Fasnacht: il carnevale di Basilea Patrimonio UNESCO che inizia alle 4 di notte - Le avventure di Anna Pernice - Travel Fashion Tips

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Ammetto che quando mi hanno proposto di partecipare al carnevale di Basilea non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Avevo sentito parlare di un carnevale «diverso», fuori dagli schemi, riconosciuto dall’UNESCO. Ma la parola carnevale, nella mia testa italiana, evocava ancora coriandoli colorati, maschere veneziane, carri allegorici nel sole di febbraio. Quello che ho vissuto a Basilea ha completamente ribaltato ogni mia aspettativa, nel modo più meraviglioso possibile.

Il Carnevale di Basilea — il «Frau Fasnacht», come lo chiamano affettuosamente gli abitanti — è il più grande carnevale della Svizzera e il più importante carnevale protestante al mondo. È così unico, così straordinario nella sua qualità artistica e nella sua identità culturale, da essere entrato nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. E nel 2027 festeggerà il suo decimo anniversario su questa lista.

Ma ciò che lo rende davvero speciale non è solo il riconoscimento internazionale: è la sua natura ibrida, a metà tra evento organizzato e manifestazione spontanea. Una città intera che si trasforma, si maschera, si fa portavoce di satira politica e sociale con un umorismo tagliente e una creatività senza limiti.

“Drei scheenschte Dääg” — i tre giorni più belli dell’anno, come li chiamano a Basilea. Dopo averli vissuti, capisco perfettamente perché.”

La prima unicità di questo carnevale è che inizia in piena notte e una settimana dopo rispetto a tutti gli altri, dura 4 giorni ed è uno spettacolo unico!

Si inizia alle 4:00 del mattino nel buio più totale il lunedì dopo il mercoledì delle Ceneri con il Morgenstreich, una bellissima sfilata di lanterne dipinte a mano illuminate, accompagnate da migliaia di pifferai e suonatori di tamburo mascherati, che si diffondono per tutti i vicoli della città, per tutta la notte. Ma vediamo tutto dall’inizio.

Ore 4:00 di mattina inizia il Morgenstreich

È lunedì 23 febbraio. Sono le 2:00 di notte e la mia sveglia sta suonando nonostante sia andata a dormire poche ore prima. Ho appuntamento nella hall dell’hotel alle 3:00 del mattino per dirigerci tutti insieme nella Piazza Principale di Basilea, dove, nel buoi più totale, alle 4:00 del mattino, suonano le campane, si spengono le luci e inizia la magia.

Il Carnevale di Basilea non inizia a mezzogiorno. Non inizia nemmeno all’alba. Inizia nel buio più totale, alle 4:00 in punto del mattino.

Cammino per circa venti minuti attraverso la città più viva che mai, come se fosse mezzogiorno, fino al balcone affacciato su Marktplatz. Intorno a me ci sono migliaia di persone silenziose, in attesa. C’è qualcosa di sacro nell’aria, una tensione dolce e carica di aspettativa.

Poi succede. Le campane della chiesa di San Martino suonano. Tutte le luci del centro si spengono di colpo. La città piomba nel buio assoluto. E in quel preciso momento, dal buio di ogni vicolo e di ogni strada, inizia a risuonare la melodia del Morgenstreich: pifferi e tamburi che suonano all’unisono la stessa marcia tradizionale, composta appositamente per questa occasione e suonata solo qui, solo questa notte, una volta all’anno.

Nel buio totale, cominciano ad apparire le lanterne. Centinaia, migliaia di lanterne dipinte a mano, trasportate o trainate dai figuranti mascherati. Ogni lanterna racconta una storia, illustra un tema, mette in scena una critica politica o sociale attraverso immagini e versi dialettali. Proiettano la loro luce colorata sulle facciate di pietra dei palazzi medievali, sulle facce stupite degli spettatori, su questa città che sembra uscita da un sogno.

Ma non pè finita qui, i pifferai sono tutti mascherati, con maschere bellissime e colorate davvero uniche. Che magia!

Dopo aver assistito alla parata dal balcone sopra la piazza, lontano dalla folla, mi sono riversata tra le vie del centro, dove le sfilate continuano fino all’alba. E lì mi sono catapultata nella festa, a faccia. faccia con i pifferai e le loro lanterne ed è stato davvero magico!

Avevo letto tutto il possibile sul Morgenstreich, avevo guardato video e foto. Non serve: niente ti prepara a quella sensazione. E’ emozione pura, inaspettata, travolgente.

