Ex-Ilva: sicurezza negli impianti e futuro industriale. Servono azioni immediate e chiarezza sul piano industriale

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Comunicato Stampa

Dichiarazione del Segretario generale FIM CISL Ferdinando Uliano e del Segretario nazionale FIM CISL a Valerio D’Aló

Ex-Ilva: sicurezza negli impianti e futuro industriale.

 Servono azioni immediate e chiarezza sul piano industriale

Si è tenuto oggi presso Palazzo Chigi a Roma, il tavolo sulla vertenza ex-Ilva alla presenza dei Ministri Urso, Calderone, Pichetto Fratin, del sottosegretario Mantovano, dei Commissari e delle Organizzazioni Sindacali.

Le recenti vicende che hanno riguardato l’accesso ad alcune aree degli impianti e le criticità emerse rappresentano fatti estremamente gravi, che non dovrebbero mai verificarsi in un contesto produttivo. Episodi di questo tipo mettono in discussione le condizioni di sicurezza e richiedono un intervento immediato e deciso. Pur riconoscendo gli sforzi messi in campo per pianificare interventi di manutenzione e gestione degli impianti, è evidente che esistono situazioni che non possono essere affrontate con tempi lunghi di programmazione. La gravità di quanto accaduto impone misure rapide e concrete nella gestione della sicurezza e nella prevenzione del rischio.

In questo contesto, è fondamentale attivare un sistema efficace di segnalazione dei rischi eventuali presenti sugli impianti, con il pieno coinvolgimento direttamente di tutti i lavoratori. Non è sufficiente che la direzione aziendale effettui controlli nei reparti: ogni lavoratore deve poter segnalare tempestivamente situazioni di pericolo che potrebbero non essere immediatamente visibili.

È necessario rafforzare i livelli di partecipazione e di coinvolgimento, non solo delle rappresentanze sindacali, ma di tutta la comunità lavorativa.

Parallelamente, occorre rilanciare con urgenza formazione e informazione sui temi della sicurezza, con interventi anche immediati per aggiornare i lavoratori sui rischi presenti negli impianti e sulle corrette procedure operative di sicurezza.

Questo aspetto assume un’importanza ancora maggiore in una fase in cui molti lavoratori in particolar modo provenienti dalle manutenzioni, sono coinvolti in periodi di cassa integrazione e rientrano al lavoro in modo discontinuo, con possibili rischi aggiuntivi.

È inoltre indispensabile che sulle questioni legate alla salute e sicurezza non vi siano ostacoli di natura economica. Occorre un segnale forte: la definizione di un protocollo condiviso tra le parti sui temi della sicurezza può rappresentare un passo importante, anche per restituire fiducia ai lavoratori, oggi fortemente preoccupati per le condizioni degli impianti e per il loro futuro.

Sul piano istituzionale e industriale, desta forte preoccupazione l’ipotesi di uno stop alle attività a partire dal 24 agosto. È necessario un impegno chiaro e determinato affinché si evitino decisioni che porterebbero alla fermata degli impianti. Una prospettiva di questo tipo sarebbe inaccettabile e incontrerebbe la ferma opposizione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.

È quindi indispensabile attivare con urgenza un’interlocuzione istituzionale che consenta di rispondere alle richieste di integrazione dell’autorizzazione integrata ambientale e garantire la continuità produttiva. Allo stesso tempo, è necessario fare chiarezza sul piano industriale e sul processo di decarbonizzazione, a partire dagli investimenti previsti sui forni elettrici e sui nuovi processi produttivi.

Dopo due anni di tentativi di vendita dell’azienda, la situazione di incertezza proprietaria continua a pesare sul clima interno e sulla capacità di programmare investimenti, in particolare quelli legati alla sicurezza e alla transizione industriale. Per questo motivo è necessario aprire una riflessione più ampia sull’assetto proprietario futuro.

Una possibile strada potrebbe essere quella di partire da una presenza pubblica più significativa, capace di garantire stabilità e prospettiva industriale, coinvolgendo successivamente partner industriali e finanziari disposti a contribuire allo sviluppo del progetto. L’obiettivo deve essere la salvaguardia di un asset strategico per il Paese, la tutela dell’occupazione e la realizzazione di un vero piano di decarbonizzazione.

In questo quadro, risultano particolarmente preoccupanti alcune prese di posizione che ipotizzano una frammentazione delle attività e una destinazione diversa delle aree industriali. Tali scenari rischiano di mettere in discussione non solo il futuro produttivo del sito, ma anche quello occupazionale.

Per queste ragioni è urgente ristabilire un confronto trasparente sul piano industriale, sugli investimenti e sull’assetto proprietario, affinché si possa costruire una prospettiva chiara e credibile per i lavoratori, per il territorio e per l’intero sistema industriale nazionale.

Inoltre bisogna dare certezza e prospettiva ai lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria, dell’appalto e dell’indotto,

che rappresentano la parte più debole e che necessitano di maggiori tutele. Tavolo a Chigi riconvocato entro fine di marzo. Mentre il 12 marzo previsto incontro a Taranto con i tecnici del Ministero del Lavoro sui temi di Salute e sicurezza.

Roma, 5 Marzo 2026                                                                                     Ufficio Stampa FIM CISL Nazionale

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