La comunicazione per le attività outdoor si è evoluta rapidamente negli ultimi anni e si è integrata sempre più con canali digitali e social. Uno dei motivi è che le esperienze in natura sono passate da hobby di nicchia a vero e proprio trend, assumendo un ruolo centrale nella pianificazione di tempo libero e viaggi. Tra la ricerca di avventura, il bisogno di rigenerazione e la riscoperta del territorio, rappresentano oggi una scelta culturale trasversale che coinvolge viaggiatori di ogni età e profilo. Chi progetta i messaggi in questo settore non dovrebbe limitarsi a promuovere luoghi o sentieri. L’obiettivo è facilitare connessioni autentiche, costruire fiducia e generare valore in ogni fase del viaggio, dall’ispirazione alla condivisione post-esperienza. Come vedremo, ogni messaggio strategicamente concepito può diventare anche un gesto concreto di cura verso le persone e i luoghi che attraversano.

Attività outdoor: mercato e target tra aspirazioni e realtà 

Prima di affrontare le buone pratiche della comunicazione per le attività outdoor, analizziamo il mercato e i principali target. Questo settore comprende le discipline sportive, ricreative o educative praticate all’aria aperta e a contatto diretto con la natura. Si spazia dall’avventura leggera a quella più impegnativa: trekking, arrampicata, ciclismo, sport acquatici, sport estremi, escursioni e via dicendo. Dopo la pandemia, la richiesta di esperienze all’aria aperta è cresciuta senza arrestarsi. Come sottolineato dal portale di statistiche Gand View Horizon nel report “Europe Adventure Tourism Market Size & Outlook, 2025-2030” a livello europeo si stima un tasso di espansione annuo composto (CAGR) del +15,9% entro il 2030. Il Regno Unito si conferma il mercato più maturo, con circa il 40% dei turisti che scelgono vacanze attive. Seguono la Germania, che rappresenta il 12% del mercato europeo, la Francia e l’Italia, che mostra una marcata predilezione per il turismo di prossimità e culturale.

Il viaggiatore outdoor 

A trainare la domanda nel turismo outdoor sono soprattutto i viaggiatori tra i 30 e i 40 anni con un buon livello di istruzione, elevata propensione alla spesa e una forte sensibilità verso i temi ambientali e culturali. In linea di massima è possibile distinguere quattro macro-categorie di target che guidano la definizione delle strategie di comunicazione per le attività outdoor. 

  • Beginner: chi si dedica ad attività semplici come trekking leggero, cicloturismo, birdwatching, pesca ricreativa etc. Spesso scelgono esperienze legate al benessere, al contatto con la natura e alla scoperta culturale del territorio.
  • Appassionati: chi sceglie attività che richiedono preparazione fisica o tecnica. Alcuni esempi: arrampicata, canyoning, alpinismo o sci fuori pista. 
  • Sportivi estremi: chi pratica esperienze ad alto rischio come il rafting su rapide o l’alpinismo tecnico. Hanno una forte propensione alla sfida e al superamento dei propri limiti.
  • Viaggiatori consapevoli: amanti di viaggi con finalità educative, scientifiche o solidali come i progetti di conservazione e volontariato ambientale.

Outdoor aspirazionale e outdoor praticato

Nella comunicazione per le attività outdoor è possibile distinguere tra due livelli di esperienza. Quello aspirazionale legato all’immaginario e quello effettivamente praticato.

L’outdoor aspirazionale si costruisce grazie a immagini spettacolari e narrazioni evocative che mostrano luoghi remoti e imprese straordinarie. Contenuti di questo tipo sono frequenti su Instagram e TikTok e accrescono il desiderio di vivere avventure appassionanti. In molti casi, però, mostrano scenari lontani dalle possibilità reali dell’utente medio. L’outdoor praticato, invece, è quello che le persone svolgono davvero. Ha vincoli di tempo, allenamento, budget e logistica ed è quindi più autentico. I messaggi a esso connessi sono chiari e funzionali, come mappe, indicazioni tecniche, consigli sulla sicurezza e aggiornamenti meteo.

