Con la circolare n. 13 del 5 febbraio 2026, l’INPS chiarisce modalità e tempi per il riconoscimento del cosiddetto “trascinamento di giornate”, un beneficio previdenziale e assistenziale a tutela dei lavoratori agricoli colpiti indirettamente dagli effetti delle calamità naturali.
Il meccanismo consente di integrare le giornate di lavoro effettivamente svolte nel 2025 con un numero aggiuntivo di giornate pari a quelle lavorate nell’anno precedente, purché presso gli stessi datori di lavoro. L’obiettivo è garantire la continuità delle tutele previdenziali nei territori colpiti da eventi calamitosi o eccezionali, per i quali siano stati attivati interventi di prevenzione e compensazione dei danni.
Il beneficio non riguarda solo i lavoratori agricoli a tempo determinato, ma si estende anche ai piccoli coloni e ai compartecipanti familiari delle aziende agricole che abbiano beneficiato delle misure straordinarie previste dalla legge.
Riconoscimento del “trascinamento di giornate”
Per il riconoscimento del trascinamento di giornate ai fini dell’iscrizione negli elenchi anagrafici 2025, è necessario che il lavoratore abbia prestato almeno cinque giornate di lavoro nel corso dell’anno presso un’impresa agricola, come definita dall’articolo 2135 del codice civile. L’azienda deve inoltre aver fruito di almeno uno degli interventi previsti dalla normativa sulle calamità ed essere situata in un’area ufficialmente dichiarata calamitata.
La delimitazione delle aree colpite spetta alle Regioni, che provvedono tramite apposite delibere o decreti. Un requisito fondamentale resta la continuità del rapporto di lavoro con i medesimi datori di lavoro.
Obblighi per le aziende agricole
Le aziende interessate devono trasmettere telematicamente all’INPS la dichiarazione di calamità, utilizzando il servizio dedicato disponibile sul sito istituzionale dell’Istituto. Per i piccoli coloni e i compartecipanti familiari, invece, i concedenti sono tenuti a inviare il modulo SC95 alle Strutture territoriali competenti.
La scadenza è fissata al 24 febbraio 2026, termine indispensabile per consentire la corretta validazione delle domande e la successiva compilazione degli elenchi annuali riferiti al 2025.
Ruolo delle strutture territoriali
Le Strutture territoriali dell’INPS sono chiamate a validare le dichiarazioni attraverso la procedura interna “DDC – Dichiarazioni di Calamità”. La verifica deve basarsi esclusivamente sui decreti e sulle delibere regionali che delimitano le aree colpite, in conformità alla normativa nazionale.
Ogni istanza potrà essere approvata o respinta; in caso di rigetto, sarà obbligatorio indicarne le motivazioni. Tutte le operazioni dovranno essere concluse entro il 6 marzo 2026, data ultima per garantire la corretta applicazione del beneficio.
Redazione redigo.info