Autovelox, tutor e comportamenti a rischio
Cosa cambia nel 2026
Dal 2026 in arrivo una pioggia di multe…la tecnologia aiuterà a punire i trasgressori delle regole del codice della strada.
A tutti noi è capitato o capita ancora, di leggere quel messaggio sul telefono anche quando siamo in auto; approfittiamo del semaforo rosso, della coda, alibi per raccontarci che non c’è nulla di male in fondo. Le cinture slacciate se il tragitto da compiere è veloce, quel giallo che diventa rosso proprio mentre attraversiamo…
E poi c’è l’autostrada, gli autovelox prima e i tutor dopo hanno regolamentato, almeno nelle intenzioni, la velocità. Ma, come si dice, fatta la legge, trovato l’inganno: alcuni per sfuggire alla “foto” dell’autovelox utilizzavano lacca, ad esempio, per alterare la targa per sviarne la lettura e non far risalire così al nominativo del trasgressore.
Del resto, una delle ricerche più effettuate su Google è come evitare le multe. Molti però trascurano che in caso di contraffazione di targa o di utilizzo della corsia di emergenza, che tra l’altro non “libera” dal poter essere pizzicati dall’autovelox, esistono pesanti multe e responsabilità anche penali.
I tutor invece che calcolano la velocità di crociera sono facili da fuorviare, facendo infatti una media della velocità è sufficiente fare una sosta in autogrill o ridurre la velocità in alcuni tratti per evitare di incorrere nella multa, alcuni pensano anche che sia sufficiente passare in mezzo alle due corsie; la cosa grave di aggirare i controlli tramite tutor è che si possono percorrere tratti di strada anche a 200 km orari, alternando la guida e moderando la velocità solo in alcuni tratti, ma questo ovviamente non limita la pericolosità.
Navigard: il nuovo sistema intelligente per il controllo stradale
Un radar di nuova generazione per il monitoraggio del traffico
Si chiamerà Navigard ed è il nuovo dispositivo il cui nome incute già timore.
Nasce dalla fusione di tutor e autovelox, appartiene a quella famiglia di dispositivi cosiddetti “intelligenti” forse proprio perché sa come aggirare la scaltrezza umana nel bypassare le regole.
Esso non solo verificherà l’andatura dei veicoli, unificando le funzioni del tutor (calcolo della velocità media) e dell’autovelox (registrazione della velocità istantanea), ma potrà anche intercettare in tempo reale situazioni e comportamenti pericolosi. Per esempio, il sorpasso azzardato, la presenza di veicoli contromano, che ultimamente hanno provocato purtroppo diverse vittime, i tentativi di frode ai caselli, o la presenza sulla rete autostradale di ostacoli, ostruzioni e incidenti.
Come funziona Navigard: radar, algoritmi e rilevazioni in tempo reale
Quali infrazioni rileva e come vengono trattati i dati raccolti
Tutto questo grazie ad algoritmi avanzati, sensori integrati nell’asfalto, radar e telecamere intelligenti, che lavorano insieme per raccogliere ed elaborare in tempo reale dati che saranno poi gestiti e controllati da una control-room, assicurando un intervento tempestivo delle forze dell’ordine.
Autostrade per l’Italia ha fatto sapere che comincerà a rendere operativo il Navigard nel corso del 2026, con un’estensione graduale a tutta la rete nel 2027.
Una delle cause di incidenti autostradali più frequenti è da imputare ai TIR un po’ riguardo alla velocità, che spesso supera quella consentita, un po’ per gli imprudenti sorpassi effettuati magari in prossimità di una curva.
I sensori integrati nell’asfalto vigileranno proprio su questi comportamenti, consentendo infatti di individuare il mancato rispetto dell’obbligo di marcia a destra e le infrazioni al divieto di sorpasso, previsto anche in alcune tratte della rete autostradale e di segnalare camion e tir che superano il peso totale consentito, un rilevante fattore di rischio per la sicurezza della circolazione. Il Navigard promette anche attenzione particolare alle gallerie: rilevamento di ostacoli, veicoli contromano, comportamenti anomali all’interno delle gallerie (soprattutto quelle lunghe), spesso purtroppo scenari di rovinosi incidenti stradali.