La differenza tra ciò che gli utenti immaginano e ciò che possono realmente vivere può generare delusione. Per questo, una comunicazione efficace alterna contenuti aspirazionali a informazioni pratiche. I messaggi evocativi stimolano il desiderio nei primi touch point (top of the funnel), mentre quelli concreti guidano le decisioni di acquisto e facilitano l’esperienza sul campo. Il vero valore sta nel mostrare l’outdoor come un’esperienza reale e raggiungibile, senza rinunciare alla sua forza evocativa

Territorio, sostenibilità e collaborazioni con gli enti 

I progetti di comunicazione per le attività outdoor più efficaci sono quelli che trasmettono le specificità del luogo. Ogni proposta può essere parte di un racconto più ampio, ad esempio:

  • una struttura ricettiva non è solo un luogo dove dormire, ma un punto di partenza per esplorare borghi e tradizioni locali;
  • un sentiero può trasformarsi in un itinerario narrativo che collega paesaggi, panorami e storie del territorio;
  • un’esperienza outdoor può offrire l’opportunità di immergersi nella cultura locale, degustare prodotti tipici o incontrare artigiani.

Questi elementi diventano contenuti concreti da condividere in modo autentico e coinvolgente.

Dal turismo sostenibile al turismo rigenerativo 

Nella comunicazione per le attività outdoor, la sostenibilità deve emergere in modo concreto e percepibile. È importante mostrare come ogni fase dell’esperienza rispetti il territorio e le comunità locali, dall’uso di materiali a basso impatto alla mobilità dolce, dalla gestione responsabile dei rifiuti alla sensibilizzazione dei visitatori. Raccontare queste scelte attraverso post, video, foto o storie permette di costruire fiducia, rafforzare l’immagine del brand e motivare il pubblico a vivere esperienze consapevoli

Una delle sfide di chi oggi si occupa di comunicazione per le attività outdoor è trasmettere il valore di un approccio rigenerativo, che punta a dar vita a un beneficio misurabile sul territorio. Raccontare di escursioni plastic-free, giornate di raccolta rifiuti in spiaggia o collaborazioni con ONG ambientali per il recupero di aree degradate permette di concretizzare l’impatto di queste iniziative e promuovere un turismo outdoor più consapevole. 

Nei progetti di comunicazione per le attività outdoor, tutto ciò può essere incluso con trasparenza senza scadere nel greenwashing. Per rendere visibile l’impegno reale, è possibile – ad esempio – condividere video che documentano la manutenzione dei sentieri insieme ai volontari, reportage fotografici su progetti di riforestazione o testimonianze dirette di chi partecipa a queste iniziative. Anche il lavoro corale di enti pubblici, associazioni e comunità locali può essere esplicitato nei messaggi destinati agli utenti. Il territorio diventa così non solo risorsa da valorizzare ma attore protagonista di un processo di sviluppo fondato sulla partecipazione.

Influencer, creator e promozione delle attività outdoor

Gli appassionati di sport all’aria aperta rispondono meglio a contenuti concreti e consigli pratici, piuttosto che a messaggi pubblicitari generici o immagini patinate. Cercano autenticità, consigli e racconti di chi conosce davvero il territorio. Ecco perché il coinvolgimento di influencer e creator può essere utile nella comunicazione per le attività outdoor. Più che puntare su profili noti, è preferibile instaurare collaborazioni con figure che possiedano una reale competenza, una community fidelizzata e una voce coerente con i valori dell’outdoor.

I micro e nano influencer rappresentano una risorsa preziosa per raggiungere nicchie come escursionisti, runner, camminatori esperti o semplici appassionati. Il loro racconto si fonda sull’esperienza personale e permette di costruire un dialogo diretto e continuo. Tra gli esempi italiani è possibile citare, tra gli altri, 2f.hiking, Fringeintravel o Strikeadventure. Alcuni di loro organizzano e promuovono direttamente esperienze, percorsi, workshop o piccoli eventi e coinvolgono le community in modo attivo. In molti casi, propongono itinerari personalizzati o progettano pacchetti in collaborazione con guide, strutture, brand e operatori locali. Si spazia dalla promozione di destinazioni meno conosciute alla valorizzazione di prodotti tecnici, dalla produzione di contenuti editoriali alla formazione di community locali. A condizione, però, che il rapporto sia costruito nel rispetto del tono, dei valori e dello stile comunicativo del creator: è questa coerenza a garantire l’efficacia del messaggio. 

