CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 383/A
INTERROGAZIONE CERA – TRUZZU – PIGA – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – USAI – MELONI Corrado, con richiesta di risposta scritta, sul grave stallo nell’attuazione del PNRR per l’ammodernamento dei frantoi oleari in Sardegna, sul caso emblematico del frantoio sociale di Lanusei e sulla necessità di un immediato intervento politico-amministrativo, da parte della Regione, per evitare la perdita dei finanziamenti e una disparità territoriale rispetto alle altre regioni italiane.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– il frantoio sociale di Lanusei, realtà cooperativa che coinvolge circa duecento soci di tredici comuni dell’Ogliastra, rappresenta un’infrastruttura produttiva strategica per un territorio interno già fortemente penalizzato sotto il profilo economico, occupazionale e dei servizi;
– la cooperativa ha regolarmente partecipato a un bando finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – missione 2, componente 1, investimento dedicato all’ammodernamento dei frantoi oleari – finalizzato a incrementare la competitività, la sostenibilità ambientale e l’efficienza della filiera olivicola;
– gli investimenti previsti dal bando sono stati integralmente realizzati, con acquisto dei macchinari nel 2024 e installazione completata entro il mese di settembre del medesimo anno, nel pieno rispetto delle tempistiche e delle prescrizioni previste;
CONSIDERATO che:
– nonostante il completamento degli interventi e la piena funzionalità tecnica dell’impianto, il frantoio risulta ancora oggi completamente fermo, esclusivamente a causa di un blocco di natura burocratico-amministrativa;
– non solo il frantoio sociale di Lanusei, ma nessun oleificio sardo beneficiario della misura risulta, ad oggi, aver percepito alcuna somma a nessun titolo (anticipazione, stato di avanzamento lavori (SAL), saldo finale), nonostante gli interventi siano stati realizzati nei termini; situazioni analoghe risultano quindi segnalate anche in tutta la Sardegna, a dimostrazione che non si tratta di un caso isolato, ma di una criticità sistemica nella gestione delle procedure PNRR in ambito agricolo;
– la mancata erogazione alle imprese beneficiarie, alla data odierna, di alcun contributo (anticipazione, stato di avanzamento lavori – SAL – saldo finale), rappresenta un’anomalia che, allo stato delle informazioni disponibili, risulterebbe verificarsi esclusivamente in Sardegna;
RILEVATO che tale blocco amministrativo, che si protrae da mesi senza che siano state fornite soluzioni operative concrete ai beneficiari, non si è verificato, in egual misura, in altre regioni italiane, dove, invece, i frantoi finanziati risultano operativi o in fase avanzata di liquidazione dei contributi assegnati;
SOTTOLINEATO che:
– ai sensi della normativa PNRR e dei relativi decreti attuativi, il termine ultimo per la conclusione delle operazioni e la piena operatività degli investimenti è fissato al 31 gennaio 2026, oltre il quale è prevista la revoca dei finanziamenti concessi;
– il termine per la trasmissione al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) da parte dei soggetti attuatori degli atti connessi alla rendicontazione degli interventi è fissato al 29 maggio 2026, con grave rischio di revoca delle somme stanziate;
– le imprese beneficiarie hanno anticipato interamente le spese, in molti casi ricorrendo al credito bancario, confidando legittimamente nel rispetto delle regole e dei tempi da parte delle amministrazioni pubbliche coinvolte;
– l’eventuale perdita dei fondi PNRR per cause non imputabili ai beneficiari costituirebbe un danno economico gravissimo, oltre che una evidente distorsione degli obiettivi del PNRR stesso, che dovrebbe sostenere – e non affossare – le imprese virtuose;
– a livello nazionale, l’Associazione di categoria Frantoi oleari associati (FOA Italia) ha formalmente sollecitato il Ministero dell’agricoltura affinché intervenisse sulla vicenda sarda e il Ministero competente, secondo quanto riferito pubblicamente, avrebbe richiesto chiarimenti alla Regione senza ottenere risposte concrete e risolutive;
– se la Sardegna dovesse risultare l’unica regione incapace di portare a compimento gli investimenti PNRR nel comparto oleario, si determinerebbe una inaccettabile disparità territoriale, con conseguenze economiche e reputazionali gravissime;
EVIDENZIATO che:
– l’Agenzia regionale per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura della Regione (ARGEA Sardegna), in qualità di organismo pagatore regionale e soggetto attuatore per numerose misure in ambito agricolo, riveste un ruolo centrale nella gestione dei procedimenti, nel controllo e nel pagamento delle risorse, nonché nell’assistenza ai beneficiari e nell’interlocuzione con il livello ministeriale;
