ENGINEERING ANNUNCIA 650 ESUBERI: OVVERO COME DISSIPARE UN CAPITALE DI FIDUCIA

Compatibilité
Sauvegarder(0)
partager

Comunicato sindacale
ENGINEERING ANNUNCIA 650 ESUBERI
OVVERO COME DISSIPARE UN CAPITALE DI FIDUCIA

Cade il velo dell’ipocrisia oggi al tavolo del gruppo Engineering. L’azienda, dopo anni passati a rassicurare e svicolare questioni sollevate da organizzazioni sindacali e coordinamento RSU, si presenta al tavolo con una inversione a 180 gradi dalla Ibarriana memoria “diventeremo un gruppo di

25.000 persone” all’ “abbiamo 650 esuberi strutturali in tre aree: finance, digital e funzioni di supporto.”

Come si sia arrivati a questa accelerazione al momento viene imputato dall’azienda alla trasformazione del mercato, all’automazione di parte dei processi o all’efficientamento interno per quanto riguarda lo staff.

Le aree impattate sono tutte dentro Engineering Ing.Inf., nonostante in tutti gli incontri precedenti, alle richieste sindacali sulla riorganizzazione siano sempre state date ampie rassicurazioni di sviluppo che non avevano mai soddisfatto la delegazione sindacale.

Infatti l’incontro di oggi era stato richiesto appunto dalle organizzazioni stesse per discutere in profondità gli effetti della riorganizzazione interna ad Engineering Ing.Inf., così come le voci sulla vendita di Alfa healthcare.

Su questo ultimo punto l’azienda ribadisce che non ci sia nulla di fondato negli articoli di stampa e che come sempre i rumors sui giornali danno conto di normali e consuete attività di interessamento del mercato; tuttavia, a precisa richiesta, sul fatto che l’azienda sia alla ricerca attraverso un provider di soggetti terzi interessati, non è stata fornita risposta.

I punti principali due: il futuro delle persone e il piano industriale.

Il timore è quello di un piano disgregativo di Engineering che faccia cassa sulle attività ad alta marginalità e faccia pagare al resto il conto di una crescita che non decolla questo è inaccettabile.

Sul futuro delle persone: sia chiaro da subito che non siamo disponibili ad accettare la dichiarazione di alcun numero di esuberi strutturali che per noi non esistono e che sono endemici ciclicamente all’attività del comparto, le persone in prima istanza sono allocate (mai prima di oggi l’azienda aveva posto un tema di insaturazioni) e in ultima istanza reskillabili (nessun capitolo aperto con la commissione formazione da parte aziendale fino ad oggi nemmeno per i lavoratori che sapevano in uscita dai progetti).

L’azienda ha chiesto al tavolo di aprire un confronto e ha dichiarato di volerlo gestire (in realtà chiede alla rappresentanza dei lavoratori come risolvere un problema che lei ha creato) senza ricorso a soluzioni traumatiche.

Abbiamo chiesto un tavolo immediato dove affrontare: dettaglio del fenomeno dichiarato, analisi alternative condotte, andamento economico dell’impresa, gestione del debito.

L’incontro si terrà il 6 febbraio presso l’Unione degli Industriali.

All’azienda sia chiaro che non saremo disponibili a spostare sulle lavoratrici e sui lavoratori il conto di una gestione che ha prodotto i risultati attuali e dei quali è la sola responsabile.

Il problema non sono 650 persone ma un cambio di passo e di responsabilità che l’azienda deve compiere.

Per queste ragioni

è proclamato lo stato di agitazione

e si fa appello alle lavoratrici e ai lavoratori alla massima unione e vigilanza per rispondere in blocco che non siamo disposti né ad assistere allo smembramento dell’azienda tantomeno allo scarico della gestione d’impresa su chi lavora.

Non appena prese tutte le necessarie informazioni aggiuntive al tavolo del 6 febbraio saranno convocate le assemblee in tutti i luoghi di lavoro per decidere insieme il prosieguo delle iniziative necessarie.

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Roma, 29 gennaio 2026

Coordonnées
admin