#CURIOSITÀ&RACCONTI
Gennaio 2026
RISOTTO DOPO LE FESTE
il gusto di ricominciare
Quando le feste si spengono, restano i profumi, i gesti, il tempo condiviso intorno a una tavola. E nasce il desiderio di tornare a sentirsi leggeri, in armonia ed equilibrio.
Gennaio non è il mese delle rinunce, ma quello delle nuove attenzioni: verso il tempo, verso il corpo, verso ciò che portiamo a tavola.
Ricominciare con gusto è possibile, soprattutto quando la cucina riesce a parlare di semplicità e cura. In questo percorso, il risotto si rivela una scelta naturale: rassicurante, essenziale, profondamente legata alla tradizione italiana, ma capace di adattarsi con eleganza a un’alimentazione più leggera e consapevole.
Dopo gli eccessi delle festività, il bisogno non è quello di eliminare il piacere, bensì di ritrovarlo in forme più equilibrate. Il risotto nasce proprio da questa filosofia: pochi ingredienti, gesti lenti, attenzione ai dettagli. Se preparato con materie prime fresche e di stagione, diventa un piatto completo e nutriente, capace di soddisfare senza appesantire.
Un piatto semplice, tra tecnica, stagionalità e benessere
La scelta del riso gioca un ruolo centrale. Varietà come il Riso Arborio e il Riso Carnaroli offrono naturalmente cremosità e struttura, permettendo di limitare i grassi aggiunti senza rinunciare alla rotondità del sapore. Il risultato è un piatto armonioso, che unisce tecnica, gusto e digeribilità.
Verdure invernali, pesce, carni magre o legumi si integrano con il riso in modo naturale, dando vita a ricette che accompagnano con delicatezza il ritorno alla routine quotidiana. È una cucina che nutre, che rispetta i ritmi del corpo e che invita a rallentare, anche solo per il tempo di una cottura.
Nel video del nostro nutrizionista Edoardo Mazzocchi raccontiamo proprio questo: come il risotto possa diventare un alleato concreto nel ritrovare equilibrio dopo le feste, senza rigidità e senza sacrifici. Un modo semplice e gustoso per riprendere il controllo delle proprie abitudini alimentari.
C’è poi un altro aspetto che rende il risotto speciale, soprattutto in questo periodo dell’anno: la sua dimensione conviviale. Prepararlo richiede presenza, attenzione, un gesto che si ripete con pazienza. È un piatto che invita alla condivisione, anche quando le grandi occasioni sono passate, trasformando un pasto quotidiano in un momento da vivere insieme.
Ripartire dopo le feste significa anche questo: ritrovare equilibrio senza perdere il piacere, scegliere la qualità senza rinunciare alla tradizione. Con il risotto, la cucina italiana dimostra ancora una volta di saper essere attuale, leggera e profondamente umana.
Non è un caso se proprio di recente la Cucina Italiana è stata riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO: un riconoscimento che celebra non solo le ricette, ma i gesti, i saperi, il valore della convivialità e dell’equilibrio a tavola. Il risotto incarna pienamente questo patrimonio vivo: un piatto che nasce dalla semplicità, si costruisce con attenzione e si completa nella condivisione.
Un modo autentico di ricominciare, affidandosi a una tradizione che continua a prendersi cura del benessere di corpo e mente, ogni giorno. Un piatto semplice, che sa di casa, e che accompagna la ripartenza con il gusto giusto: quello che fa stare bene, davvero.
Il recente riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, assegnato dall’UNESCO, ha riportato al centro del dibattito il valore del cibo come espressione di identità e cultura. Un patrimonio che non vive solo nelle ricette, ma nei gesti quotidiani, nei tempi condivisi e nei rituali che da generazioni si rinnovano attorno alla tavola.
Il Natale è il momento in cui questa eredità si manifesta con maggiore forza. Le festività segnano una pausa dal ritmo ordinario e restituiscono centralità alla cucina e al pasto come occasione di incontro. È in questo contesto che la tradizione prende forma, piatto dopo piatto, trasformando il cucinare in un atto di relazione.
Tra i protagonisti della tavola delle feste, il risotto occupa un posto di rilievo. È uno dei grandi classici della cucina italiana, scelto per la sua versatilità e per la capacità di adattarsi ai sapori stagionali e alle diverse interpretazioni regionali, senza perdere il suo carattere conviviale. Può essere semplice o più elaborato, familiare o gourmet, ma richiede sempre attenzione e tempo: elementi che si inseriscono perfettamente nel ritmo più lento del periodo natalizio.
La riuscita di un buon risotto passa inevitabilmente dalla scelta della materia prima.
Tra le varietà più utilizzate nella cucina italiana spiccano il Riso Arborio e il Riso Carnaroli, entrambe particolarmente indicate per le preparazioni delle feste. L’Arborio è apprezzato per i suoi chicchi grandi e perlati, capaci di assorbire i condimenti mantenendo una consistenza cremosa, ideale per risotti ricchi e avvolgenti, dove la mantecatura gioca un ruolo centrale. La lavorazione a pietra utilizzata da Riso Scotti consente di preservare le caratteristiche naturali del chicco, garantendo una cottura uniforme e un gusto pieno, qualità che lo rendono una scelta frequente nei menu natalizi.
Il Carnaroli, noto come il “re dei risotti”, si distingue invece per l’elevata tenuta in cottura. L’alto contenuto di amilosio permette al chicco di rimanere ben definito, assorbendo i sapori senza sfaldarsi. È la varietà preferita per ricette più strutturate o per preparazioni gourmet, spesso protagoniste delle tavole delle feste più importanti.
Il periodo natalizio è anche un’occasione di sperimentazione.
Ingredienti stagionali come la zucca, i formaggi erborinati, le carni saporite e le erbe aromatiche offrono infinite possibilità di reinterpretazione, mantenendo un legame saldo con la tradizione. Ricette come il Risotto alla zucca con salsiccia ed erborinato con salvia fritta e cacao amaro, firmata per Riso Scotti da Carmine Gorrasi, dimostrano come un primo piatto classico possa evolversi in chiave contemporanea senza perdere identità.
Preparare un risotto a Natale significa dedicare tempo alla cucina e alle persone. È un piatto che invita naturalmente alla condivisione, coinvolge chi è a tavola e trasforma il pasto in un momento di relazione. Sempre più spesso il risotto viene raccontato non solo come ricetta, ma come espressione di una cultura gastronomica attenta alla qualità, al territorio e alle materie prime.
Il risotto di Natale rappresenta così un equilibrio riuscito tra tradizione e innovazione. Scegliendo varietà come il Riso Arborio o il Riso Carnaroli, è possibile portare in tavola piatti che uniscono gusto, tecnica e convivialità. Un primo piatto che, anno dopo anno, continua a essere protagonista delle feste e simbolo della cucina italiana.
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