Mario Corticelli
Due testi
(tigre)
dato che, com’è palese, la tigre – il corpo della tigre nella consona & caratteristica forma a tigre – cioè di tigre – è un cilindro formato da biscotti – cfr. dal vero – alternativamente neri e gialli, ecco la tigre non mangia biscotti – verifica, compara. infatti la tigre si nutre di carne e non di biscotti (vero). infatti la tigre si nutre di carne umana (vero), dato che l’uomo ha inventato il biscotto (uno). dato che, diversamente avviene per il cane (dato). è vero. esso non ha inventato il biscotto (cane) nè è il suo migliore amico, cioè cotto due volte. o biscotto, o biscotto, dato che la tigre. quando la tigre si scompone – osserva, verifica, distingui –, biscotti rotolano a destra e manca (è un dato) (tigre). che viceversa ama i biscotti (il cane). dati (si scompone): di un cane non puoi dire: è una tigre. dati (altri, tigre): di una tigre non puoi dire: è fatta di biscotti. dati (altri, e): quante tigri si scompongono in giardino! esso è diffuso di biscotti (uno?). altri dati (giardino, bis): di un giardino puoi forse affermare (no!): il bosco è più avanti? manca un corpo a quella doppia testa, o un’altra testa a quel doppio corpo (tigre, cane, uomo, tre). ne viene (uomo): biscotti, bisonti, dati (biscotti, bis, infatti). osserviamo spesso con appetito i bisonti cioè i biscotti. essi son fatti di budino. mica le tigri – osserva, verifica, riponi.
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c’è un numero di animali selvatici di oggetti selvatici es. una pietra nel muro a forma di oggetto cioè comune pardon a forma di animale pardon a forma di quale cioè non so. però selvatico. è così che poi fuggono posati sopra i mobili cioè il comò. poi appare ai margini del tuo giardino non distante dal getto del tuo annaffiare. sembrano tre civette. che cosa sono? chi? uno? identìficati si ingiunge. ma tale processo richiede rinuncia e dolore quand’ecco che l’unica rinuncia a cui ci si accosta contenti è la rinuncia al dolore quand’ecco che l’unico dolore a cui ci si accosta volenti è la rinuncia al dolore parimenti. e in questo ecco vi è identità cioè identifica o qualcosa di simile se proprio non uguale (cioè identico, stesso, combacia). in realtà non bisogna temere l’indistiguibile e nemmeno l’indistinto signore che poi esso diverrà col crescendo. si tratta spesso di pitture effimere che la pioggia lava via. la pioggia è un processo che è privo di rinuncia e dolore tuttavia vi è spesso malinconia che accompagna la pioggia e pitture che dilavano via. esse imbibita la terra tingeranno le foglie gli steli i fiori le piante cioè il prato cioè il giardino. l’indistinto signore ora lavato cioè sottratto all’effimero tinto non potrà più confondersi al giardino in quanto cacciato in una sorta di esilio in più specifiche e appropriate cioè consone indistinzioni cioè adulti. è ora il giardino cioè i fiori a essere cacciato nell’effimero tinto cioè invece ora teme la pioggia. essi stanno liberamente là fuori.