– la Regione, in virtù delle proprie competenze in materia di agricoltura, sviluppo rurale e attuazione delle politiche europee e nazionali sul territorio regionale, non può limitarsi a un ruolo passivo o notarile, rispetto a un blocco che rischia di compromettere l’intero comparto oleario regionale, scaricando ogni responsabilità su piattaforme informatiche o su livelli amministrativi superiori;
– la mancata interlocuzione efficace con il livello ministeriale espone l’Amministrazione regionale a una responsabilità politica e istituzionale gravissima;
VALUTATO che:
– la Giunta regionale debba assumere immediatamente ogni iniziativa necessaria per sbloccare una situazione, che ha ormai superato la soglia della tollerabilità
– lasciare fermo un frantoio sociale già finanziato, già realizzato e già collaudabile non è più una “criticità tecnica”, ma il simbolo di un’incapacità amministrativa che rischia di affossare il PNRR in Sardegna e di colpire, ancora una volta, le aree interne;
RITENUTO che:
– il caso del frantoio di Lanusei non sia un episodio isolato ma il simbolo di una criticità sistemica, presente in Sardegna, nella gestione delle misure del PNRR in ambito agricolo, in quanto, come detto, nessun frantoio che ha partecipato alla misura ha goduto dei contributi liquidabili per anticipazione, stati di avanzamento lavori e saldi finali;
– la Regione abbia il dovere di scegliere da che parte stare: con la burocrazia che paralizza e scari-ca le responsabilità, oppure con le imprese, i lavoratori e i territori che chiedono solo di poter lavorare;
– il protrarsi dello stallo possa, verosimilmente, determinare non solo un danno economico alle imprese coinvolte, ma anche un possibile danno erariale in relazione alla perdita di risorse europee già assegnate;
– ogni ulteriore ritardo non potrà che essere letto come una precisa responsabilità politica del Presidente della Regione e dell’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale;
– la Regione sia perciò chiamata a dimostrare, con atti concreti, di essere all’altezza della sfida, perché perdere queste risorse significherebbe tradire le aspettative delle imprese, dei territori e delle comunità che hanno creduto nell’Istituzione regionale,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se ritengano politicamente e istituzionalmente accettabile che, a fronte di investimenti integralmente realizzati, nessun frantoio sardo beneficiario dei fondi PNRR abbia percepito alcuna erogazione a titolo di SAL o di saldo finale;
2) quali sarebbero le motivazioni per le quali un’infrastruttura produttiva come il frantoio sociale di Lanusei, così strategica per l’intera Ogliastra, realizzata con risorse PNRR e investimenti già inte-gralmente eseguiti, resti inutilizzabile da mesi, senza che la Regione abbia avviato alcuna iniziativa volta a individuare una soluzione concreta;
3) quali siano le responsabilità tecniche, amministrative e decisionali che stanno determinando il blocco generalizzato dei pagamenti;
4) quali atti formali, concreti e documentabili la Regione abbia adottato – o intenda adottare con urgenza – attraverso ARGEA Sardegna e nel rapporto con il Ministero competente, per sbloccare immediatamente la procedura di collaudo e consentire l’avvio dell’attività produttiva;
5) se ritengano non più rinviabile l’attivazione di strumenti straordinari o derogatori, nel pieno rispet-to della normativa vigente, al fine di evitare che un investimento pubblico già concluso venga annullato per cause non imputabili ai beneficiari;
6) quali siano state le risposte fornite al Ministero dell’agricoltura, a seguito delle richieste di chiari-mento attivate anche su sollecitazione di FOA Italia e se la Regione abbia formalmente segnalato al Governo il rischio concreto di fallimento degli obiettivi PNRR nel comparto agricolo sardo a causa di blocchi burocratici e disfunzioni operative e, in caso contrario, per quali ragioni non lo abbia fatto;
7) quali misure immediate intenda assumere per tutelare le imprese agricole che, confidando nello Stato e nella Regione, hanno anticipato risorse proprie e acceso mutui bancari e che oggi rischiano di essere travolte da una burocrazia incapace di dare risposte;
8) se ritengano che il protrarsi di tale inerzia amministrativa, in presenza di investimenti pubblici già realizzati e di fondi PNRR a rischio revoca, possa configurare profili di grave responsabilità istituzionale e amministrativa, oltre che un potenziale danno erariale;
9) se la Giunta regionale sia consapevole che casi come quello del frantoio sociale di Lanusei e di tutti i frantoi beneficiari del PNRR – missione 2, componente 1, Investimento dedicato all’ammodernamento dei frantoi oleari – finalizzato a incrementare la competitività, la sostenibilità ambientale e l’efficienza della filiera olivicola della Sardegna, non rappresentano soltanto un disservizio, ma costituiscono un messaggio devastante per le imprese sarde: un messaggio che scoraggia chi investe, mortifica chi rispetta le regole e alimenta la sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Cagliari, 13 febbraio 2026