Legge PMI, Senato approva. In Aula confronto politico: stralciate norme moda - redigo.info

Compatibilité
Sauvegarder(0)
partager

Il Senato approva, in via definitiva, la legge annuale sulle piccole e medie imprese (A.S. 1484‑B). Si chiude un iter cominciato nell’ottobre 2025 e proseguito con modifiche significative alla Camera. Il provvedimento, di iniziativa governativa, interviene su credito, semplificazioni, reti d’impresa, artigianato e tutela delle filiere produttive. Al centro del confronto politico, la riforma dei Confidi e le norme sulla filiera della moda – inizialmente previste nella prima lettura in questo ramo del Parlamento – definitivamente stralciate.

Maggioranza compatta: dà risposte concrete. Apprezzato che le certificazioni della filiera della moda siano state stralciate

Nel corso delle dichiarazioni di voto, i gruppi di maggioranza hanno difeso il provvedimento come un passo avanti per rafforzare il tessuto produttivo nazionale.

Il senatore Paroli – Forza Italia – ha sottolineato che la legge offre “risposte concrete” a un sistema composto per oltre il 99% da PMI. Ha ricordato che le microimprese rappresentano il 95% del totale e che il provvedimento punta a sostenerle attraverso: la riforma dei Confidi; incentivi alle reti d’impresa; strumenti per la patrimonializzazione; cartolarizzazione degli stock di magazzino; semplificazioni amministrative. Paroli ha anche difeso la scelta di eliminare le norme sulla moda, definendola una decisione necessaria per sbloccare l’iter legislativo dopo il confronto con categorie e parti sociali.

Bergesio – Lega – ha definito il provvedimento “strategico” per un sistema produttivo che “presidia il territorio e custodisce competenze uniche”. Il Partito ha rivendicato il ruolo avuto nello stralcio della certificazione della filiera moda, ritenuta potenzialmente distorsiva perché avrebbe potuto attenuare le responsabilità dei grandi committenti nei subappalti. Tra i punti valorizzati:

  • rafforzamento dell’accesso al credito;
  • semplificazioni proporzionate alla dimensione aziendale;
  • tutela dalle false recensioni online;
  • ricambio generazionale;
  • aggiornamento della disciplina dell’artigianato.

Opposizioni critiche: occasione mancata, testo debole e privo di visione

I gruppi di opposizione hanno contestato il provvedimento, giudicandolo insufficiente rispetto alle sfide economiche del Paese.

Licheri – Movimento 5 Stelle – ha criticato duramente la versione iniziale delle norme sulla moda, definendole un “salvacondotto volontario” che avrebbe potuto ridurre la responsabilità dei marchi rispetto alle condizioni di lavoro nelle subforniture. Ha denunciato situazioni di sfruttamento e ha accusato la maggioranza di aver tentato “un colpo di mano”, poi rientrato grazie allo stralcio approvato alla Camera. Il M5S ha annunciato voto contrario, contestando anche la mancanza di misure strutturali su legalità, trasparenza e tutela dei lavoratori.

Misiani – PD – ha definito il provvedimento “frammentato” e privo di una strategia industriale. Tra le criticità evidenziate l’assenza di interventi strutturali sul costo dell’energia; deleghe troppo ampie su Confidi e artigianato; misure giudicate insufficienti su innovazione, ricerca e internazionalizzazione; gestione incerta degli incentivi alla transizione digitale. Il Partito Democratico ha, inoltre, ricordato che la prima versione del testo conteneva una norma sulla moda interpretata come uno “scudo penale”, poi eliminata.

Cosa prevede la legge? I punti nel dettaglio

Il primo sono proprio le misure stralciate

La delega al Governo punta a: semplificare e riordinare la disciplina; favorire aggregazioni; ampliare consulenza e assistenza alle PMI; ridurre i costi di istruttoria; rafforzare l’integrazione con il sistema bancario.

Semplificazioni amministrative. Misure calibrate sulla dimensione aziendale, con l’obiettivo di ridurre oneri burocratici senza intaccare la sicurezza sul lavoro.

Reti d’impresa e aggregazioni. Incentivi per favorire massa critica, innovazione condivisa e competitività internazionale.

Cartolarizzazione degli stock. Possibilità di valorizzare finanziariamente gli stock di magazzino per generare liquidità.

Ricambio generazionale. Strumenti per favorire l’ingresso dei giovani e la permanenza dei lavoratori senior.

Riforma dell’artigianato. Una delega che aggiorna definizioni e perimetri del settore, attesa da oltre quarant’anni.

Filiera della moda. Le norme introdotte al Senato sono state integralmente stralciate alla Camera. Il Governo ha annunciato un provvedimento dedicato.

E’ un provvedimento che divide tra pragmatismo e richieste di una strategia più ampia. La legge annuale è, infatti, stata approvata con il sostegno della maggioranza, che la considera un passo avanti per rafforzare competitività e accesso al credito. Le opposizioni la giudicano invece un’occasione mancata, soprattutto sul fronte energetico e dell’innovazione. Il dibattito ha mostrato due visioni diverse del sostegno alle PMI: da un lato interventi mirati e graduali, dall’altro la richiesta di una politica industriale di lungo periodo.

dir. Alessia Lupoi

Redazione redigo.info

Coordonnées
redazione