Nicola Samorì. Intra Vulnera Tua – catalogo della mostra
Nel 2024 ho avuto l’occasione di fotografare la mostra Intra Vulnera Tua dell’artista Nicola Samorì, svoltasi presso la Galleria San Fedele di Milano e curata da Andrea Dall’Asta.
L’esposizione, aperta dal 3 dicembre 2024 all’8 febbraio 2025, riuniva una ventina di opere tra dipinti e sculture, costruendo un percorso attorno al tema della ferita, elemento ricorrente nella storia dell’arte e simbolo della fragilità della condizione umana. Nel lavoro di Samorì questo tema prende forma attraverso una pratica pittorica e scultorea estremamente raffinata, che dialoga con la grande tradizione figurativa europea. L’artista costruisce immagini di forte intensità tecnica e iconografica, per poi intervenire sulla superficie con tagli, abrasioni, bruciature e lacerazioni: gesti che trasformano la materia pittorica e rendono visibile la tensione tra bellezza e distruzione, tra memoria dell’immagine e sua dissoluzione.
In occasione della mostra è stato realizzato il catalogo dell’esposizione, progettato da eee studio, all’interno del quale sono state pubblicate le fotografie delle opere da me realizzate durante l’allestimento.
Il progetto fotografico che ho svolto documenta il percorso espositivo e restituisce la complessità materica e visiva delle opere, in cui pittura, scultura e intervento sulla superficie si intrecciano in una riflessione intensa sul rapporto tra immagine, corpo e spiritualità.
Le immagini qui presentate mostrano alcune pagine del catalogo e il lavoro fotografico realizzato per questa pubblicazione.
Nicola Samorì. Intra Vulnera Tua – exhibition catalogue
In 2024, I had the opportunity to photograph the exhibition Intra Vulnera Tua by the artist Nicola Samorì, held at the Galleria San Fedele in Milan and curated by Andrea Dall’Asta.
The exhibition, open from 3 December 2024 to 8 February 2025, brought together some twenty works, including paintings and sculptures, creating a narrative centred on the theme of the wound, a recurring element in art history and a symbol of the fragility of the human condition. In Samorì’s work, this theme takes shape through an extremely refined pictorial and sculptural practice, which engages with the great European figurative tradition. The artist constructs images of great technical and iconographic intensity, before intervening on the surface with cuts, abrasions, burns and lacerations: gestures that transform the pictorial material and reveal the tension between beauty and destruction, between the memory of the image and its dissolution.