Il Morgenstreich è la magia allo stato puro. Conserva quella capacità rarissima di fermare il tempo.

La mattina del Carnevale: i vicoli, le cantine e la colazione

Dopo il Morgenstreich ci spostiamo al Singerhaus, a Marktplatz, per una colazione ristorativa alle 5:00 del mattino — che esperienza surreale e meravigliosa, seduta a fare colazione mentre fuori la città risuona di pifferi e tamburi! Poi inizia il «Gässle»: vagare liberamente tra i vicoli del centro storico, seguendo le clique che si infilano nelle stradine medievali, entrare nelle cantine storiche aperte al pubblico durante il Carnevale.

La cantina della clique Alte Richtig, in Bäumleingasse 11 — chiamata affettuosamente «Baimli» — è una di queste. Considerata la più antica di Basilea e tra le più belle, ha un’atmosfera che ti catapulta indietro nel tempo: nessuna ristrutturazione invasiva, nessun ammodernamento che ne tradisca il carattere. Solo pietra, legno, e la musica che risuona tra le mura di secoli fa.

Ogni clique ha il suo soggetto — il «Sujet» — un tema di critica politica o sociale che viene poi declinato nei costumi, nelle lanterne, negli Zeedel (i foglietti satirici distribuiti al pubblico) e nelle Schnitzelbänke (le canzonette in versi recitate nei ristoranti e nelle cantine). Il Carnevale di Basilea non è un semplice travestimento: è un esercizio collettivo di satira, un atto politico mascherato da festa.

Il Cortège: la grande sfilata del pomeriggio

Il lunedì pomeriggio, alle 14:00 in punto, inizia il Cortège: la grande parata di Carnevale in cui circa 12.000 figuranti mascherati sfilano attraverso il centro storico in formazioni di varie dimensioni. È spettacolare, colorato, rumoroso, irresistibile. Inizialmente pensavo che fossero le stesse maschere della sera a sfilare anche di girono, ma mi svagliavo. E’ tutta un’altra cosa.

Sfilano i grandi carri allegorici con i rispettivi Sujet, le Gugge (le bande di ottoni e percussioni che suonano hit pop, jazz e musica tradizionale con un’energia irrefrenabile), le Ainzelmasgge (i figuranti solitari in costume che si muovono per conto proprio), le clique grandi e piccole, i gruppi, le Chaise (le carrozze). Dal pubblico piovono coriandoli — i Räppli — e dai carri vengono lanciati dolci, caramelle, arance, fiori, peluche. È una festa per tutti i sensi.

Quello che colpisce, guardando il Cortège, è il livello artistico di ogni elemento: i costumi, le lanterne, i carri, tutto è realizzato con cura artigianale straordinaria. Ogni dettaglio racconta qualcosa. E se capisci il dialetto basilese — o ti fai aiutare da qualche simpatico abitante del posto — i riferimenti politici e sociali sugli Zeedel distribuiti dai figuranti ti faranno ridere e riflettere insieme.

Io ho raccolto qualche foglietto che mi hanno distribuito per provare a tradurlo con Google Translator ed è stato davvero divertente.

La sera del lunedi: le lanterne in Münsterplatz

La sera del lunedì, dopo il Cortège, le clique portano le loro lanterne in Münsterplatz, la piazza davanti alla splendida cattedrale di Basilea. Da quel momento e per tutta la durata del Carnevale, la piazza si trasforma in quella che è probabilmente la più grande mostra d’arte en plein air temporanea del mondo.

Più di 200 lanterne, ognuna dipinta a mano con il Sujet della rispettiva clique, corredata da versi satirici in dialetto basilese, illuminate dall’interno. Passeggiare tra queste opere d’arte nella notte, sotto la cattedrale gotica, mentre il suono lontano dei pifferi si mescola al chiacchiericcio dei visitatori… è una delle esperienze estetiche più belle che abbia mai vissuto.

Le lanterne non sono solo decorazioni: sono manifesti politici, opere d’arte, dichiarazioni d’intenti. E di notte, illuminate, sono semplicemente mozzafiato.

