Lettera di fra Marcello gennaio 2026

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In questo anno 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta la sera del 3 ottobre 1226 presso la chiesetta della Porziuncola a Santa Maria degli Angeli, nella piana di Assisi.

Giungono così a compimento gli ottocentenari di questi anni: nel 2023 l’approvazione della Regola e il Natale di Greccio, nel 2024 le Stigmate, nel 2025 il Cantico delle Creature.
Per la verità noi Francescani preferiamo parlare del “Transito” di San Francesco per indicare il suo incontro con Sorella Morte, da lui vissuto appunto come un passaggio alla vita di Dio, come un parto.

La metafora del parto può aiutarci a capire meglio come Francesco ha interiorizzato l’evento della sua morte: per lui morire ha significato uscire dalla vita fisica segnata dalla dipendenza da Madre Terra per venire alla luce del Volto, del Cuore di Dio.
Francesco ha voluto che i suoi frati più affezionati gli cantassero il Cantico delle Creature fino al suo ultimo respiro. 
Mi piacerebbe morire così. 

Mentre scrivo penso ai senza fissa dimora che sono morti di freddo a Milano tra dicembre e gennaio. Non c’era nessuno a cantare una canzone dolce, l’unico affetto dell’ultimo momento è stato l’alcool. Morire sì, ma non così…
Morire soli significa morire abbandonati: il gelo affettivo credo uccida tanto quanto il freddo atmosferico. Non avere nessuno che ti accarezzi mentre fai l’ultimo passo equivale a trovarti spogliato completamente della tua dignità. Sì, perché la nostra prima ed ultima dignità consiste nell’essere amati da qualcuno: è solo un atto d’amore che ci dona e ci riconosce dignità. Per questo voglio credere che almeno Dio resti vicino a chi muore solo e che nell’eternità del suo Amore i primi siano gli ultimi e gli ultimi primi.
La notizia dell’ultimo morto di solitudine e di freddo a Milano fa il paio con le notizie che attribuiscono a Milano il titolo di capitale della finanza italiana.
Sarebbe disumano non porsi una domanda: perché tanta ricchezza non riesce a prendersi cura anche di chi non ha avuto successo nella vita? Non sarebbe questa cura un indice di progresso e di eccellenza?

La memoria viva di San Francesco in questo anno spero possa aiutare la nostra città a recuperare tra i suoi indici di eccellenza l’obiettivo “homeless morti di freddo zero”.
Noi di Opera San Francesco cercheremo di fare ancora meglio la nostra parte, continuando a offrire calore umano e sostegno concreto a tutti coloro che incontreremo. All’inizio di questo anno voglio ringraziare dal profondo del cuore e del pensiero tutti i nostri Volontari, i nostri Dipendenti, i nostri Donatori e le Aziende che condividono con noi una visione di progresso più umana e amorevole. 
L’Altissimo, Onnipotente, Buon Signore vi benedica!

fra Marcello Longhi

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