SafeDrive: il dispositivo AI per la sicurezza urbana
Intelligenza artificiale e riconoscimento targhe
Ma le novità non finiscono qui: un’azienda fiorentina ha messo a punto un nuovo dispositivo, intelligente anch’esso, nemmeno a dirlo, che hanno chiamato Safe Drive, il quale, tramite sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale, non solo analizza in tempo reale la velocità dei veicoli, ma anche eventuali comportamenti pericolosi dei conducenti all’interno dell’abitacolo, come l’uso del cellulare durante la guida o il mancato allaccio della cintura di sicurezza. In pochi secondi, il dispositivo fotografa la targa con una nitidezza impeccabile e, grazie a un software dedicato: l’OCR, riconoscimento ottico dei caratteri, trasforma la violazione in una sanzione, pronta per essere notificata, grazie ai dati raccolti gestiti e controllati da una control-room.
Grazie a telecamere ad alta risoluzione e Led a infrarossi, SafeDrive è in grado di operare in qualsiasi condizione di luce e meteo ed è facile da installare su portali, ponti o semplici pali stradali, adattandosi con facilità a diversi contesti delle strade urbane.
Questi nuovi sistemi rappresentano un grande passo avanti rispetto agli strumenti di controllo tradizionali, combinando funzionalità multiple, per un monitoraggio più efficace sia in ambito autostradale che urbano.
Multe hi-tech e privacy: cosa dice la legge
I dati personali nel mirino: il ruolo del GDPR
Come si concilia l’urgenza di “beccare” con le mani nel sacco i trasgressori con l’esigenza di tutelare l’immagine degli immortalati?
Il dispositivo applica un offuscamento parziale ai volti degli occupanti dei veicoli, in modo che solo le forze dell’ordine possano accedere alle immagini complete, in caso di contestazione.
Infatti, è ormai metodo consolidato quello di contestare la propria identità in caso di multa.
SafeDrive funziona al meglio su corsie singole, con veicoli che non superano i 70 km/h, e costa circa 20 mila euro, meno di un autovelox tradizionale. Un investimento accessibile quindi per le amministrazioni comunali e facilmente recuperabile attraverso i proventi delle multe. Insomma, il connubio perfetto per immaginarlo presto spopolare nelle nostre città.
Quindi se non fosse sufficiente la necessaria prudenza dei comportamenti degli automobilisti per tutelare la propria pelle, questi dispositivi, che promettono sanzioni non discutibili, d’ora in poi potrebbero funzionare come ottimi deterrenti per la guida spericolata.
Nel frattempo, per garantire che i nuovi dispositivi (Navigard, SafeDrive) non diventino semplicemente strumenti di “multe selvagge”, ma siano usati con trasparenza e direttive certe, dall’estate scorsa sono entrate in vigore alcune regole come queste:
gli autovelox devono essere segnalati con cartelli visibili a una distanza minima determinata (dipende dal tipo di strada).
I dispositivi di rilevamento non possono essere installati su strade con limiti troppo bassi: per esempio, se il limite è sotto i 50 km/h o sotto un certo scostamento dal limite ordinario, non è consentito.
È previsto poi un censimento nazionale degli autovelox: entro il 30 novembre 2025 gli enti avevano l’obbligo di comunicare le postazioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I dispositivi non censiti dovranno essere disattivati. Le multe emesse da apparecchi non censiti possono essere considerate nulle.
Tra sicurezza e controllo: vantaggi e criticità dei nuovi sistemi stradali
Come verificare il rispetto di requisiti tecnici e procedurali?
Sarà importante quindi che i nuovi dispositivi rispondano a determinati requisiti: devono essere omologati, tarati e certificati. Se questi nuovi sistemi non rispetteranno questi requisiti tecnici e procedurali, le multe potranno essere impugnate. Dovranno anche rispettare i requisiti di segnaletica e, come si è detto, la privacy dei cittadini oscurando le immagini, infine le contestazioni, che ci saranno sicuramente come prevedibile dall’incremento inevitabile delle multe rispetto ad ora, potrebbero essere più articolate: verifiche sui dati grezzi, richieste di accesso ai log, questioni tecniche sul funzionamento dell’IA. Le autorità (Polizia Stradale, enti gestori) dovranno essere pronte a fornire trasparenza.
Occorre vigilare sul fatto che i sistemi effettivamente installati rispettino le promesse e gli standard tecnici, come dire che dalla teoria alla pratica poi c’è spesso una forbice di difformità…non ci resta che attendere e nel dubbio rispettare il codice della strada!
Nelide Quarato