Nel corso della trasmissione Indipendentemente su Rai Radio Uno, condotta da Emanuela Ronzitti, Luciano Squillaci, Presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, è intervenuto sul legame tra fenomeno dei maranza, uso di sostanze stupefacenti e devianza minorile.
Attualmente, nelle comunità terapeutiche italiane sono accolti minori che hanno avuto a che fare con la droga, molti dei quali provenienti da contesti di marginalità sociale, migrazione o appartenenza a gang. Numeri che rappresentano solo una parte del fenomeno: il Servizio Sanitario Nazionale ha in carico circa 3.000 minori, mentre le stime parlano di una platea molto più ampia di giovani che dichiarano di aver fatto uso di sostanze.
Nel suo intervento, Squillaci ha chiarito un passaggio centrale: la droga non è la causa del fenomeno, ma il suo effetto e spesso uno strumento. Effetto di esclusione e fragilità identitaria, strumento per delinquere o per generare reddito attraverso lo spaccio. Le gang diventano così una risposta distorta al bisogno di appartenenza, protezione e riconoscimento.
Le comunità terapeutiche contribuiscono al recupero della devianza minorile soprattutto attraverso un lavoro di prossimità. Come spiegato da Squillaci, questi ragazzi difficilmente raggiungono i servizi per vie ufficiali: è necessario intercettarli nei luoghi che frequentano, costruendo relazioni di fiducia e mostrando l’esistenza di reti alternative di protezione, fondate su percorsi educativi, sociali e terapeutici capaci di valorizzarne talenti e bisogni.
Alla puntata sono intervenuti anche Afed, giovane con un passato segnato da droga e marginalità, Domenica Belrosso, dirigente del Ministero della Giustizia, e Antonio Pignataro, Questore, offrendo un confronto tra esperienze dirette, istituzioni e forze dell’ordine.
Clicca qui per ascoltare la trasmissione: https://www.raiplaysound.it/audio/2026/02/Indipendente—mente-del-02022026-73c15ede-05d5-44cf-a6ec-982eeb01e6ec.html
di Redazione