Basata su quattro pilastri e una governance unitaria, l’iniziativa punta a rafforzare servizi, accessibilità e progetto di vita
L’Umbria ha presentato “Umbria per tutti”, il nuovo Piano d’Azione Regionale per l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità. Un documento che la presidente regionale Stefania Proietti ha definito “una vera svolta culturale e operativa”, sottolineando la scelta di una governance unitaria capace di integrare dimensione sociale e sanitaria e di un investimento aggiuntivo di oltre 14 milioni di euro per rafforzare l’attuazione dei diritti. La presidente ha ribadito anche la volontà di “superare un approccio frammentario” nelle politiche regionali, costruendo un sistema più coerente e coordinato.
Il contesto in cui nasce il Piano regionale è quello di un Paese che ha appena definito il proprio quadro strategico nazionale con il Terzo Piano di Azione sulla Disabilità, che traduce la legge delega 227/2021 in interventi operativi e “collega ciò che è già in vigore con ciò che deve ancora arrivare”, evitando che la riforma resti sospesa in un limbo normativo. La visione condivisa - disabilità come interazione tra persona e contesto, politiche costruite sulla partecipazione, superamento della frammentazione - crea oggi un terreno comune su cui le Regioni possono strutturare le proprie programmazioni.
I QUATTRO PILASTRI DEL PIANO REGIONALE
“Umbria per tutti” si articola in quattro assi strategici, in coerenza con la Convenzione ONU:
· vita indipendente (art. 19);
· istruzione, formazione e lavoro (art. 24 e 27);
· mobilità, accessibilità universale e partecipazione culturale, ricreativa e sportiva (art. 9, 18, 20, 30);
· diritto alla salute (art. 25).
La presidente Proietti ha ricordato che il Piano nasce da un percorso partecipato “costruito insieme alle associazioni, alle federazioni, alle famiglie e alle persone con disabilità”, perché “le politiche che riguardano le persone devono essere fatte con le persone”. Come ha dichiarato la Regione, il Piano rappresenta anche un passo verso “un’Umbria più inclusiva e accessibile”, sottolineando la necessità di un cambiamento culturale oltre che organizzativo.
GOVERNANCE, OSSERVATORIO REGIONALE E SPERIMENTAZIONE DEL D.LGS 62/2024
Un ruolo centrale è affidato all’Osservatorio regionale per i diritti delle persone con disabilità (OND), che - come ha spiegato la stessa presidente dell’Osservatorio, Bianca Maria Tagliaferri - opera in stretta connessione con la governance regionale attraverso quattro gruppi di lavoro tematici. Spazi di confronto e competenze che contribuiscono a dare continuità al percorso e a costruire politiche basate su analisi, ascolto e proposte.
L’Umbria è inoltre Regione di sperimentazione del D.Lgs 62/2024, che introduce la valutazione di base e multidimensionale e il progetto di vita individuale personalizzato e partecipato. Il Piano regionale integra questa prospettiva, puntando a una realizzazione piena del progetto di vita e a una rete di servizi capace di valorizzare desideri, competenze e potenzialità delle persone.
INVESTIMENTI E ASSI DI INTERVENTO
Il Piano può contare su risorse senza precedenti per le politiche sulla disabilità in Umbria: fondi europei FSE 2021–2027, PRINA 2025–2027, risorse regionali per la legge 112/2016, Fondo Autismo, Fondo per l’inclusione delle persone sorde e con ipoacusia, oltre ai fondi ministeriali per la sperimentazione del D.Lgs 62/2024. L’incremento complessivo rispetto alla precedente programmazione supera i 14 milioni di euro.
Gli interventi previsti riguardano:
· istruzione e formazione, con scuole inclusive e supporti personalizzati;
· integrazione sociosanitaria;
· accessibilità territoriale, con abbattimento delle barriere fisiche e culturali;
· inclusione sociale;
· occupazione e lavoro, con percorsi personalizzati e collaborazione con terzo settore, imprese e parti sociali;
· rete dei servizi, con un approccio integrato e multilivello.
UNA VISIONE REGIONALE CHE SI INSERISCE NEL QUADRO NAZIONALE
La coerenza tra il Piano umbro e il quadro nazionale emerge in modo naturale: il Piano regionale mette al centro autonomia, dignità e partecipazione, mentre il Piano nazionale - come ricordato nel documento dell’OND - definisce “come i principi della legge delega devono tradursi in politiche pubbliche”, con interventi su accessibilità, salute, lavoro, scuola, progetto di vita, sicurezza ed emergenze, monitoraggio.
La presidente Proietti ha espresso l’ambizione di fare dell’Umbria “un esempio per l’Italia”, dimostrando che l’attuazione dei diritti può diventare un motore di crescita e coesione per l’intera comunità regionale.