In molte comunità il cambiamento non arriva attraverso grandi annunci, ma attraverso un lavoro silenzioso e continuo di ascolto, connessione e costruzione di fiducia.
È proprio da questa consapevolezza che nasce il percorso dedicato ai Mediatori di rete e di comunità, una figura professionale sempre più centrale per il presente e il futuro del welfare territoriale, capace di mettere in relazione persone, enti, istituzioni e risorse locali per rispondere in modo concreto ai bisogni delle comunità.
Da settembre 2025 questo cammino formativo è attivo sul territorio del Tigullio e di Genova, grazie al lavoro dell’ATS Villaggio del Ragazzo (capofila) e Isforcoop ETS, con il finanziamento di Regione Liguria nell’ambito del PR FSE+ 2021–2027. Un percorso di 500 ore, tra aula, laboratori e 250 ore di tirocinio, che prepara professionisti in grado di operare tra sociale, educazione, inclusione e sviluppo locale.
Chi è il Mediatore di rete e di comunità
Il Mediatore di rete e di comunità è una figura capace di operare dentro e fuori le comunità, muovendosi tra scuole, servizi sociali, associazioni, istituzioni, imprese e cittadini.
Il suo ruolo è quello di:
- attivare e coordinare reti territoriali;
- facilitare il dialogo tra soggetti portatori di linguaggi e interessi diversi;
- accompagnare giovani e adulti in percorsi di reinserimento sociale e lavorativo;
- sostenere la costruzione di progetti partecipativi e di welfare generativo;
- trasformare le relazioni in opportunità concrete di inclusione e autonomia.
Una parola chiave sintetizza bene questa funzione: active community care, la cura attiva della comunità.
Perché questa figura è oggi strategica per i territori
Le comunità contemporanee sono attraversate da fragilità complesse: isolamento sociale, povertà educativa, difficoltà di reinserimento, frammentazione dei servizi, mancanza di coordinamento tra attori locali.
In questo contesto, il Mediatore non si limita ad affiancare le persone, ma attiva la comunità attorno alle persone. Lavora sulla rete formale e informale, favorisce la collaborazione strutturata tra enti pubblici, terzo settore e cittadini attivi, contribuisce alla costruzione di un welfare che nasce dal basso.
È una figura che costruisce ponti tra comunità “chiuse” (come istituti penitenziari o comunità socioeducative) e comunità “aperte”, accompagnando percorsi di vita, autonomia e partecipazione.
Il contributo di NeXt Nuova Economia per Tutti
All’interno di questo percorso, NeXt Nuova Economia per Tutti porta la propria esperienza nell’innovazione sociale, nell’economia civile e nei processi partecipativi.
Il contributo di NeXt Economia si concentra in particolare su:
- lettura dei bisogni territoriali e analisi delle reti locali;
- metodologie di partecipazione attiva;
- progettazione condivisa e sviluppo di comunità;
- rafforzamento delle competenze per generare valore sociale e impatto duraturo;
- visione di un welfare territoriale fondato sulle relazioni e sulla corresponsabilità.
NeXt Economia contribuisce così a rafforzare non solo le competenze dei futuri mediatori, ma anche la visione culturale che li guiderà nel lavoro quotidiano sui territori.
Un percorso che continua
Il percorso dei Mediatori di rete e di comunità non è un’esperienza isolata, ma un processo in evoluzione che continuerà nelle prossime settimane con ulteriori incontri, laboratori e momenti di confronto.
È un investimento sul capitale umano e relazionale dei territori. Un investimento su professionisti capaci di aiutare le comunità non a subire il cambiamento, ma a guidarlo.
Perché costruire futuro, per NeXt Economia, significa prima di tutto prendersi cura delle relazioni che tengono insieme le comunità.