Oltre 400 interventi psicosociali già realizzati a favore dei bambini più vulnerabili in Cisgiordania

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In un contesto dove il sistema sanitario è al collasso e il trauma bellico si somma alla malattia grave, nasce un presidio di speranza. A un anno dall’inizio della collaborazione tra Unobravo e Fondazione Soleterre, il Soleterre Children Center di Beit Jala (Cisgiordania) è pienamente operativo per offrire un supporto concreto e continuativo alla salute mentale di bambini colpiti da malattie gravi, traumi di guerra e condizioni di estrema vulnerabilità.

Attivo da luglio 2025 in collaborazione con il reparto di oncoematologia pediatrica  dell’ospedale di Beit Jala – l’unico ospedale pubblico ancora operativo per la cura del cancro infantile in Cisgiordania – il Soleterre Children Center, sostenuto anche grazie al coinvolgimento di Unobravo, nasce con l’obiettivo di garantire il diritto alla salute mentale in uno dei contesti più complessi al mondo, dove il conflitto armato e il collasso del sistema sanitario rendono l’accesso alle cure, fisiche e psicologiche, sempre più difficile. Il lavoro del Centro si fonda su un approccio integrato che unisce cura psicologica, supporto psicosociale e supervisione clinica costante.

Sostenere il Soleterre Children Center nasce dalla convinzione che prendersi cura della salute mentale sia un diritto di tutti, e un elemento fondamentale per il benessere dei bambini, soprattutto in contesti difficili come la Cisgiordania. L’impegno della Fondazione Soleterre a favore dei bambini colpiti da traumi psicologici rappresenta così un intervento concreto e un messaggio di speranza in situazioni segnate dal conflitto.

Come società benefit, Unobravo persegue finalità di impatto sociale attraverso azioni che riflettono le raccomandazioni di organismi internazionali come l’OMS e le Nazioni Unite in materia di accesso equo al supporto psicologico, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Il contributo al Soleterre Children Center si inserisce in questo percorso, sostenendo iniziative capaci di generare valore sociale e promuovere opportunità di crescita per chi ne ha più bisogno.

I numeri dell’impatto (luglio – dicembre 2025)

L’intervento non si limita alla cura clinica, ma ricostruisce il tessuto emotivo di un’intera comunità. Infatti, il progetto ha già portato risultati significativi erogando oltre 400 prestazioni psicosociali e psico-oncologiche, tra ospedale, centro e attività di outreach sul territorio. In particolare, il Centro ha realizzato:

  • 332 sessioni di supporto psico-oncologico per bambini malati di cancro e le loro famiglie
  • 23 sessioni individuali di psicoterapia
  • 14 valutazioni diagnostiche psicologiche
  • Supporto a 40 famiglie per l’accesso ai farmaci chemioterapici
  • Interventi di sostegno a 11 operatori sanitari, particolarmente esposti a stress, burnout e trauma vicario

La visione di Unobravo e Soleterre

«Quando abbiamo scelto di sostenere Soleterre – dichiara Danila De Stefano, CEO e Founder di Unobravo – lo abbiamo fatto con la convinzione che la salute mentale debba essere un diritto universale Oggi sapere che il Soleterre Children Center è attivo, che accompagna centinaia di bambini e famiglie e che sostiene anche gli operatori sanitari locali, ci conferma il valore di questo impegno. Dietro ogni numero c’è una storia, una possibilità di resilienza e di futuro».

«Ogni giorno incontriamo bambini che affrontano la malattia mentre intorno a loro il mondo è segnato dalla guerra e dall’incertezza. La collaborazione con Unobravo dimostra quanto sia fondamentale creare alleanze. Con il Soleterre Children Center vogliamo affermare un principio chiaro: la cura psicologica non è un lusso, ma una componente essenziale dei percorsi di cura, soprattutto quando la malattia si intreccia al trauma della guerra. – spiega Damiano Rizzi, psiconcologo e Presidente Fondazione Soleterre ETS– Il Soleterre Children Center è oggi un presidio concreto di cura psicologica e psicosociale in Cisgiordania, capace di generare un impatto reale e duraturo su bambini, famiglie e comunità».

Una storia di resilienza: Yafa

Tra le storie che raccontano il senso profondo di questo progetto c’è quella di Yafa, una bambina di cinque anni arrivata da Hebron con una diagnosi di leucemia. Accanto alle cure mediche, Yafa ha trovato nel supporto psicologico uno spazio sicuro per esprimere paura e dolore attraverso il gioco e il disegno. Oggi continua il suo percorso di cura con maggiore fiducia, sostenuta dalla madre e dal team del Soleterre Children Center.

Prossimi passi e continuità

In attesa del completamento dell’iter autorizzativo ministeriale previsto per l’inizio del 2026, il Centro continua a operare grazie al supporto di Unobravo e dei donatori privati. L’obiettivo resta proteggere il benessere psicologico oggi per salvaguardare il futuro di intere generazioni in contesti di emergenza.

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Emanuela