Il martedi: il Carnevale dei bambini

Il martedì 24 febbraio la festa continua. Questa volta è dedicato ai bambini e c’è un intenso trambusto carnevalesco in tutto il centro città. In piccoli gruppi, i Binggis (bambini) accompagnati dai genitori, dai nonni o da altri adulti mantengono in vita la tradizione. In costumi fantasiosi, con tamburi, strumenti e carrette, sfilano per le strade, distribuiscono Zeedel (biglietti con testi satirici) e Dääfeli (caramelle) fatti in casa e si lanciano a vicenda i Räppli (coriandoli). Ma anche gli adulti usano la giornata per godersi il Carnevale in formazioni liberamente composte e nel loro costume personale preferito.

Parata e concerto dei Guggen

Il martedì sera le bande di Guggen invadono la città. Una parte delle circa 60 bande di fiati, che con trombe, tromboni e tube, tamburi, timpani e percussioni suonano rumorosamente famose melodie al meglio delle loro possibilità, s’incontrano alle 18.30 alla Messeplatz.

Qui iniziano a marciare lungo la Clarastrasse verso il centro città e le tre grandi piazze (Barfüsserplatz, Marktplatz e Claraplatz), dove tengono i concerti. I famosi concerti dei Guggen, molto amati dal pubblico, si svolgono dalle 19.30 alle 23.00 circa, ma molte delle formazioni si possono incontrare anche nei ristoranti e in altre piazze della città prima e dopo.

I gruppi di tamburi e pifferi, invece, si ritirano in questa serata nei vicoli della periferia della città vecchia.

Schnitzelbängg

Uno degli elementi fondamentali del Carnevale di Basilea è rappresentato dalle Schnitzelbänke. Queste canzonette di scherno in versi incarnano appieno la goliardia del Carnevale di Basilea e vengono declamate dagli stessi menestrelli che le scrivono. Le Schnitzelbänke si basano su eventi politici o sociali dell’anno appena trascorso e vengono recitate in eleganti rime senza mai tralasciare una buona dose di ironia, satira e sagacia. I menestrelli, chiamati Schnitzelbänkler, recitano i loro versi nei ristoranti e teatri il lunedì e il mercoledì sera, mentre il martedì sera anche nelle Cliquenkeller (locali di prova delle Clique) e nelle abitazioni private Importanti quasi quanto i componimenti sono le immagini dipinte, chiamate Helge, che vengono mostrate a ogni strofa. Una buona Helge deve riferirsi a quanto scritto nella strofa senza, però, svelarne il finale.

Endstreich: la parata finale

Prima che l’Endstreich segni la fine dei «tre giorni più belli dell’anno» (drei scheenschte Dääg), il mercoledì sera la città si anima nuovamente in occasione del celebre Carnevale. Dopo la mezzanotte, gli attivi partecipanti tornano a scatenarsi e si godono appieno questo momento clou di questo straordinario evento basilese. Poi, poco prima delle 4.00 del giovedì mattina, le clique e i gugge si dirigono verso un luogo d’incontro prestabilito e tutti insieme suonano una marcia o un pezzo conclusivo. A quel punto non rimane altro che salutarsi e attendere con ansia il prossimo Carnevale.

Come arrivare a Basilea da Milano

La bellissima notizia è che Basilea è comodissima da raggiungere da Milano, e il modo più comodo e scenografico per arrivarci è senza dubbio il treno. Io ho preso l’Eurocity diretto dalla Stazione di Milano Centrale fino alla Stazione di Basel SBB: un collegamento diretto, senza cambi, che ti porta nel cuore della città in circa tre ore e mezza. Nessun aeroporto, nessun transfer, nessuna attesa ai controlli — scendi dal treno e sei già a Basilea. Il controllo passaporti avviene direttamente sul treno alla stazione di confine di Chiasso.

Il paesaggio che si attraversa è stupendo: dalle pianure lombarde si sale verso le Alpi, si passa il confine svizzero e si scende lungo vallate che cambiano colore con le stagioni. Un viaggio che è già parte dell’esperienza. La stazione di Basel SBB si trova in pieno centro, a pochi minuti a piedi o in tram dai principali hotel e dalle location del Carnevale.

Consiglio: Prenota il biglietto Eurocity con anticipo, specialmente per i giorni del Carnevale. I treni si riempiono presto e i prezzi sono più bassi se acquisti per tempo su Trenitalia o SBB.

Dove dormire: il Mövenpick Hotel Basel

Per il mio soggiorno ho scelto il Mövenpick Hotel Basel (4 stelle Superior), in Aeschengraben 25 proprio di fronte alla stazione di Basilea, e devo

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Anna Pernice