Donne per le donne: un premio che celebra il valore sociale della cura - Partito Socialista Italiano

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di Andrea Follini

Si terrà lunedì 9 marzo alle ore 15.00 a Roma presso la Sala Vanvitelli dell’Avvocatura Generale dello Stato l’incontro pubblico promosso dall’Associazione P.A.C.I.       (Professionisti d’Azienda e Crisi d’Impresa) e da LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, con il prestigioso patrocinio della stessa Avvocatura dello Stato. Nel corso dell’evento verrà conferito il premio “Donne per le Donne”, un riconoscimento destinato a figure femminili di spicco nei settori giuridico, economico, medico, artistico e culturale. L’iniziativa nasce dal desiderio di valorizzare il significato profondo della Cura, intesa non solo come assistenza sanitaria, ma come attenzione ai diritti, al benessere e alla dignità della persona. Un principio che, come spiegano i promotori, precede il ruolo professionale e orienta l’azione quotidiana di chi sceglie di mettere le proprie competenze al servizio della collettività. Nel dialogo tra LILT e P.A.C.I. si intrecciano linguaggi e prospettive diverse – dalla medicina al diritto, dall’economia all’arte – per raccontare storie di impegno civile che mostrano come capacità tecniche e sensibilità personale possano trasformarsi in sostegno concreto verso situazioni di fragilità. Voci femminili che, attraverso testimonianze e letture, offriranno un momento di confronto condiviso su ciò che significa oggi prendersi cura. La partecipazione di personalità come Eleonora Daniele (Conduttore Rai), Gabriella Palmieri Sandulli (Avvocato Generale dello Stato), Marcella Ribuffo (LILT Roma), Livia De Gennaro (Magistrato presso Corte di Cassazione), Ippolita di Majo (Sceneggiatrice), Anna Fendi (Imprenditrice), Cinzia Niolu (Psichiatra), Maria Pia Ammirati (Direttore Rai Fiction), Marcello Ceccaroni (Medico) e Alberto Siracusano (Psichiatra), conferma la trasversalità dell’iniziativa e l’importanza di una visione multidisciplinare della Cura come responsabilità sociale. Un tema particolarmente attuale, soprattutto se osservato alla luce dei più recenti dati sulla presenza delle donne nei settori professionali coinvolti. In medicina, secondo l’ultimo rapporto FNOMCeO, le donne rappresentano oggi oltre il 52% dei medici attivi in Italia, con punte superiori al 70% tra i nuovi iscritti alle facoltà di area sanitaria. Nel mondo del diritto, il Consiglio Superiore della Magistratura segnala che più del 54% dei magistrati è donna, anche se la presenza femminile ai vertici delle alte magistrature resta ancora limitata. In economia la crescita è più lenta: solo il 22% dei ruoli di top management nelle imprese italiane è ricoperto da donne, secondo i dati Manageritalia 2024, a testimonianza di un gap che richiede ancora interventi strutturali. Nel settore culturale e artistico, invece, la presenza femminile è ormai maggioritaria nelle professioni creative – oltre il 55% secondo Istat – ma risulta ancora sottorappresentata nelle posizioni direttive dei musei, delle fondazioni e delle istituzioni culturali. È in questo contesto che il premio “Donne per le Donne” assume un valore simbolico e insieme concreto: riconoscere il contributo delle donne non solo nei rispettivi ambiti professionali, ma nella loro capacità di generare cultura della cura, intesa come ascolto, empatia e tutela della persona. Una cultura che, quando l’attitudine si fa metodo, diventa strumento di cambiamento e forza generativa per l’intera società. L’incontro del 9 marzo si propone dunque non solo come un momento celebrativo, ma come un’occasione per riflettere sulla trasformazione culturale necessaria affinché la cura – nelle sue molteplici declinazioni – possa realmente divenire un patrimonio condiviso, oltre ruoli, funzioni e differenze di genere. Un invito a riconoscere nella cura un principio che unisce, orienta e restituisce centralità alla dignità della persona umana.

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