Al Senato il Terzo Settore come infrastruttura civile del Paese

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L’intervento di Pina Esposito per AISLA: “La cura è il cuore della coesione sociale”

Roma, 11 marzo – Non una sola voce, ma un coro di esperienze, storie e competenze provenienti dal mondo delle associazioni, degli enti del Terzo Settore e delle realtà civiche impegnate ogni giorno accanto alle persone più fragili. È questo il clima che ha caratterizzato l’incontro “Oltre le Appartenenze. Il Terzo Settore come pilastro di coesione sociale” ospitato ieri in Sala Zuccari, al Senato della Repubblica, dedicato alla rappresentanza del Terzo Settore e al suo ruolo nel rafforzare la coesione sociale del Paese.

Un confronto ampio che ha riunito organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e rappresentanti delle istituzioni, per riflettere insieme su come il Terzo Settore contribuisca non solo alla risposta ai bisogni sociali, ma alla qualità stessa della vita democratica.

Nel corso dell’incontro è intervenuto il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, che ha ribadito come il Terzo Settore rappresenti oggi un interlocutore essenziale per affrontare le grandi trasformazioni sociali: “Viviamo un tempo segnato da cambiamenti profondi – dalla transizione demografica alla rivoluzione tecnologica – e l’unica strada possibile è favorire una forte alleanza tra il pubblico e il privato sociale, tra tutte le persone che lavorano per il bene comune”. L’Onorevole ha voluto esprimere un abbraccio ideale a tutte le realtà del Terzo Settore, ricordando che senza il loro impegno il mondo sarebbe meno giusto e meno protetto. “Il Terzo Settore italiano – ha affermato – rappresenta un patrimonio straordinario di testimonianza civile di cui il Paese deve essere orgoglioso: un modello unico in Europa e nel mondo, che coinvolge circa cinque milioni di volontari.”

Tra gli interventi anche quello di Pina Esposito, segretario nazionale di AISLA, che ha portato l’esperienza dell’associazione partendo da una parola semplice ma decisiva: cura. “Quando parliamo di Terzo Settore usiamo spesso parole tecniche: organizzazioni, servizi, volontariato, welfare. Sono parole giuste. Ma se dovessi sceglierne una sola per raccontarne il senso profondo sceglierei una parola semplice: cura.”

Cura delle persone quando la vita diventa fragile.
Cura delle relazioni quando il sistema rischia di frammentarsi.
Cura della comunità quando qualcuno rischia di restare indietro.

È proprio in questo spazio che nasce storicamente il Terzo Settore: nel punto in cui una società decide se la fragilità sia un problema da gestire oppure una responsabilità da condividere.

L’esperienza di AISLA

La storia di AISLA rappresenta un esempio concreto di questo ruolo.
La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia che rende evidente quanto nessuna risposta possa essere sufficiente da sola. La SLA è contemporaneamente una questione clinica, sociale, familiare ed economica. Significa affrontare una diagnosi complessa, una perdita progressiva di autonomia e un carico enorme per le famiglie. In questo contesto, il ruolo dell’associazione non è solo quello di offrire supporto, ma di tenere insieme il sistema. AISLA accompagna le famiglie, orienta nei diritti, costruisce comunità, sostiene la ricerca scientifica, promuove modelli clinici integrati come la rete dei Centri Clinici NeMO e dialoga con le istituzioni per migliorare le politiche pubbliche.

Non è soltanto assistenza. È connessione. È la capacità di trasformare bisogni individuali in conoscenza collettiva e conoscenza collettiva in politiche migliori. Per questo la prossimità, ha sottolineato Esposito, non è solo un valore umano: è anche una forma di intelligenza pubblica.

Chi vive accanto alle persone fragili vede prima degli altri ciò che funziona e ciò che non funziona. E può trasformare questa esperienza in innovazione sociale e modelli organizzativi.

Oltre la logica della supplenza

Per molti anni il ruolo del Terzo Settore è stato raccontato come una forma di intervento “dove lo Stato non arriva”. Una formula che ha avuto il merito della semplicità, ma che oggi non è più sufficiente. Secondo Esposito, il Terzo Settore non può più essere considerato una supplenza gentile del sistema, ma una vera e propria infrastruttura civile della Repubblica. Una rete fatta di prossimità, conoscenza dei bisogni, capacità organizzativa e fiducia sociale. Una rete che tiene insieme persone, istituzioni, territori e comunità e che rende possibile ciò che sulla carta esiste, ma nella vita delle persone spesso non arriva.

Valastro Rosario, presidente Croce Rossa, ha sottolineato il ruolo dell’appartenenza e dell’azione concreta: “Persone che vogliono iscriversi alle nostre associazioni significa persone che sono orgogliose di fare quello che fanno, spendere il proprio tempo e la partecipazione. Noi alla vita dei nostri enti partecipiamo: questo fa andare avanti le comunità, questa è la coesione.”

Emerge infine il valore della sussidiarietà e della partecipazione: Yuri Morico (OPES) propone un approccio attivo e sperimentale, capace di connettere vecchie e nuove tendenze: “Quando si vuole essere sussidiari di generare valore, bisogna avere coraggio di mettersi in discussione e capire se le cose che ci piacciono sono quelle che fanno bene agli altri. Un osservatorio del Terzo Settore può aprire dibattiti su problemi e soluzioni.”

Francesco Piemonte (MODAVI) evidenzia un aspetto educativo e comunitario:

“Il Terzo Settore è comunità educante, attraverso aggregazione e attività informali, che vanno nutriti e riconosciuti. Allarghiamo le maglie ad aprire a Pubblica Amministrazione e accademici.”

La sfida dei prossimi anni

La Costituzione italiana, attraverso il principio di sussidiarietà, e la normativa sul Terzo Settore indicano una strada chiara: quella dell’amministrazione condivisa tra istituzioni pubbliche e società civile organizzata. C’è però una responsabilità che riguarda anche il Terzo Settore stesso. Non basta essere testimonianza. Occorre diventare infrastruttura. Significa crescere in competenza, trasparenza, capacità di misurare l’impatto sociale e costruire alleanze tra organizzazioni. Significa trasformare un patrimonio straordinario di impegno civile in una vera architettura della cura e della coesione sociale.

Coordonnées
Elisa Longo