Introduzione
Giovedì 29 gennaio 2026 è stato presentato a Roma “Made in Italy 2030”, il Libro Bianco per una nuova strategia industriale, elaborato dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il documento è il risultato di una consultazione pubblica avviata a partire dal Libro Verde sulle politiche industriali del Paese, che ha coinvolto una pluralità di soggetti e tutti i principali settori produttivi. Intende definire la nuova strategia industriale nazionale in un contesto internazionale segnato da transizioni economiche, tecnologiche e geopolitiche.
L’evento, presieduto dal presidente del CNEL Renato Brunetta e dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha visto gli interventi del responsabile del centro studi e Analisi del Dipartimento politiche per le imprese del Mimit, Paolo Quercia, del segretario generale di Telespazio e consigliere di amministrazione ENI e SACE, Cristina Sgubin, e del consigliere CNEL, Paolo Pirani, che ne hanno illustrato e ripercorso i contenuti.
I contenuti del documento
Si analizzano i punti di forza del sistema produttivo italiano: manifattura, Made in Italy d’eccellenza e ad alta specializzazione, “multinazionali tascabili”, beni strumentali ed economia circolare e le eccellenze del modello industriale nazionale sintetizzate nelle cosiddette "5 A": agroalimentare, abbigliamento, arredo, automazione e automotive.
Ma accanto a ciò le principali criticità strutturali del sistema produttivo, dagli investimenti in ricerca e sviluppo alla dimensione media e alla frammentazione delle imprese, passando per i costi energetici e delle materie prime, il capitale umano e finanziario e gli oneri burocratici.
Il cosiddetto “nanismo” industriale viene individuato come uno dei principali fattori di freno della capacità competitiva nel medio periodo, nonostante la tenuta occupazionale degli ultimi anni.
Sono approfondite inoltre le opportunità legate a settori emergenti come l'economia della salute, l'economia dello spazio e della difesa, l'economia blu e della cantieristica, il turismo e il tempo libero, le industrie culturali e creative.
La road map entro il 2030
Il rapporto traccia una roadmap strategica degli obiettivi da raggiungere entro il 2030 per rafforzare la competitività nazionale e sostenere la crescita industriale in uno contesto di crescente frammentazione geoeconomica in cui è necessario integrare sicurezza economica e politica industriale. Il documento prende le distanze dalla tradizionale logica degli incentivi orizzontali e propone un modello di intervento centrato sulle filiere, pensato per individuare e superare i colli di bottiglia strutturali, ridurre le dipendenze strategiche e orientare le risorse verso priorità industriali chiaramente definite.
Si tratta di una strategia che si inserisce in un quadro internazionale in cui molti Paesi stanno rivedendo le proprie politiche industriali dopo decenni di deregolazione, rivendicando un ruolo più attivo dello Stato.
Per approfondire
Made in Italy 2030. Per una nuova strategia industriale (pdf)
Ultimo aggiornamento: 30-01-2026, 11:43