Caregiver: davvero si cambia? - Europa Donna Italia

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Caregiver: davvero si cambia?

Il disegno di legge approvato lo scorso 12 gennaio in Consiglio dei Ministri introduce disposizioni per il riconoscimento giuridico e la tutela economica dei caregiver familiare. Certo, i tempi sono ancora lunghi dal momento che ora il DDL è atteso dall’iter parlamentare per discussioni, modifiche ed eventuali ampliamenti. Per questo, potrebbero trascorrere ancora diversi mesi prima che il disegno diventi legge. In ogni caso, sottolineano in molti, si tratta comunque di un passo avanti nel riconoscimento del ruolo del caregiver, che ad oggi è ancora una figura nell’ombra, senza alcuna tutela.

Eppure, i caregiver sono un numero consistente, come evidenziano le stime ISTAT. Dati alla mano, sono circa 7 milioni le persone in Italia che offrono un’assistenza regolare a un proprio caro, compresi coloro che assistono un malato oncologico. L’impatto sulla qualità di vita è importante, con spesso una rinuncia all’attività lavorativa, alla propria sfera personale e molte volte, anche alla cura della propria salute. Il carico delle responsabilità, inoltre, difficilmente è condiviso con altre figure, tanto che il caregiver, quasi sempre donna, si ritrova a svolgere compiti complessi nella gestione del paziente, con un carico di responsabilità e di preoccupazioni anche legate alla mancanza di una preparazione specifica.

Il Disegno di legge delinea la figura di chi può essere riconosciuto quale caregiver. In particolare, deve essere il coniuge, le parti dell’unione civile, i conviventi di fatto e i parenti entro il secondo grado (o affini entro il terzo in casi specifici).  Stabilisce, inoltre, la necessità di richiedere il riconoscimento formale della figura del caregiver presso l’INPS e l’identificazione della persona assistita e di chi la accudisce.

È previsto anche l’inserimento obbligatorio nel Progetto di Vita e nel PAI, il Piano Assistenziale Individualizzato della persona assistita, con l’indicazione delle ore settimanali impiegate nell’assistenza. Da qui, potrebbero scaturire ulteriori schemi per l’identificazione delle tutele previdenziali e lavorative, che al momento non sono ancora contemplate nell’attuale DDL.

Sembrerebbe, inoltre, che sia previsto un contributo mensile erogato dall’INPS, che al momento sembrerebbe al massimo di 400 euro. A riceverlo sarebbe il caregiver familiare prevalente, con un carico di assistenza pari o superiore a 91 ore settimanali, con un reddito inferiore a 3.000 euro annui e ISEE non superiore a 15.000 euro.

Europa Donna Italia seguirà l’iter parlamentare per garantire un costante aggiornamento sullo stato di avanzamento del DDL.

Quello dei caregiver, è un tema particolarmente caro ed è stato oggetto di diverse iniziative.

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