Metriche che contano oltre i like

Nel valutare il reale impatto di una collaborazione con influencer e creator, è essenziale andare oltre le vanity metrics come follower, like o visualizzazioni. Alcuni parametri da prendere in considerazione nella comunicazione per le attività outdoor sono:

  • il numero di salvataggi o aggiunte ai preferiti, utile per misurare l’intenzione reale di fruizione;
  • il tempo medio di visualizzazione di video, che evidenzia il grado di coinvolgimento informativo;
  • il tasso di completamento delle tracce condivise sulle piattaforme come Komoot, Wikiloc o Strava, che indica quanti utenti hanno iniziato e terminato un itinerario;
  • i click su link di prenotazione, acquisto o download di mappe, guide, tracce GPX.

Queste metriche permettono di comprendere cosa davvero stimola l’utente, quali contenuti trasformano l’interesse in esperienza e quali creator attivano una community realmente partecipe. 

L’interesse del pubblico per le attività in natura può nascere sui social e attraverso i profili dei creator; e può consolidarsi attraverso canali di comunicazione diretta. Tra questi, WhatsApp e Telegram si impongono come strumenti ideali per costruire dialoghi reali, personalizzati e continuativi.

Grazie alla loro diffusione e alla semplicità d’uso, le app di messaggistica permettono di gestire micro-nicchie verticali in modo capillare. Gruppi tematici su escursionismo, bikepacking, viaggi in solitaria o in famiglia diventano spazi dinamici in cui condividere contenuti utili, promuovere attività, rispondere a dubbi, raccogliere feedback. Sempre più influencer e creator dell’outdoor usano questi strumenti per promuovere le proprie esperienze e per collaborare con enti locali e tour operator.

Vantaggi delle app di messaggistica

Nell’ambito della comunicazione per le attività outdoor, questi strumenti si rivelano utili a diversi obiettivi.

  • Assistenza in tempo reale, aggiornamenti pratici e stimoli alla partecipazione;
  • distribuzione di contenuti informativi come mappe, guide, checklist o itinerari consigliati;
  • promozione di pacchetti stagionali, offerte last-minute e attività speciali;
  • gestione delle fasi operative del customer journey come prenotazioni, reminder, aggiornamenti sul meteo o la logistica;
  • fidelizzazione e rafforzamento della community anche attraverso la raccolta di recensioni, contenuti generati dagli utenti e suggerimenti post-viaggio.

La forza di WhatsApp e Telegram in questi progetti sta nella loro capacità di combinare automazione e prossimità. Integrati con CRM e chatbot, consentono di gestire volumi elevati di richieste mantenendo una relazione tempestiva e percepita come umana. In particolare, i gruppTelegram stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella gestione delle relazioni con community verticali nel turismo outdoor. Pur non sostituendo un CRM strutturato, permettono di svolgere alcune funzioni chiave del customer relationship management: dialogo diretto, fidelizzazione, segmentazione informale e raccolta di feedback in tempo reale. Questi segnali qualitativi aiutano a valutare rapidamente l’efficacia delle azioni di comunicazione e a ottimizzarle.

Piattaforme per l’outdoor

Altro componente fondamentale delle attività outdoor e della loro comunicazione è rappresentato dalle piattaforme specializzate. Si tratta di ambienti digitali costruiti per accompagnare il viaggiatore nella pianificazione, nella fruizione e nella condivisione delle esperienze.

Strumenti come Komoot, Outdooractive e Wikiloc consentono di scoprire percorsi, pianificare itinerari, scaricare mappe offline e leggere recensioni della community. Sono utilizzati tanto dai principianti quanto dagli esperti e danno visibilità alle destinazioni. Altre piattaforme come Strava e Relive sono invece focalizzate sulla condivisione delle performance, sulla dimensione sportiva e sul racconto visuale del percorso. Includere queste app nella propria strategia di comunicazione per le attività outdoor permette di essere presenti nel momento in cui si costruisce l’interazione.

Esistono poi spazi pensati per favorire l’incontro tra persone e la costruzione di esperienze in gruppo come BlaWalk, ComeHome  o WildSteps. Queste app possono rivelarsi utili per creare eventi, team building e momenti di socialità in natura. Vi sono poi specifici strumenti legati alla prenotazione e al marketplace, come Musement o Viator. Questi aggregano offerte locali e permettono una gestione semplice e immediata delle attività, anche per le realtà minori. Presidiare queste piattaforme può dare la possibilità di entrare in relazione con una community già attiva.

