Leader industriali, decisori politici ed esperti esaminano percorsi concreti per la decarbonizzazione industriale, la competitività e la sicurezza energetica in Europa
Roma, 5 febbraio 2026 – La Conferenza Zero Carbon Industry 2026, organizzata da eceee (European Council for an Energy Efficient Economy) in collaborazione con FIRE (Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia), in corso a Roma, ha riunito leader industriali, decisori politici, ricercatori e professionisti dell’energia per esplorare percorsi pratici verso la decarbonizzazione industriale in Europa.
Ospitata per la prima volta in Italia in un momento cruciale per il futuro industriale dell’Europa, la Conferenza si è concentrata su come ottenere profonde riduzioni delle emissioni salvaguardando al contempo la competitività industriale e migliorando la sicurezza energetica. I temi discussi includono la riduzione strutturale della domanda energetica, l’elettrificazione efficiente del calore e dei processi industriali, il recupero e l’integrazione del calore di scarto, l’uso mirato di vettori energetici a basse emissioni di carbonio e sistemi avanzati di gestione dell’energia. Il principio Energy Efficiency First è alla base di tutte le strategie di decarbonizzazione affrontate nel corso del programma.
La Conferenza è stata preceduta, il 3 febbraio, da un evento pre-conferenza dedicato ai distretti industriali e alle sinergie energetiche, con il supporto di Business Norway e di tre dei maggiori parchi industriali norvegesi (Raufoss, Herøya e Mo). L’evento è stato aperto da Sua Eccellenza Tord Tukun, Ambasciatore di Norvegia in Italia, che ha sottolineato il ruolo delle infrastrutture condivise, dell’elettrificazione e del recupero del calore nell’accelerare la decarbonizzazione industriale, riducendo al contempo i costi di sistema e i rischi di investimento.
La prima giornata ufficiale della Conferenza, tenutasi ieri 4 febbraio, si è aperta con una sessione plenaria dedicata alle principali tendenze dell’efficienza energetica industriale, alle sfide legate all’elettrificazione e al ruolo dell’efficienza come pilastro della competitività industriale. A questa è seguito il primo ciclo di sessioni parallele articolate in quattro panel tematici, durante i quali i partecipanti hanno analizzato tecnologie concrete, modelli produttivi sistemici, pratiche di gestione dell’energia e i quadri normativi e di mercato necessari a mobilitare gli investimenti.
«Sono molto felice di vedere che quest’anno Zero Carbon Industry ha riunito il 25% di partecipanti in più rispetto alle edizioni precedenti», ha dichiarato Nils Borg, Direttore Esecutivo di eceee. «E sono particolarmente soddisfatto del mix di rappresentanti del mondo della ricerca e delle imprese. Questo favorisce le discussioni produttive che costituiscono il DNA dei nostri eventi».
Il programma di Zero Carbon Industry 2026 è stato strutturato attorno a quattro panel tematici che coprono i processi e le tecnologie industriali, i sistemi di produzione sostenibili, l’efficienza energetica e la cultura aziendale, nonché i fattori politici e di mercato necessari a tradurre i percorsi di decarbonizzazione in decisioni di investimento concrete.
La Conferenza è stata progettata per stimolare il confronto tra i partecipanti e raccogliere proposte per i decisori politici e per la gestione dell’energia. Nell’ambito delle discussioni dei panel, i relatori hanno sottolineato la necessità di approcci neutrali dal punto di vista tecnologico e basati sui dati, adattati ai singoli processi industriali e ai contesti organizzativi specifici.
«La Conferenza ha offerto un’opportunità unica per raccogliere idee e proposte interessanti su come affrontare alcune delle principali sfide che le nostre aziende devono affrontare oggi: prezzi elevati e volatilità dell’energia, competitività industriale e sicurezza energetica», ha dichiarato Dario Di Santo, Direttore Generale di FIRE. «Un punto molto importante, emerso dalla presentazione dell’IEA, è la necessità di collocare l’efficienza energetica industriale al centro dell’agenda politica a livello dell’UE e degli Stati membri, sia per garantirne la competitività sia per cogliere i benefici che ciò può produrre per l’Unione Europea in termini economici, strutturali, sociali e ambientali».