Payback dispositivi medici, Conflavoro: Regioni rispettino Consiglio di Stato

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Conflavoro PMI Sanità, tra le principali associazioni del medtech italiano, ha inviato una diffida a tutte le Regioni e Province autonome chiedendo di sospendere immediatamente ogni azione di recupero del credito legato al payback dispositivi medici e ogni compensazione a danno delle imprese fornitrici del Servizio sanitario nazionale.

La diffida sul payback dispositivi medici

La diffida richiama le ordinanze cautelari del Consiglio di Stato che hanno sospeso l’efficacia delle sentenze di primo grado e dei provvedimenti regionali (nn. 759, 760, 761 e 762 del 28 febbraio 2026 e nn. 821, 823 e 834 del 6 marzo 2026). “Il contenzioso è aperto e la legittimità delle pretese regionali è sub iudice. Nessuna amministrazione può ignorare queste ordinanze”, afferma Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità.

“Rappresentiamo oltre 200 aziende del medtech, in gran parte piccole e medie imprese che forniscono direttamente il SSN. È grave che, mentre la giustizia amministrativa ha sospeso cautelarmente il recupero, alcune Regioni continuino con la logica del recupero forzoso”, prosegue Broya de Lucia.

La diffida sottolinea che alcune Regioni, come Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte, hanno già attivato iniziative di recupero o compensazione, con il rischio di danni per le imprese e nuove esposizioni a contenziosi e danni erariali per le amministrazioni.

“Non si può fare cassa sulle imprese mentre il Consiglio di Stato impone stop cautelari. Colpire le aziende del settore significa indebolire una filiera essenziale per le forniture sanitarie”, conclude Broya de Lucia.

Coordonnées
Gabriele Tolari