le storie di donne "speciali" che ispirano l’IC "Terre del Magnifico" — Assemblea legislativa. Regione Emilia-Romagna

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Il progetto “eduCHIAMOci alLA PACE!”, promosso dall’Istituto Comprensivo "Terre del Magnifico" di Cortemaggiore, continua il suo viaggio educativo collegando la dimensione locale a quella globale. Nel corso del mese di marzo, il percorso ha vissuto una tappa fondamentale dedicata alla Giornata Internazionale della Donna, trasformando la memoria storica in uno strumento per comprendere che la pace è un concetto attivo, dinamico e profondamente legato ai diritti umani.

Cinque storie per un solo obiettivo

Le alunne e gli alunni di San Pietro in Cerro hanno approfondito la vita di cinque donne straordinarie che, in epoche e nazioni diverse, hanno dedicato la propria esistenza alla costruzione di un mondo più giusto. Attraverso le loro ricerche e i loro racconti, hanno dato voce a figure come Bertha von Suttner, la prima donna a ricevere il Nobel per la pace, ed Eleanor Roosevelt, guida fondamentale nella stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Il racconto è proseguito con l'impegno di Rigoberta Menchú per i popoli indigeni, la forza di Wangari Maathai, capace di piantare 30 milioni di alberi per curare la Terra, e l’umanità di Diana Spencer, ricordata per la sua coraggiosa campagna contro le mine antiuomo. Il filo rosso che unisce queste biografie è un messaggio potente che i ragazzi hanno fatto proprio: la pace non è solo assenza di guerra, ma è fatta di giustizia, rispetto e cura costante dell'altro e dell'ambiente in cui viviamo.

Dalla riflessione alla cittadinanza consapevole

Anche gli studenti di Besenzone si sono soffermati sulle figure di donne "costruttrici di pace", analizzando come i loro nomi e le loro azioni abbiano contribuito a mandare messaggi dirompenti in contesti difficili. Questa fase del progetto ha permesso alle classi di riflettere su come il contributo femminile sia stato spesso il motore invisibile di grandi cambiamenti sociali, legando il tema della parità di genere a quello della convivenza civile e della legalità, pilastri del percorso educativo intrapreso.

Studiare queste "vite speciali" ha stimolato un dibattito sulla responsabilità individuale: ogni studente è stato invitato a pensare a quali piccoli gesti quotidiani possono contribuire a creare un clima di pace nella propria comunità scolastica e nel territorio. È un esercizio di empatia che prepara i ragazzi a guardare oltre i confini, comprendendo che i diritti umani e la tutela della dignità sono valori universali che richiedono un impegno corale.

Un ponte di solidarietà verso il Congo

Queste attività non restano confinate nelle aule, ma alimentano lo spirito solidale che caratterizza l’intero progetto: il sostegno concreto alla costruzione di una scuola a Lubumbashi, in Congo. Attraverso questo percorso, che partecipa alla rete di Concittadini, l'IC "Terre del Magnifico" dimostra come l'educazione alla pace sia un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva.

Valorizzare la multiculturalità e la memoria collettiva significa preparare i ragazzi a diventare i futuri protagonisti di una comunità educante globale. Il percorso culminerà in uno spettacolo teatrale restituito alla comunità, dove le storie studiate e le emozioni vissute prenderanno forma per ribadire che educare alla pace significa, prima di tutto, educare alla speranza e alla partecipazione democratica.

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