I progetti

Compatibilité
Sauvegarder(0)
partager

 CasaCAre: Casa Abilitante per lo Sviluppo dell’Autonomia a Calderara di Reno

Il Progetto CasaCare, attivato dal Comune di Calderara di Reno (Bo), ha lavorato per dare una risposta concreta al bisogno di autonomia abitativa per persone adulte con disabilità lieve, categoria che spesso rimane esclusa dai servizi sociosanitari tradizionali. Le attività hanno preso l’avvio dalla previsione di costruzione di una nuova struttura di cohousing tramite convenzione urbanistica. Con la guida del Dipartimento di Architettura di Ferrara e il supporto del Clust-ER Health e di Aias Bologna onlus, nei due anni di attività il laboratorio ha coinvolto famiglie, operatori sociosanitari, imprese del settore arredo, allestimenti e tecnologia assistita, in iniziative di confronto e co-progettazione per l’elaborazione di una struttura funzionale e in grado di soddisfare le esigenze degli utenti. Ne è emerso un modello di cohousing centrato sulla flessibilità e sulla personalizzazione dei percorsi educativi, un capitolato tecnico e delle linee guida che possono essere di riferimento per iniziative analoghe, la creazione di una rete tra imprese, enti pubblici e stakeholder locali, che può favorire la diffusione di soluzioni innovative e replicabili. Le attività proseguiranno nei prossimi mesi con il sostegno dei partner coinvolti per arrivare all’insediamento dei primi utenti; in prospettiva l’ambizione è che il modello CasaCare si diffonda come esempio replicabile di servizio innovativo per l’autonomia delle persone con disabilità. 

 Distretto calzaturiero sostenibile: azioni sperimentali per l’innovazione e la sostenibilità delle attività produttive 

 Il laboratorio attivato dal Comune di San Mauro Pascoli (Fc) è stato dedicato al rafforzamento della sostenibilità nel distretto calzaturiero del Rubicone. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Sogliano al Rubicone e numerosi partner tecnici, ha coinvolto e diversi attori del territorio, tra cui associazioni di categoria, laboratori di ricerca e aziende specializzate nella gestione dei rifiuti. Le attività hanno permesso di aggiornare lo stato dell’arte sulle tecnologie di recupero degli scarti di cuoio, di effettuare test sperimentali su compostabilità, digestione anaerobica e potenziale utilizzo come Css-Combustibile, evidenziando prospettive concrete di valorizzazione dei materiali. Parallelamente è stato sviluppato un percorso dedicato ai servizi per la sostenibilità, con formazione su normative europee, predisposizione di un questionario condiviso per la raccolta dati e la sperimentazione di un servizio di Rating Esg, da cui è scaturito l’avvio di un percorso di rendicontazione di sostenibilità per due imprese. Il progetto ha inoltre favorito nuove collaborazioni con Tecnopolo, Ciri Frame, Sogliano Ambiente e Re-sport, ponendo le basi per future iniziative di ricerca sul riciclo delle calzature e sulla valorizzazione degli scarti di concia vegetale. In prospettiva, l’Amministrazione sta valutando la possibilità di avviare un nuovo progetto dedicato al riciclo integrato delle calzature. Sono inoltre in programma ulteriori approfondimenti sulla compostabilità degli sfridi di cuoio e sul potenziamento dei servizi Esg a supporto delle imprese del distretto. 

 DroneCare - Laboratorio territoriale per soluzioni innovative di logistica umanitaria 

Il progetto, promosso dalla Camera di Commercio della Romagna, Forlì-Cesena e Rimini e coordinato dal Cise in collaborazione con i Clust-ER Mech, Innovate, Health e Unimore, si è sviluppato intorno a un modello operativo innovativo di servizio di consegna di medicinali con droni per migliorare la tempestività delle cure in casi di emergenza e l'accessibilità ai servizi sanitari in aree remote. Il risultato delle attività è la redazione di uno studio di fattibilità, che definisce i processi operativi, i requisiti tecnologici e le condizioni normative necessarie per attivare il servizio. L’iniziativa ha coinvolto una rete estesa di stakeholder – tra cui Ausl Romagna, Protezione civile, Comuni, imprese di logistica e operatori del settore dronistico – configurandosi come un esempio di coprogettazione efficace tra pubblico e privato. Le attività svolte hanno permesso di validare i flussi operativi del servizio, analizzare performance e rischi tramite simulazioni su scenari reali e identificare le priorità per l’implementazione: aree test regolamentate, protocolli condivisi, infrastrutture mobili e un sistema digitale integrato per il monitoraggio delle missioni. DroneCare ha inoltre evidenziato la necessità di percorsi formativi dedicati. L’iniziativa ha già attivato nuove collaborazioni e preparato il terreno per simulazioni di volo reali, mentre la Regione Emilia-Romagna ha avviato interlocuzioni per definire percorsi che possano portare a futuri voli sperimentali. 

