Specializzazione tematica, ritmi sostenibili, autonomia decisionale per i giornalisti e project manager interni per la gestione dei bandi. La nuova sfida ora è il racconto dei territori
di Luca Rinaldi
Questo articolo è parte di Tabloid Project, il magazine multimediale dell’OgL
Prosegue il viaggio di Tabloid Project dietro le quinte dell’organizzazione del lavoro nei media e nelle testate giornalistiche contemporanee. Per questa terza puntata siamo stati da Giovanni Zagni, direttore della galassia Pagella Politica e Facta.news. Una struttura che Zagni guida dal 2015 e che nel tempo ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama mediatico italiano, grazie alla capacità di analisi politica e fact-checking della propria redazione.
Un ecosistema, quello di Pagella Politica e Facta.news, composto da circa venti persone divise trauna quindicina di dipendenti e cinque collaboratori fissi. La maggior parte di loro sono giornalisti inquadrati con contratto di lavoro Inpgi/Fnsi. Un pilastro fondamentale, sia per l’apporto in termini professionali, sia in termini di modello di business, sono i project manager interni regolarmente assunti e non inquadrati come collaboratori occasionali. Più avanti vedremo perché e quanto pesa questa innovazione.
Approccio verticale, sviluppo dei prodotti e autonomia decisionale
Pagella Politica e Facta.news partono da una matrice comune, ma si dirigono verso due missioni diverse. Mentre Pagella nasce e continua la sua strada verso la verifica delle dichiarazioni dei politici e si afferma nel tempo come luogo adatto per le analisi sulle politiche dei governi, Facta.news fa sue le direttrici riguardanti la disinformazione e la cultura di Internet. Ognuno dei prodotti ha una propria identità editoriale e un modello di business differente. A questi si sono aggiunte nel tempo le newsletter dedicate: si pensi ad A Fuoco, dedicata al clima o quella di recente lancio L’unica che guarda alla newsletter come strumento per fare informazione locale. A queste si aggiungono altre sei newsletter che caratterizzano l’offerta informativa di Pagella Politica.
«Ogni nostro progetto è di fatto un “verticale circoscritto”» spiega Zagni a Tabloid Project. Così la specializzazione di ogni singolo giornalista diventa una risposta possibile a un mercato dei media che appare sempre più frammentato in nicchie di qualità. Una scelta che comporta alcune rinunce che nei fatti caratterizzano una visione editoriale coraggiosa. «Consapevolmente lasciamo da parte la velocità e questa in qualche modo è anche una reazione a esperienze di giornali online “iper-consumanti”. In questo modo – conclude – ci concentriamo su ciò che sappiamo fare meglio senza diluire l’identità editoriale che per un progetto come il nostro è fondamentale. Lavorare sulla quantità è di fatto, nel lungo periodo, una scorciatoia che non vogliamo prendere».
Decisioni che si riverberano direttamente sul lavoro quotidiano dei giornalisti che prevede un orario di chiusura quotidiano non oltre le 18 e senza aggiungere lavoro nei fine settimana. La scelta di non essere una fabbrica di contenuti cercando di staccarsi dal flusso della cronaca resta fondamentale per far sì che «un articolo o un qualunque altro contenuto – dice Zagni – esca bene anziché prima».
Il lavoro inizia alle 9:45, dove i sei responsabili delle sezioni che compongono i siti si incontrano per definire l’agenda della giornata. È nei fatti una riunione lampo in cui si arriva preparati e difficilmente si sforano i 15 minuti. Successivamente tutte le comunicazioni vengono trasferite su Slack dove piccoli gruppi autonomi di 3-6 persone gestiscono i flussi di lavoro nei canali dedicati. In tutto ciò l’autonomia decisionale e operativa è un valore fondante: una volta stabiliti gli obiettivi con il responsabile della sezione, ogni giornalista si organizza senza la pressione di orari rigidi, purché il risultato finale sia di qualità.
Il pilastro dei project manager
Una parte del modello di business di Pagella Politica e Facta.news origina dalla partecipazione ai bandi europei, come quelli legati all’Italian Digital Media Observatory (Idmo). Partecipare e rendicontare periodicamente i bandi europei è un’attività che drena molte risorse e che non sempre è compatibile con le competenze dei soli giornalisti. Per questo uno dei pilastri dell’ecosistema Pagella Politica-Facta.news sono i project manager, cioè figure specializzate nella scrittura e gestione dei bandi europei.
Non sono figure che si occupano del lavoro giornalistico ma che sono assunti all’interno della “macchina”. «All’interno dei progetti europei i giornalisti – spiega Zagni – svolgono attività contigue a ciò che fanno quotidianamente, come la media literacy, ma sono di fatto sollevati da pesi burocratici e si possono concentrare sul contenuto». In questo modo la struttura riesce ad aggiudicarsi un numero importante di bandi riuscendo così ad ammortizzare i costi. Un approccio che permette di testare nuove idee con un orizzonte temporale lungo (3-5 anni) dando il tempo di arrivare ai lettori. «In questo senso il nostro – dice Zagni – è stato in questi dieci anni un lavoro da maratoneti tra sperimentazione, pazienza e in qualche modo di “resistenza” alle mode».
L’arte della pazienza
Una resistenza alle mode che permette al corpo redazionale di restare ancorato a una organizzazione del lavoro che sia sostenibile per i giornalisti e per il modello di business. «Progetti come la newsletter sulla crisi climatica A Fuoco o l’iniziativa di informazione locale L’Unica – dice Zagni – nascono con la consapevolezza, come dicevamo, di un orizzonte temporale di tre-cinque anni, accettando il rischio che inizialmente possano “rendere zero” pur di costruire un rapporto solido con il pubblico».
La prossima sfida, anche dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, è quella che è partita qualche mese fa con la newsletter dedicata al racconto dei territori L’Unica. Un progetto che esce dalla “comfort zone” di Pagella Politica e Facta.news dell’analisi e del fact-checking, per approdare alle storie locali: “una newsletter alla settimana, centrata su una storia importante dal territorio”, si legge sul sito dedicato. Le prime edizioni, coordinate da Guido Tiberga, sono aperte ad Alessandria, Asti, Cuneo, Torino e Genova. «L’obiettivo – conclude Zagni – è quello di espandersi ulteriormente nel corso del 2026».