L’informatica entra ufficialmente nelle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo!
A partire dall’anno scolastico 2026-2027, la disciplina è integrata nei percorsi di Matematica e Tecnologia, all’interno delle discipline STEM (science, technology, engineering, mathematics): le IN precisano infatti che la E di engineering si riferisce ad attività di informatica.
Nella scuola reale però l’informatica era già presente: molti docenti infatti, con l’avvento del Piano Nazionale Scuola Digitale del 2015 hanno sperimentato e portato in classe molte attività legate al pensiero computazionale.
Ben venga quindi l’ufficializzazione di questi percorsi!
Quali competenze?
Nelle IN leggiamo la distinzione tra competenza digitale e competenza informatica,. Entrambe le competenze sono fondamentali per i cittadini di domani. La prima permea l’educazione civica: le Indicazioni sottolineano l’importanza di un uso socialmente responsabile delle tecnologie, della protezione dei dati e del rispetto nelle interazioni online. Per quanto riguarda invece la competenza informatica l’obiettivo non è formare piccoli programmatori, ma sviluppare un pensiero critico e complesso attraverso l’esplorazione e la sperimentazione. Come dice Mitchel Resnick “Quando si impara a leggere e scrivere, si aprono nuove opportunità per imparare molte altre cose. Quando si impara a leggere, allora si potrà anche leggere per imparare. E imparare a programmare è la stessa cosa. Se si impara a programmare, allora si potrà anche programmare per imparare” (TED Let’s teach kids to code).L’informatica diventa così un patrimonio culturale, condiviso, indispensabile per abitare con consapevolezza la società digitale, che è già nel presente e che, probabilmente, ancora di più sarà nel futuro.
Dall’infanzia alla secondaria
Il percorso è pensato in un’ottica di continuità verticale. Già nella scuola dell’infanzia, i bambini iniziano a maturare competenze logiche e procedurali attraverso il gioco e la manipolazione di simboli, spesso con attività di coding unplugged (unplugged letteralmente significa scollegato, con la spina staccata. In questo contesto si riferisce a una serie di attività che non prevedono l’utilizzo di strumenti digitali pur perseguendo obiettivi di informatica). Nella primaria, gli obiettivi diventano più espliciti: in classe terza si punta alla descrizione di procedure quotidiane tramite passi precisi; in quinta si arriva alla scrittura di codici con linguaggi di programmazione, come il coding visuale a blocchi. Questo bagaglio culturale permetterà poi, nella secondaria di primo grado, di affrontare concetti più astratti come le variabili, l’architettura dei sistemi e i meccanismi di internet.
L’informatica è solo matematica e tecnologia?
Nelle nuove Indicazioni Nazionali del 2025, l’informatica non è configurata come una disciplina a sé stante, i suoi obiettivi sono affidati agli insegnamenti di matematica e tecnologia, anche se l’informatica è l’unico tema a cui viene dedicato un paragrafo esplicito per definire competenze attese e obiettivi specifici, a testimonianza della sua rilevanza nel nuovo curricolo. L’integrazione con la matematica è particolarmente profonda e riguarda gli aspetti più concettuali e logici dell’ informatica. Pensiamo ad esempio al calcolo in colonna, che pone l’algoritmo concettualmente e storicamente al centro dell’apprendimento-insegnamento dell’incolonnamento. In questi casi la matematica è la sede naturale per insegnare a descrivere procedure tramite passi precisi e non ambigui. Questa integrazione mira a sviluppare il pensiero computazionale come complemento al pensiero logico-scientifico, fornendo agli alunni e alle alunne gli strumenti per comprendere come i dati possano essere elaborati in maniera automatica.
Nella scuola primaria è però molto importante, a mio parere, mantenere l’aspetto interdisciplinare e creativo dell’informatica: ci sono tante attività di informatica che sviluppano anche obiettivi di italiano (ad esempio lo storytelling, anche digitale) di arte, musica, attività motoria e che permettono ai bambini e alle bambine di mettere in campo fantasia, estro e originalità.
Un altro aspetto importante è l’equilibrio sinergico tra attività “plugged”(che si svolgono in ambienti online o con il supporto di strumenti digitali) e attività “unplugged” (che prevedono lo sviluppo del pensiero computazionale attraverso manipolazione, movimento, carta e matita): entrambe sono importanti e complementari per raggiungere gli obiettivi di informatica e quindi devono armonizzarsi nelle proposte dell’insegnante.
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