Comunicare l’esperienza outdoor

Un progetto di comunicazione per le attività outdoor efficace tiene insieme funzioni diverse: relazione, informazione e costruzione dell’immaginario. Le dinamiche relazionali possono essere attivate lavorando su ecosistemi già esistenti (come le community presidiate da influencer e creator) oppure attraverso strumenti di messaggistica e piattaforme proprietarie, che favoriscono continuità e dialogo. In parallelo, canali più consolidati possono rispondere a bisogni informativi specifici o veicolare la dimensione emotiva dell’esperienza, contribuendo a costruire senso e contesto. Questi approcci non sono alternativi. Possono essere combinati o utilizzati in modo selettivo in base agli obiettivi, ai target e alla fase del percorso decisionale.

 Il blog rimane un punto di riferimento fondamentale soprattutto se pensato in ottica SEO. Articoli tematici su itinerari, consigli tecnici, racconti di viaggio o approfondimenti legati alla stagionalità possono intercettare ricerche specifiche e offrire valore in fase decisionale. Se contengono materiali scaricabili come mappe GPX, guide digitali o checklist pre-partenza possono diventare strumenti di supporto reale. Il principio è semplice: tutto ciò che si può salvare o consultare offline aumenta l’utilità percepita e incentiva l’ingaggio.

Anche l’e-mail marketing può ricoprire un ruolo di rilievo soprattutto nel mantenere viva la relazione con i target più maturi. Newsletter periodiche con proposte stagionali, nuove esperienze, consigli tecnici o aggiornamenti dal territorio aiutano a dare continuità tra un viaggio e il successivo, mantenendo alta l’attenzione anche nei periodi in cui non si viaggia.

I contenuti generati dagli utenti (UGC) come testimonianze, recensioni, foto e storie rappresentano una risorsa preziosa. Dare spazio alle voci di chi partecipa rafforza la reputazione, crea senso di appartenenza e favorisce la diffusione del passaparola. Ogni esperienza all’aria aperta ha un potenziale narrativo unico. Che si tratti di una ciaspolata, di un cammino nei borghi o di un’escursione in vetta, il racconto può trasmettere emozione e significato. 

Negli ultimi anni, la crescita dei contenuti legati all’outdoor sui social media ha determinato un aumento della domanda di esperienze all’aria aperta. Questo ha generato una forte esposizione anche di luoghi che, fino a poco tempo fa, erano considerati di nicchia. Se da un lato questa visibilità può portare benefici alle economie locali, dall’altro solleva interrogativi importanti. L’improvviso afflusso di visitatori in aree non attrezzate a gestire grandi numeri può generare impatti negativi legati al sovraffollamento, al degrado ambientale, al consumo del suolo e alla perdita di autenticità. È il caso di alcune valli alpine, spiagge isolate o percorsi storici che, nel giro di pochi mesi, sono diventati popolari sui feed con conseguenze ecologiche difficili da gestire.

Parallelamente, si fa largo una nuova visione dell’esperienza in natura riassunta nel paradigma del “Vitamin T”: tempo, tranquillità e trasformazione. Sempre più persone si avvicinano all’outdoor per concedersi una pausa dallo stress quotidiano, ritrovare un equilibrio, rallentare. Per le realtà che devono sviluppare progetti di comunicazione per le attività outdoor, questo cambio di prospettiva può rappresentare un’opportunità. Messaggi incentrati sul benessere, il rallentamento e l’ascolto possono rendere l’offerta più rilevante per un pubblico in evoluzione. Le esperienze che mettono al centro la rigenerazione personale sono in crescita. 

L’outdoor, in questo senso, si svincola dall’idea di “sport per pochi” e diventa uno spazio accessibile e trasformativo per molti. Chi si occupa di comunicazione in questo settore ha oggi la possibilità di guidare questo cambiamento offrendo risposte concrete a bisogni profondi di disconnessione e rigenerazione.

Comunicare l’esperienza in natura: dalla narrazione all’azione

Come abbiamo visto, ideare progetti di comunicazione per le attività outdoor non significa solo rendere visibili i luoghi e le esperienze. Significa scegliere consapevolmente che tipo di relazione far emergere tra il territorio e chi lo attraversa. In quest’ottica, integrare piattaforme digitali, canali diretti e narrazioni autentiche e sostenibili non è solo una scelta di metodo. Può essere anche un modo per incoraggiare e praticare un turismo più accessibile, condiviso e sostenibile. Orientando ed emozionando, come ogni buon percorso sa