“Cesena Ultimo Miglio” - laboratori per la logistica sostenibile 

Il progetto, attivato dal Comune di Cesena, ha sviluppato un percorso strutturato per definire un modello di logistica urbana sostenibile delle merci da testare nell’area ztl del centro storico. L’iniziativa ha coinvolto associazioni di categoria, esercenti e operatori della distribuzione, attraverso workshop, questionari, interviste e focus group, consentendo un’analisi approfondita dei bisogni e delle criticità del sistema logistico attuale. Sono stati raccolti dati sullo stato dell’arte delle consegne, sulla gestione degli accessi e sulle problematiche legate alla sosta non regolamentata, confermando l’esigenza di un modello più efficiente e condiviso. L’attività partecipativa ha coinvolto complessivamente 39 operatori commerciali e ulteriori stakeholder del settore logistico, nonché centri di innovazione e aziende specializzate come Itl e Fit Consulting. Il percorso ha portato alla definizione di una proposta operativa, che indica le filiere merceologiche più adatte alla sperimentazione e definisce requisiti tecnici ed economici per un servizio di consegna merci dell’ultimo miglio più sostenibile. È stata avviata una trattativa con operatori logistici e con un soggetto specializzato in cargo bike, con l’obiettivo di attivare una partnership pubblico privata per il progetto pilota. Il laboratorio lavorando in sinergia con il progetto europeo Med_Colours, sta contribuendo alla predisposizione del Pulse, cioè del piano urbano della logistica delle merci. I risultati consegnano al territorio una base concreta per l’avvio di una sperimentazione, rafforzata dal crescente interesse di cittadini ed operatori economici e dalla disponibilità di soluzioni logistiche innovative. 

Sostenibilità e qualità del lavoro nella catena del valore delle imprese fashion del Centergross 

Il laboratorio, promosso dalla Città Metropolitana di Bologna con la collaborazione del Clust-ER Create, di Fondazione Democenter-Sipe e delle principali associazioni di categoria, ha coinvolto attivamente le imprese moda del Centergross, con l’obiettivo di promuovere tracciabilità, qualità del lavoro, filiera corta, circolarità e trasparenza dei prodotti, in un percorso verso una sostenibilità autentica e integrata nella catena del valore. Nei 2 anni di attività sono stati organizzati eventi, laboratori, workshop e incontri individuali con le imprese, che hanno visto il coinvolgimento diretto di oltre 300 partecipanti tra cui 20 imprese fashion del Centergross e gli studenti di Accademia di Belle Arti di Bologna, e di Next Fashion School. Tra i principali risultati si evidenzia la sperimentazione del Passaporto digitale di prodotto su cinque brand del Centergross, utilizzando gli indicatori del disciplinare “Bollino Blu” e sistemi software dedicati che hanno integrano anche funzionalità basate su intelligenza artificiale. Il progetto ha contribuito all’avvio di quattro ulteriori iniziative, tra cui il Bologna Fashion Festival, un laboratorio di co-progettazione e upcycling e nuove azioni di advocacy. Sviluppi futuri potranno essere l’estensione del percorso ad altre imprese del Centergross e alle rispettive filiere di clienti e fornitori, oltre al coinvolgimento di nuovi territori e all’attivazione di percorsi di innovazione sociale in collaborazione con enti del terzo settore. 

Fibre naturali e fibre recuperate: quali competenze, progettualità, impianti e investimenti sono necessari per completare la circolarità nel tessile? 

