Nel 2025 sono diminuite le imprese cessate non d'ufficio (-5,5%) arrivando a 3.750, nonostante ciò il tasso di mortalità rimane piuttosto elevato, pari al 5,38%, ponendo Modena al 99-esimo posto della classifica nazionale.
Tale risultato ha ripercussioni anche sul tasso di sopravvivenza a tre anni dall'iscrizione, che passa dal 71,0% nel 2024 al 70,4% nel 2025: poco più sette imprese su dieci sopravvivono dopo tale periodo. Risulta identico il corrispondente tasso regionale, mentre la media italiana è leggermente più positiva (71,0%). Questo risultato colloca Modena al 66-esimo posto della classifica nazionale delle province, dove al primo posto si posiziona Nuoro (80,8%) e all'ultimo posto Roma (66,3%). Confrontando la classifica provinciale per tasso di sopravvivenza con la presenza di imprese gestite da stranieri sul territorio, emerge una debole correlazione inversa (coefficiente di correlazione pari a -0,6): maggiore è la presenza di imprese straniere, minore risulta il tasso di sopravvivenza, probabilmente a causa del maggiore turn over presente in questo tipo di imprese.
Nonostante questa piccola diminuzione nell'ultimo anno, il tasso di sopravvivenza delle imprese modenesi risulta comunque in aumento rispetto al 2013, anno in cui era pari al 63,2%.
Rimane costante l'andamento della sopravvivenza a due anni, pari a 76,5% sia nel 2024 che nel 2025, mentre il dato ad un anno dall'iscrizione è in miglioramento, passando dall'82,9% nel 2024 all'84,1% del 2025.
Tornando alle imprese registrate da tre anni, la forma giuridica più resiliente appare la società di capitali, con l'80,1% delle imprese che sopravvive al termine del periodo; tra le società di persone rimane in vita il 76,5%, seguite dalle "altre forme giuridiche" (75,0%); le ditte individuali seguono a distanza con il 65,4%.
Sale al 72,8% il tasso di sopravvivenza esaminando solamente le imprese attive, cioè quelle che hanno già dichiarato al Registro Imprese l'inizio della loro attività. Il settore più longevo appare l'agricoltura (87,7%), seguito dai "trasporti e spedizioni" (82,9%) e dai servizi alle imprese (75,1%), mentre il settore in cui cessa il maggior numero di imprese dopo tre anni risulta l'assicurazione e credito (64,5%).