responsabile Affari istituzionali ASviS; e Enrico Della Torre, Direttore generale Vivi Appennino.

La mobilità dolce e sostenibile è un fattore abilitante per l’esercizio dei diritti fondamentali, per l’accesso ai servizi essenziali e per la possibilità stessa di abitare i territori interni.  Un tema centrale dell’analisi riguarda l’accessibilità ai borghi e alle aree interne, con particolare riferimento al nodo dell’“ultimo miglio”. Le evidenze illustrate da Francesco Marinelli, referente Borghi Autentici d’Italia e coordinatore del gruppo di lavoro AMODO e da Giulio Senes, Presidente Associazione Europea Greenways e docente dell’Università degli Studi di Milano, mostrano come una parte significativa dei borghi italiani sia già oggi potenzialmente raggiungibile attraverso la combinazione tra trasporto ferroviario e mobilità attiva. L’esperienza dell’Atlante della Mobilità Dolce, un supporto alle politiche pubbliche promosso da AMDO e RFI, mette in relazione la rete ferroviaria attiva, i borghi e le principali infrastrutture della mobilità dolce – cammini, ciclovie, greenways e sentieri – restituendo una lettura integrata delle opportunità di accessibilità e intermodalità. L’Atlante viene assunto come base conoscitiva per orientare la programmazione degli investimenti e superare interventi frammentari e settoriali. In questa prospettiva, le stazioni ferroviarie possono svolgere un ruolo strategico come hub di accessibilità, interscambio e servizi, rafforzando l’intermodalità e riducendo la dipendenza dall’automobile privata.

Non sono mancati i contributi delle associazioni di AMODO su quanto viene fatto sui territori, come hanno riferito Massimiliano Bianchi, della FIE, Massimo Ferrari di UTP AssoUtenti e Luca Ministrini de La Spoleto Norcia in MTB. Esempi di interventi innovativi e concreti che impattano positivamente sulle economie di territori considerati marginali ma che, se supportati con investimenti mirati, dimostrano resilienza.

Uno degli elementi più problematici del nuovo PSNAI è l’introduzione del concetto di “spopolamento irreversibile” per una parte dei territori interni. L’adozione di categorie interpretative che presuppongono l’irreversibilità del declino rischia di tradursi in una gestione passiva delle disuguaglianze territoriali, fondata su indicatori e modelli di sviluppo che hanno storicamente penalizzato le aree interne, senza cogliere i segnali di una timida inversione di tendenza dove permangono condizioni minime di accessibilità. In questo senso, il PSNAI appare debole sul piano operativo: pur richiamando ambiti fondamentali come sanità, scuola e mobilità, fatica a tradurre tali priorità in misure strutturali, risorse dedicate e strumenti capaci di incidere sulle cause profonde della marginalizzazione.

Un ulteriore asse di riflessione riguarda il rapporto tra mobilità dolce e turismo. Le aree interne svolgono già oggi un ruolo rilevante nel sistema turistico nazionale, sia in termini di offerta ricettiva sia di occupazione. Il turismo lento, di prossimità e open air rappresenta una tendenza strutturale in crescita, che viene collocato all’interno di una strategia più ampia di politiche integrate di sviluppo locale. Senza, però, fare del turismo l'unico asse di sviluppo di questi territori e ricordando che investimenti a pioggia hanno dimostrato già da tempo di essere del tutto inefficaci, come spiegato nelle conclusioni della Presidente di Borghi Autentici d’Italia, Rosanna Mazzia.

Ecco le proposte di interventi elaborati dalle associazioni AMODO, articolate lungo alcuni assi prioritari:

  • Riconoscere la mobilità come infrastruttura di cittadinanza, assumendola come condizione abilitante per l’accesso ai diritti fondamentali e integrandola stabilmente nelle politiche per le aree interne.
  • Rafforzare il ruolo delle ferrovie locali e turistiche, attraverso il potenziamento e la riapertura delle linee, e valorizzando le stazioni come nodi di accessibilità, accoglienza e interscambio con la mobilità dolce.
  • Affrontare in modo strutturale il nodo dell’ultimo miglio, promuovendo soluzioni flessibili, territorializzate e integrate (mobilità condivisa, servizi a domanda, connessioni dolci), costruite a partire dai bisogni reali delle comunità locali.
  • Costruire e manutenere reti integrate di mobilità dolce, connettendo ciclovie, cammini, sentieri e greenways ai borghi e ai servizi essenziali, e recuperando le infrastrutture storiche della mobilità come parte della vita quotidiana dei territori.
  • Utilizzare l’Atlante della Mobilità Dolce come strumento di policy, orientando la programmazione degli investimenti pubblici sulla base dell’evidenza territoriale e favorendo una pianificazione intermodale coerente e non frammentaria.
  • Integrare mobilità dolce e turismo in una strategia di sviluppo locale equilibrato, capace di migliorare la qualità della vita dei residenti, sostenere le economie locali e prevenire modelli estrattivi e fenomeni di overtourism.
  • Garantire accessibilità e inclusione, progettando infrastrutture e servizi di mobilità dolce fruibili anche da persone con bisogni specifici e superando le barriere fisiche, informative e culturali.
  • Rafforzare il ruolo delle comunità locali, promuovendo governance partecipative, sperimentazioni dal basso e valorizzando il sapere territoriale nei processi decisionali.
  • Avviare una revisione pubblica e partecipata della Strategia Nazionale per le Aree Interne, superando una logica di gestione passiva del declino e orientando le politiche alla rigenerazione territoriale e alla riduzione delle disuguaglianze.

L’Alleanza per la Mobilità Dolce (AMODO) è una rete nazionale che riunisce associazioni, enti, reti di comuni e soggetti della società civile impegnati nella promozione di un modello di mobilità fondato sulla sostenibilità ambientale, sull’equità sociale e sulla valorizzazione dei territori.

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