Dopo il successo de Il giorno dell’ape, vincitore del Premio Strega Europeo nel 2025, Stile Libero riporta in libreria uno dei libri più amati di Paul Murray: Skippy muore.
Quando, un venerdì di novembre, Skippy si accascia sul pavimento durante una gara a chi mangia più ciambelle, nessuno ci fa caso. Non ci fanno caso i compagni del Seabrook College che bullizzano Skippy da tempo. E non ci fa caso Ruprecht, suo compagno di stanza, genio della scuola eternamente sovrappeso e negato per qualunque cosa che non abbia a che fare con la matematica. Eppure, il mistero della morte di Skippy e delle settimane che l’hanno preceduta finirà per scombinare l’esistenza dei ragazzi e dell’intera comunità della scuola. Dal preside, soprannominato l’«Automa», ai genitori e ai professori, evidentemente troppo distratti da tresche e disillusioni personali per accorgersi che qualcosa, nella vita di Skippy, proprio non quadrava.
È la storia di un’adolescenza vissuta come un’epopea vertiginosa e malinconica, restituita con ironia e amarezza, come spiega lo stesso autore nelle pagine de La Lettura: «Il romanzo è nato come un racconto e presto mi sono reso conto che scrivere di questi ragazzi era un piacere enorme. Le loro interazioni erano piene di umorismo. Se scrivo qualcosa che è solo divertente non provo soddisfazione, è come se provassi a intrattenere il lettore senza catturarlo. Allo stesso modo, se scrivo solo cose cupe, solenni o serie, mi sembra che manchi una dimensione. I due poli si arricchiscono a vicenda. Quando scrivo qualcosa di divertente, sento che sto creando spazio per esplorare il lato oscuro e riesco a farlo risuonare meglio».
Skippy muore è apprezzatissimo all’estero – «esilarante» per David Nicholls, «un trionfo» per il Sunday Times, «un romanzo a cui non manca nulla» per il New York Times – e anche in Italia Skippy muore sta ricevendo un’accoglienza molto calorosa:
«Che cosa c’è di più estremo dei sentimenti che abbiamo provato durante l’adolescenza, quando eravamo abbastanza grandi da riuscire a farci un’idea di come funziona il mondo, ma ancora abbastanza piccoli perché i nostri giudizi nei confronti degli adulti non venissero appannati dalla pietà, la compassione o la semplice consapevolezza che un giorno anche noi saremmo diventati così? Skippy muore di Paul Murray racconta tutto questo».
Enrico Rotelli, La Lettura – Corriere della Sera
«In Skippy muore sfilano ragazzi malati di adolescenza, ingorgati nell’adolescenza, “nell'afrore dell’adolescenza, refrattario a deodoranti”, imprigionati dalle loro ossessioni giganti di piccolo cabotaggio… Gli adulti e i preti non fanno una bella figura. Il nuovo preside ad interim, l’Automa, agli occhi dei ragazzi è fasullo, posticcio, specie quando spara ordini ridicoli e militareschi. Murray è bravissimo nel raccontare questa marea umana persa nella sua immaturità».
Leonardo G. Luccone, Robinson – la Repubblica
«Murray con una splendida allure anglosassone riesce a ricostruire le sofferenze e i vizi di un’intera comunità attraverso una comicità che unisce riso e tragedia, in un suggestivo miscuglio di atmosfere che ricorda le violenze adolescenziali di Ragazze cattive di Joyce Carol Oates o Dio di illusioni di Donna Tartt e gli enigmatici docenti di Gli anni fulgenti di Miss Brodie di Muriel Spark o Rumore bianco di Don DeLillo».
Matteo Moca, «Il Foglio»
«Come ne Il giorno dell'ape, Murray racconta l’impossibilità di sottrarsi alle crepe del passato: gli adulti restano figure opache o fallite, mentre i ragazzi crescono in famiglie fragili, segnate da conflitti e assenze. Le scene comiche non stemperano la tensione, ma la rendono più acuta... Un romanzo che tiene insieme formazione, satira sociale e racconto corale, concentrato sull'adolescenza e sull'Irlanda, sulla difficoltà di crescere in un mondo che pretende normalità mentre crolla».
Carlotta Vissani, il Fatto Quotidiano
«Murray è straordinario in quasi tutto. È brillante soprattutto nel descrivere la combinazione di credulità e cinismo che definisce l’essere quattordicenni».
Internazionale, Patrick Ness – da The Guardian
«Paul Murray, Premio Strega Europeo 2025 con II giorno dell'ape, ha scritto questo romanzo che ci fa ridere e piangere, mentre vi ritroviamo pezzi deila nostra adolescenza, nel 2010».
Donna Moderna
«ironico e irresistibile… Murray costruisce un’opera a più voci che, come nella “teoria delle stringhe” citata da uno dei protagonisti del libro, aprono e chiudono tanti scenari paralleli, perfettamente incastonati».
Elle