La progettualità attivato dall’Unione Terre D’Argine (Mo) e dedicata alla sostenibilità e all’innovazione nel distretto carpigiano della maglieria, ha affrontato i principali bisogni del territorio, caratterizzato dall’assenza di centri di ricerca, impianti di filatura e competenze dedicate alla trasformazione di fibre naturali e recuperate. Grazie alla collaborazione tra l’Unione, Fondazione Democenter-Sipe, Clust-ER Create e Carpi Fashion System, è stato avviato un percorso condiviso con imprese, enti pubblici e associazioni imprenditoriali per definire una strategia di sistema orientata alla circolarità e all’eco-design. Il progetto ha coinvolto attivamente 27 imprese e numerosi partner tecnici, sviluppando studi di fattibilità su mini-filatura, recupero dei rifiuti tessili, controllo qualità con intelligenza artificiale e sistemi di smistamento tramite visione infrarossa. Tra i risultati più rilevanti figurano le candidature a progettualità europee e regionali, tra cui BioCREs, Biorefinery Clusters, Tessili per Nuove Filiere Industriali e iniziative “Test Before Invest”. Il percorso ha inoltre favorito missioni istituzionali, attività di sensibilizzazione e la definizione di un modello territoriale per l’innovazione nel tessile. Gli sviluppi futuri prevedono l’ampliamento del coinvolgimento delle imprese, l’estensione ad altri territori, la collaborazione con ulteriori enti di ricerca e università e una maggiore integrazione con il terzo settore, per consolidare una filiera realmente sostenibile e competitiva. 

Lab Move‑Up 

Il progetto, promosso dal Comune di Ravenna in collaborazione con Autorità Portuale, i Clust‑ER Innovate, Economia Urbana e Fondazione Itl, ha sviluppato un percorso di welfare aziendale basato sulla progettazione di soluzioni di mobilità sostenibile per il comparto portuale. Il primo risultato significativo è stata la mappatura completa delle imprese del porto e dei dati a disposizione dei mobility manager, che ha consentito di definire un quadro aggiornato dei bisogni di mobilità dei circa 15.000 lavoratori del settore. È stata avviata la costituzione della Community dei Mobility Manager portuali, risultato chiave per la governance futura del sistema. Le analisi sui movimenti hanno prodotto un set di dati utili alla pianificazione, consentendo di ricostruire flussi, percorsi e orari degli spostamenti verso il porto, fondamentali per valutare nuove soluzioni di mobilità. Sul piano operativo, il progetto ha portato allo sviluppo di una azione pilota integrata di sharing mobility, con car sharing elettrico e scooter sharing dedicato ai lavoratori portuali, ora in fase avanzata di progettazione e test. Nel complesso sono state coinvolte 36 imprese, 5 mobility manager e oltre 200 partecipanti complessivi alle attività. Il progetto ha inoltre consolidato sinergie con iniziative nazionali ed europee (es. Meridian, Cte, Digital Twin), ampliando le prospettive applicative dei risultati. 

Il laboratorio attivato dal Comune di Mirandola (Mo) e realizzato con il supporto del Tecnopolo Mario Veronesi, del Clust-ER Health, Ausl Modena e altri partner territoriali, ha sviluppato un percorso di innovazione sociale dedicato al potenziamento dei servizi di telemedicina e assistenza territoriale. L’iniziativa ha coinvolto oltre 100 partecipanti tra personale sanitario, caregiver, imprese del settore medtech e associazioni, con l’obiettivo di identificare criticità, opportunità e nuovi bisogni della comunità. Le attività hanno prodotto una analisi qualitativa strutturata, ed un report analitico che individua esigenze e priorità per l’evoluzione della teleassistenza locale. Sono state definite altresì nuove potenziali applicazioni della telemedicina, tra cui soluzioni basate su sensori, piattaforme SaMD, sistemi di monitoraggio remoto e tecnologie per il supporto alle fragilità. Il coinvolgimento delle imprese ha permesso di valutare l’integrazione di strumenti avanzati di Intelligenza Artificiale e l’introduzione di smart glasses nei percorsi di cura domiciliare. Sono stati individuati i temi prioritari per la formazione dei caregiver e del personale sanitario, proponendo nuovi strumenti educativi e linee guida per l’utilizzo efficace delle tecnologie assistive. 

Ultimo aggiornamento: 06-02-2026 13:51
Coordonnées