Videosorveglianza domestica, Indagine Udicon-Piepoli: 7 italiani su 10 temono intrusioni e accessi alle telecamere in casa - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

Compatibilité
Sauvegarder(0)
partager

Roma, 03/02/2026 – Le telecamere entrano nelle case degli italiani e diventano una presenza quotidiana. Ma insieme alla promessa di sicurezza cresce anche l’allarme privacy. Secondo la nuova indagine sulla videosorveglianza domestica realizzata da Udicon con l’Istituto Piepoli, la metà degli italiani dichiara di avere in casa almeno un sistema di videosorveglianza o una telecamera smart. Il dato più rilevante, però, è un altro: tra chi possiede questi dispositivi, il 71% è preoccupato che qualcuno possa accedere alle immagini senza autorizzazione.

Per molti cittadini la telecamera è sinonimo di protezione: il 72% ritiene che aumenti la sicurezza personale o familiare. Ma la stessa tecnologia che promette di difendere la casa rischia di trasformarsi in una nuova porta d’ingresso digitale, se non utilizzata con le dovute accortezze. Una parte degli utenti sa dove vengono salvate le immagini, ma resta un livello di incertezza preoccupante. E quando si parla di server fuori dall’Unione Europea, l’incertezza cresce: l’83% non sa se le immagini vengano conservate fuori UE.

Un punto critico resta sugli aggiornamenti. Solo il 39% controlla regolarmente se il dispositivo riceve update di sicurezza, mentre il 21% non li verifica o non sapeva fosse necessario. Non si tratta solo di tecnologia: c’è un impatto diretto sulla quotidianità. Infatti il 27% ammette di essersi comportato in modo diverso in casa sapendo che la telecamera era accesa.

“Serve sicuramente un intervento immediato su trasparenza, sicurezza e diritti, rafforzando le tutele per evitare abusi, violazioni e utilizzi impropri di dati”, dichiara Martina Donini, Presidente Nazionale di Udicon. “Le telecamere domestiche sono ormai parte della vita quotidiana di milioni di cittadini. Ma la sicurezza non può diventare una scorciatoia che mette a rischio la privacy delle famiglie. I dati mostrano preoccupazioni concrete, incertezze diffuse e un bisogno evidente di regole più chiare e controlli più efficaci”, continua Donini.

“La cosa importante è non sottovalutare il tema: la sicurezza domestica deve essere anche sicurezza digitale. È necessario promuovere strumenti realmente affidabili e garantire che ogni scelta tecnologica avvenga nel rispetto dei diritti fondamentali di chi li utilizza”, conclude.

Foto: IA

Coordonnées
Udicon Beta