Benessere cognitivo: 6 abitudini quotidiane che proteggono dallo stress - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

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La quotidianità è spesso una corsa continua tra lavoro, scuola e mille piccole vicissitudini: portare l’auto dal meccanico, andare dal medico, affrontare il traffico quotidiano e rientrare a casa dopo una lunga giornata lavorativa. Insomma, viviamo in un’epoca di stress costante, sia fisico ma soprattutto psicologico, molto diverso rispetto al passato, quando i ritmi di vita erano generalmente più lenti. Per questo diventa fondamentale capire quali siano le buone e sane abitudini che possono aiutarci a proteggerci o quantomeno a rafforzarci in vista di queste sfide quotidiane.

6 abitudini che favoriscono il benessere cognitivo

Alcuni studiosi parlano di “genesi dello shield”, ovvero dello scudo, dal momento che non esiste ancora una cura universalmente riconosciuta per prevenire o arrestare completamente il declino cognitivo associato a malattie come l’Alzheimer, è importante concentrarsi su piccoli gesti quotidiani che, nel tempo, possono fare la differenza. Un primo aspetto fondamentale è l’igiene del sonno. Dormire dalle 7 alle 8 ore per notte, con una buona qualità del riposo, è essenziale per il corretto funzionamento del cervello e per la gestione delle emozioni e dello stress. Proprio lo stress gioca un ruolo centrale nella salute cerebrale. Imparare a gestirlo è cruciale, effettuare quindi pratiche come la meditazione, il movimento consapevole o l’attività fisica aiutano molto, così come dedicare tempo ad attività piacevoli come leggere, giocare ai videogiochi per qualche ora o coltivare le proprie passioni. Tutto questo contribuisce a ridurre la tensione mentale. Anche la dimensione sociale ha un’importanza enorme. Una semplice chiamata, una videochiamata con una persona cara, un’uscita con gli amici per una pizza possono aiutare il cervello a “disintossicarsi” dalle negatività della giornata e a mantenersi attivo e sano. Fondamentale è poi l’attività fisica. Secondo molti professionisti, l’obiettivo ideale è svolgere almeno 150 minuti di esercizio aerobico a settimana, equivalenti a circa 20–25 minuti al giorno, un traguardo realistico e alla portata di molti. Infine, ma non per importanza, c’è l’alimentazione. Una dieta sana ed equilibrata, ricca di fibre e omega-3, può ridurre l’infiammazione generale dell’organismo e influenzare positivamente il microbiota intestinale, con potenziali effetti neuroprotettivi. Al contrario, un consumo eccessivo di cibi zuccherati, salati e ultra-processati favorisce l’infiammazione e aumenta il rischio di malattie, anche a livello cerebrale.

Fonte: Corriere

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