Introduzione
"I problemi non mancano, ma il modello di welfare di comunità costruito in Alta Val di Taro dimostra che anche in montagna è possibile offrire servizi di alta qualità, capaci di innovare e di essere attrattivi per nuovi residenti”.
Così l’assessora regionale al Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola, Isabella Conti, che il 5 febbraio ha visitato, nell’Appennino parmense, Bedonia, Compiano e Borgo Val di Taro, ulteriore tappa del suo tour di ascolto e confronto con le realtà educative e sociali del territorio che ha già toccato tutte le province dell’Emilia-Romagna.
A Bedonia la partecipazione al convegno sulle scuole dell’infanzia di montagna e l’incontro con amministratori e operatori impegnati nel progetto “Infanzia 365”, modello educativo integrato che garantisce servizi 0-6 anni aperti dodici mesi l’anno, con orario esteso dalle 7.30 alle 18.30 e rette azzerate per le famiglie (al netto dei pasti), e grazie anche ai contributi regionali e dell’Inps. Un investimento strutturale che, dal 2019, ha visto triplicare le iscrizioni, portando all’apertura di nuove sezioni e alla costruzione di una rete sovracomunale con Albareto, Compiano e Tornolo.
La visita è poi proseguita a Compiano, nella sede dell’Azienda pubblica di servizi alla persona delle Valli del Taro e del Ceno, dove si è svolto l’incontro con i sindaci del territorio per un confronto dedicato agli anziani e alla non autosufficienza: una sfida cruciale, particolarmente avvertita nelle comunità montane. Un sistema di assistenza integrato e diffuso, sostenuto dal Fondo regionale per la non autosufficienza, incrementato di 110 milioni di euro in tre anni.
Nel pomeriggio la delegazione ha raggiunto Borgo Val di Taro per visitare il Centro diurno per persone con disabilità “Arcobaleno”, struttura di proprietà comunale gestita in accreditamento dalla cooperativa Aurora. Una realtà socio-riabilitativa che fa dell’accoglienza e della valorizzazione della diversità la propria missione, offrendo un servizio che non si limita solo a prendersi cura degli ospiti, ma accompagna e sostiene anche le loro famiglie, riconoscendone il ruolo fondamentale nel percorso di crescita e inclusione.
“In queste realtà ho toccato con mano quale può essere il valore di una infrastruttura sociale- commenta Conti-. Non solo servizi qualificati, ma relazione, competenze, volontariato e amministrazioni che lavorano insieme: quando un piccolo Comune come Bedonia arriva a costruire un sistema educativo di questo livello, con tale continuità e accessibilità e riuscendo anche a fare rete con altre Amministrazioni, diventa un punto di riferimento non solo per le comunità locali, ma per tutto il territorio regionale. Se poi si aggiunge l’azzeramento delle rette a carico delle famiglie, ottenuto anche grazie ai contributi della Regione, possiamo veramente dire che si tratta di un modello da sostenere, diffondere e replicare”.
“Dall’infanzia alla non autosufficienza, fino ai percorsi di sostegno alla disabilità- aggiunge Conti-l’Alta Val di Taro dimostra che, quando il welfare è pensato come infrastruttura di comunità, diventa una rete di sviluppo, non solo di assistenza. Un’esperienza che parla a tutta la regione: investire nei servizi significa creare le condizioni perché le famiglie restino o scelgano di vivere in montagna, perché gli anziani siano curati vicino a casa e le persone più fragili non siano mai lasciate sole. È questa la sfida che stiamo portando avanti in ogni territorio dell’Emilia-Romagna”.
Ultimo aggiornamento: 05-03-2026, 18:09